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Borse 6 gennaio poco mosse ma Piazza Affari sfiora quota 46 mila e lo spread Btp-Bund scende a 65 punti. Argento sopra gli 80 dollari

Le Borse europee e americane frenano dopo un’apertura più brillante ma a Piazza Affari, che sfiora la soglia psicologica dei 46 mila punti, colpisce il balzo di Stm che sale di oltre il 5%. L’argento e l’oro continuano nel loro rally

Borse 6 gennaio poco mosse ma Piazza Affari sfiora quota 46 mila e lo spread Btp-Bund scende a 65 punti. Argento sopra gli 80 dollari

Il 2026 è iniziato come era finito il 2025 e cioè con il presidente statunitense Donald Trump a fare il bello e il cattivo tempo tanto in politica internazionale quanto – di conseguenza – sui mercati. La prima seduta utile dopo il blitz in Venezuela aveva dato subito segnali significativi, con le Borse in rialzo e pure le quotazioni del petrolio. Questa di martedì è invece una seduta più moderata per i listini europei, anche perché dopo il Sudamerica le tensioni geopolitiche ora coinvolgono pure il vecchio continente, tanto per le possibili mire di Washington sulla Groenlandia, quanto per la situazione ancora non risolta in Ucraina. L’Europa ha risposto a Trump che “la Groenlandia appartiene al suo popolo” ma intanto la Danimarca ha rafforzato la presenza militare, mentre sull’altro fronte oggi si sono riuniti a Parigi i Volenterosi, alla presenza di Volodimir Zelensky e anche della premier italiana Giorgia Meloni: la bozza di dichiarazione del vertice dafferma che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina includeranno “impegni vincolanti a sostenere il Paese “in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia al fine di ripristinare la pace”.

Il risultato sul versante finanziario è che oggi Piazza Affari cede qualcosina (-0,2%) ma consolida in parte i consistenti guadagni della vigilia rimanendo molto vicina a quota 46.000 punti base, trainata da titoli sparsi: Stm +5,3%, Diasorin +3,7%, e poi due titoli in ripresa dopo un inizio d’anno fiacco come Cucinelli +2,4% e Campari +2,5%. Prese di beneficio su Lottomatica dopo il rally di lunedì mentre stavolta fanno un mezzo flop le banche con Mps e Banco Bpm che sono i due titoli peggiori del Ftse Mib, entrambi in calo di oltre il 2%. Da segnalare anche, a proposito di petrolio, che la mossa Usa in Venezuela e il conseguente rialzo dei prezzi del petrolio sta giovando solo alle major americane: già a marzo dello scorso anno era stato comunicato a Eni che non avrebbe più potuto essere rimborsata per il gas venezuelano, e ora sembra che le ricche risorse del Paese caraibico se le accaparreranno tutte gli Usa e per le altre petrolifere mondiali le conseguenze potrebbero persino essere negative: infatti oggi Eni perde lo 0,9% e ieri – per fare un esempio estero – la brasiliana Petrobras aveva ceduto quasi il 2% bruciando oltre 1 miliardo di dollari di capitalizzazione in una seduta.

Fuori dall’Italia le cose vanno meglio con Parigi che guadagna circa mezzo punto percentuale e le Borse di Francoforte e Madrid che addirittura flirtano con record storici. L’Ibex di Madrid è oggi tra i migliori listini europei, con un avanzamento dello 0,3%. Anche Wall Street è ancora ben intonata con il Nasdaq che mentre l’Europa chiude i battenti guadagna lo 0,2%, mentre un po’ meglio fa il Dow Jones con il +0,3%. Più modesta la crescita dell’S&P 500. Chevron, l’unico colosso petrolifero statunitense ancora in Venezuela, era in ulteriore rialzo dello 0,5% in avvio di seduta, dopo il +5,1% di ieri, mentre ExxonMobil, ieri in rialzo del 2,2%, è poco mossa. Gli occhi sono tutti puntati sulle quotazioni del petrolio e oggi a Londra il Brent tira un po’ il fiato dopo il boom di ieri, attestandosi sotto i 62 dollari al barile. Stesso andamento per il Wti crude a New York, che però rimane sopra i 58 dollari. Sale ancora il valore dell’oro che oggi paga 4.477 dollari l’oncia, e persino meglio fa l’argento che sale di quasi il 5% sfondando la soglia degli 80 dollari per oncia. Si deprezza un po’ l’euro scendendo sotto gli 1,17 dollari mentre lo spread Btp Bund si conferma pure oggi sotto i 70 punti, arrivando addirittura a quota 65 con il rendimento del Btp 10 anni al 3,50%.

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