L’ottimismo torna a farsi strada tra le imprese italiane. Secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia sulle aspettative di crescita e inflazione, condotta tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025, le valutazioni sulla situazione economica generale continuano a migliorare, confermando il trend positivo avviato nella prima metà del 2025. Il saldo però resta negativo.
Migliorano le aspettative sulla domanda e sull’occupazione
I giudizi delle imprese sull’andamento della domanda, interna ed estera, sono più favorevoli rispetto al trimestre precedente. Il saldo tra chi prevede un’espansione della domanda e chi la vede in calo è salito a 9 punti percentuali, in crescita rispetto al 1% del trimestre precedente. Il settore delle costruzioni e dei servizi registra saldi ancora più elevati (21 e 13 punti), mentre l’industria in senso stretto si muove con più prudenza (3 punti).
Anche l’occupazione resta su un sentiero positivo: nei prossimi tre mesi, l’industria e i servizi manterranno un ritmo costante, mentre le costruzioni potrebbero sorprendere con aumenti più sostenuti. I salari, invece, crescono con calma: +2,2% in media nei prossimi 12 mesi, con meno aziende che puntano a incrementi superiori al 4%.
Investimenti: si riaccende la voglia di spendere
Il quadro sugli investimenti mostra segnali incoraggianti: le imprese dell’industria e dei servizi giudicano le condizioni meno sfavorevoli rispetto a prima, mentre nelle costruzioni la prudenza resta d’obbligo, ancora influenzato dai ritardi nei progetti legati al Pnrr. Circa un terzo delle aziende prevede di aumentare la spesa nominale per investimenti nel 2026 e buona parte del settore manifatturiero (oltre il 30%) ha dichiarato di aver usufruito o di voler usufruire degli incentivi fiscali legati ai programmi Transizione 4.0 e Transizione 5.0, soprattutto nei settori alimentare, carta, plastica, vetro e metalli. L’uso di questi incentivi è destinato sia a investimenti già programmati sia a nuovi progetti.
Prezzi e inflazione sotto controllo
La crescita dei prezzi di vendita si è leggermente ridotta nel complesso dell’economia, con valori attesi per i prossimi 12 mesi pari a 1,9% nell’industria e nei servizi e 3,6% nelle costruzioni. I principali fattori che influenzano la dinamica dei prezzi rimangono il costo del lavoro e delle materie prime.
Anche le aspettative sull’inflazione al consumo sono diminuite: 1,6% a 6 mesi, 1,7% a 12 mesi e 1,8% a 24 mesi, con previsioni sostanzialmente omogenee tra settori, dimensioni aziendali e aree geografiche.
Verso un quadro economico più positivo
Nonostante il saldo tra miglioramenti e peggioramenti resti negativo, le imprese più grandi mostrano giudizi meno sfavorevoli rispetto al trimestre precedente. Le condizioni di liquidità rimangono solide e l’accesso al credito stabile, offrendo un terreno più rassicurante per pianificare il futuro.
L’indagine conferma quindi un quadro economico italiano in miglioramento, con crescita moderata dei salari, fiducia negli investimenti e aspettative di inflazione contenute, anche se alcune aree, come le costruzioni, mostrano ancora segnali di fragilità.
