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Annuario del lavoro 2025: è ripreso il confronto Confindustria-sindacati ed è andata avanti la contrattazione ma l’unità sindacale è a pezzi

Qual è lo stato di salute delle relazioni industriali in Italia? Ce lo racconta l’Annuario del lavoro 2025, opera monumentale e originale sul mondo del lavoro curata dal Direttore del Diario del lavoro, Massimo Mascini. Molti e interessanti gli spunti di riflessione

Annuario del lavoro 2025: è ripreso il confronto Confindustria-sindacati ed è andata avanti la contrattazione ma l’unità sindacale è a pezzi

Che bilancio si può fare delle relazioni industriali nell’anno chi si è appeno chiuso? La riposta è nella edizione dell’Annuario del lavoro 2025, curato dall’infaticabile Massimo Mascini, fondatore e direttore del Diario del lavoro che ne è l’editore. L’annuario è un’opera monumentale (373 pagine) ed è ormai un’opera cult: se uno vuol sapere quale è lo stato di salute delle organizzazioni imprenditoriali e dei sindacati, non può non leggerla. “Nel 2025 – scrive Mascini nella sua prefazione – sono successe molte cose interessanti, tali da segnare positivamente lo svolgimento delle relazioni industriali“. La più importante è la ripresa del confronto tra Confindustria (e poi anche Confcommercio) e Cgil, Cisl e Uil. Ma, sia pure tra luci e ombre, passi avanti ha fatto anche la contrattazione nazionale. Il 2025 è stato poi l’anno della legge sulla partecipazione dei lavoratori alle imprese, una legge cornice che deve essere riempita di contenuti e di esperienze ma che c’è. E’ andata male invece per l’unità sindacale, dopo la sempre più evidente politicizzazione della Cgil di Maurizio Landini.

Oltre al diario degli avvenimenti del 2025, l’Annuario fa il punto sulla contrattazione collettiva, sulla legislazione del lavoro, su tutti i principali attori delle relazioni industriali ma soprattutto raccoglie una serie di approfondimenti di grande qualità che offrono spunti di riflessione sui problemi che animano il mondo del lavoro. Sono talmente vari e ricchi che è impossibile citarli tutti ma almeno quelli più interessanti meritano una menzione. E allora non si può dimenticare il saggio dell’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu su “Prassi aziendali nell’uso dell’Intelligenza artificiale: prime note”, ma anche quello del sociologo Gian Primo Cella su “Partecipazione e contrattazione. Convivenza o opposizione”. Di grande interesse anche “Le cose e le parole” di Gaetano Sateriale, “La sinistra e gli operai: prove di riavvicinamento” di Mimmo Carrieri, “Tecnologie, organizzazione e lavoro: i rischi della Ai e della polarizzazione” di Luciano Pero, “Il caso Nerviano: dalla scienza al mattone, così scompare la ricerca italiana contro il cancro” di Nunzia Penelope che è autrice anche de “Il peso della crisi demografica sui dati dell’occupazione” e “Il mondo dopo Trump” di Maurizio Ricci. Leggerli è un piacere e un’occasione di aggiornamento che merita di essere colta.

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