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La Pinacoteca Ambrosiana cresce e guarda al futuro: in quattro anni da 60 a 500 mila visitatori

Da 60.000 a mezzo milione di visitatori in quattro anni: bilanci in attivo, innovazione culturale e nuovi progetti internazionali

La Pinacoteca Ambrosiana cresce e guarda al futuro: in quattro anni da 60 a 500 mila visitatori

In soli quattro anni la Pinacoteca Ambrosiana è passata da 60.000 a circa 500.000 visitatori annui, chiudendo il bilancio in positivo per il terzo anno consecutivo. Un incremento superiore al 50% rispetto al 2024, che segna un risultato straordinario e consolida il ruolo dell’Ambrosiana come punto di riferimento culturale, in Italia e nel panorama internazionale.

Un 2025 all’insegna di valorizzazione e innovazione

Il 2025 è stato un anno particolarmente ricco, caratterizzato da iniziative capaci di attrarre nuovi pubblici. Sul fronte contemporaneo spicca la mostra di Pietro Terzini, che ha registrato oltre 35.000 visitatori in meno di 25 giorni nella sala del Foro Romano. Determinante il ruolo di Antonello Grimaldi come “non curatore”: una scelta di libertà artistica, coraggiosa e visionaria, che ha dimostrato come anche il museo più antico di Milano possa essere un laboratorio di idee contemporanee. Tra i progetti di rilievo, il riallestimento espositivo e multimediale della Sala 7, dedicata ai pittori fiamminghi, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo; la mostra diffusa Classical Collapse di Nicola Samorì; l’esposizione di Filippo Sorcinelli, stilista noto per aver vestito gli ultimi tre Papi; e il dialogo tra la Canestra di Jago e la celebre Canestra di Caravaggio. Le aperture straordinarie e prolungate al costo simbolico di 3 euro, i concerti di musica classica e la partecipazione a iniziative cittadine come BookCity, MuseoCity, Orticola e Open House hanno ulteriormente ampliato la fruibilità del museo. Parallelamente, l’Ambrosiana ha rafforzato la propria presenza digitale: attività costante sui social network, un canale podcast dedicato alla collezione, video in Lingua dei Segni LIS e una strategia di comunicazione integrata sui media tradizionali e digitali, a livello nazionale e internazionale.

Progetti istituzionali e internazionali

Nel contesto del progetto “Milano e Leonardo”, promosso dal Comune di Milano e finanziato dal Ministero del Turismo, l’Ambrosiana espone a rotazione, da marzo a ottobre, quattro disegni del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci presso il Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, offrendo un’ulteriore occasione di valorizzazione internazionale del patrimonio leonardesco. A seguito del successo riscosso, ulteriori fogli del Codice Atlantico sono esposti fino al 12 gennaio 2026 presso l’Osaka City Museum of Fine Arts nella mostra Atlante Farnese and the Treasures of the Italy Pavilion from the Expo 2025 Osaka. Fino a marzo 2026, la mostra Leonardo alla IULM porta per la prima volta tre fogli del Codice Atlantico all’interno di un ateneo universitario, con ingresso gratuito, in un’ottica di avvicinamento all’arte per studenti e territorio.

Il 2026: nuovi progetti e prospettive

Il 2026 si aprirà con il riallestimento dell’atrio d’ingresso della Pinacoteca Ambrosiana, per rispondere in modo adeguato al significativo aumento dei visitatori. Conclusa la mostra di Nicola Samorì nel marzo 2026, la Sala del Cartone di Raffaello ospiterà Sidival Fila, frate francescano e artista la cui ricerca nasce dal recupero di materiali in disuso. In primavera, in collaborazione con la Fondazione Rava, la Sala del Foro Romano accoglierà la mostra Remake: ragazzi di alcuni penitenziari italiani e donne del carcere della Giudecca di Venezia realizzeranno disegni ispirati al Cartone di Raffaello, che verranno assemblati e cuciti in un’opera delle stesse dimensioni del capolavoro rinascimentale. A maggio è prevista, sempre nella Sala del Foro Romano, la mostra del tape artist No Curves, che prosegue il filone di esposizioni pop e gratuite promosso dall’Ambrosiana.

«Non si tratta di un miracolo ambrosiano – afferma Antonello Grimaldi, Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana – ma del risultato di una gestione della cultura manageriale, inclusiva e non elitaria né autoreferenziale. Un modello fondato su quattro pilastri: preservare, valorizzare, innovare e comunicare, sempre nel segno della sostenibilità finanziaria, culturale e sociale. Il tutto animato da un forte spirito di appartenenza che contraddistingue il lavoro di tutto lo staff».

Sulla stessa linea Andrea Canova, Presidente della Congregazione dei Conservatori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana: «Tutta l’Ambrosiana è impegnata a proseguire e migliorare il proprio lavoro anche nel 2026. Gli ottimi risultati ottenuti ci incoraggiano, ma non possiamo limitarci ai numeri. È necessario sviluppare un progetto culturale all’altezza della storia della nostra istituzione, capace di dialogare con un pubblico sempre più ampio e di rispondere alle domande profonde che arrivano da Milano e dal mondo. In una città spesso raccontata in modo superficiale, l’Ambrosiana deve contribuire, in collaborazione con le altre realtà culturali, a colmare un vuoto di pensiero e di cuore».

Chi è la Veneranda Biblioteca Ambrosiana

Fondata nel 1618 dal cardinale Federico Borromeo, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana si conferma oggi una delle istituzioni culturali più rilevanti a livello internazionale: prima biblioteca europea aperta al pubblico, museo più antico di Milano e sede dell’Accademia Ambrosiana. Da oltre quattro secoli, l’Ambrosiana continua a essere un luogo vivo di incontro, dialogo e condivisione tra popoli e culture, profondamente radicato nella storia e nel presente della città.

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