Il peso della sanzione dell’Antitrust italiana si fa sentire sui conti di Ryanair. Nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2026, chiuso a dicembre, l’utile netto della compagnia aerea irlandese è sceso a 115 milioni di euro, in calo del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente se si escludono le voci straordinarie. L’impatto più duro arriva però considerando anche l’accantonamento legato alla multa: includendo questa componente, il risultato netto crolla a 30 milioni di euro, segnando un -80% su base annua.
La compagnia ha contabilizzato nel trimestre un accantonamento di 85 milioni di euro, pari a circa un terzo della sanzione complessiva inflitta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per abuso di posizione dominante. L’onere totale legato alla vicenda arriva a circa 255-256 milioni di euro, ma il gruppo ribadisce la propria fiducia in un annullamento della multa in appello.
Ricavi in crescita e aerei pieni: la domanda resta solida
Nonostante il colpo sugli utili, i numeri operativi raccontano una storia diversa. Nel trimestre Ryanair ha trasportato 47,5 milioni di passeggeri, il 6% in più rispetto all’anno precedente, con un load factor che ha raggiunto il 92%. I ricavi sono saliti del 9% a 3,21 miliardi di euro, sostenuti sia dall’aumento del traffico sia da tariffe più elevate.
In particolare, i ricavi di linea hanno registrato una crescita a doppia cifra, grazie alle forti prenotazioni legate alle vacanze scolastiche di ottobre e ai viaggi di Natale e Capodanno. Anche sul fronte della liquidità il vettore mantiene una posizione robusta, con disponibilità lorde pari a 2,4 miliardi di euro, mentre è stato annunciato un dividendo intermedio di 0,193 euro per azione.
Boeing torna a consegnare, la flotta sostiene la crescita
Un tassello chiave della strategia resta il miglioramento nelle consegne di Boeing, in netto progresso rispetto alle difficoltà registrate un anno fa. Ryanair prevede di ricevere entro febbraio gli ultimi quattro Boeing 737-8200 “Gamechanger”, completando così il piano di consegne previsto.
Il rafforzamento della flotta consente al vettore di alzare anche l’asticella per il futuro: per l’anno fiscale 2027 l’obiettivo di traffico è stato portato a 216 milioni di passeggeri. Più avanti, resta in attesa di certificazione il nuovo Max 10, che dovrebbe entrare in servizio nella primavera del 2027.
Tariffe in risalita e stime riviste: il 2026 guarda in alto
Guardando all’intero esercizio, Ryanair ha rivisto al rialzo le proprie previsioni. Per l’anno fiscale 2026 il traffico passeggeri è ora atteso in crescita del 4%, fino a sfiorare quota 208 milioni, leggermente sopra le stime formulate nei mesi scorsi. Ancora più decisa la revisione sulle tariffe, che dovrebbero aumentare di oltre il 7% su base annua, con un’accelerazione rispetto alla crescita dell’1-2% registrata l’anno precedente.
Alla luce di queste dinamiche, il gruppo “orienta con cautela” l’utile netto dell’intero esercizio, al netto delle voci straordinarie, in un intervallo compreso tra 2,13 e 2,23 miliardi di euro. Un quadro che resta comunque esposto ai rischi esterni del quarto trimestre, tra tensioni geopolitiche, shock macroeconomici e l’impatto dei ripetuti scioperi del controllo del traffico aereo europeo.
Intanto resta aperto il fronte mediatico sul Wi-Fi a bordo, con lo scontro tra Elon Musk e il ceo Michael O’Leary, mentre Ryanair ha presentato i primi piani per l’estate 2026 in Italia.
Mercati cauti dopo il rally del 2025
In Borsa il titolo riflette questo mix di luci e ombre. Dall’inizio di gennaio le azioni Ryanair hanno ceduto circa il 3%, dopo il forte rialzo del 55% messo a segno nel corso del 2025.
