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Eni cede il 10% di Baleine a Socar: rafforzata la partnership energetica in Costa d’Avorio

Dopo aver già ceduto il 30% a Vitol, Eni vende un ulteriore 10% del principale giacimento offshore in Costa d’Avorio alla compagnia petrolifera statale azera Socar. Il gruppo italiano mantiene una quota del 47%

Eni cede il 10% di Baleine a Socar: rafforzata la partnership energetica in Costa d’Avorio

Eni ha firmato un accordo vincolante con Socar, la compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian, per cedere una quota del 10% nel progetto Baleine, il principale sviluppo offshore in Costa d’Avorio. Il gruppo italiano detiene attualmente il 47,25% dell’iniziativa, affiancato da Vitol (30%) e Petroci (22,75%). Il titolo del cane a sei zampe è in lieve rialzo a Piazza Affari: +0,65% a 16,62 euro per azione.

La transazione, che dovrà essere approvata dalle autorità competenti e completata con le consuete condizioni di closing, si inserisce nella strategia di Eni di ottimizzazione del portafoglio upstream. L’obiettivo è valorizzare più rapidamente le scoperte esplorative attraverso una riduzione controllata delle quote, secondo il modello noto come dual exploration.

L’accordo con Socar arriva dopo la cessione del 30% della stessa joint venture a Vitol, conclusa nel marzo 2025, e rappresenta un ulteriore passo nel consolidamento dei rapporti tra Eni e la compagnia azera. Nel 2024 le due società avevano già siglato tre protocolli d’intesa in tema di sicurezza energetica, esplorazione e produzione, riduzione delle emissioni e sviluppo della filiera dei biocarburanti. 

Baleine: il progetto chiave per l’energia in Costa d’Avorio

Eni è attiva in Costa d’Avorio dal 2015 e Baleine rappresenta il suo primo grande progetto nel Paese. È anche il primo impianto a zero emissioni nette in Africa. Il giacimento, scoperto nel 2021, è stato portato in produzione nel 2023, dopo due decenni senza nuove scoperte commerciali nel Paese.

Attualmente, la produzione combinata delle prime due fasi supera 62mila barili di petrolio al giorno e 75 milioni di piedi cubi di gas al giorno. Con l’avvio della Fase 3, la capacità potrebbe salire fino a 150mila barili e 200 milioni di piedi cubi di gas al giorno, contribuendo in modo rilevante al fabbisogno energetico nazionale.

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