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La Bce rispetta le regole: ma queste valgono anche quando la nave Europa sta affondando?

Bruxelles ha pensato ad una operazione finanziaria che consentirebbe di dare un prestito a Kiev senza sequestrare i beni russi. Ma se tutte le nostre autorità si barricano dentro la propria torre d’avorio rifiutando di guardarsi intorno, allora sì che l’intera struttura rischia di collassare

La Bce rispetta le regole: ma queste valgono anche quando la nave Europa sta affondando?

Noi europei ci troviamo nel paradosso classico delle macabre barzellette sulla medicina: l’operazione è riuscita perfettamente, ma il paziente è deceduto! Tutte le articolazioni politiche, istituzionali e le agenzie indipendenti stanno eseguendo con rigore le proprie finalità rispettando alle regole costruite nei decenni precedenti in situazioni totalmente diverse dalle attuali, ma il risultato finale è la paralisi e l’emarginazione della Ue.

Così la Bce non ha torto quando rifiuta una garanzia su prestiti che gli Stati o Euroclear dovrebbero emettere per rimborsare i depositi russi in Europa qualora una Corte internazionale riconoscesse il buon diritto di Mosca a riavere i propri soldi che l’Europa nel frattempo avrebbe utilizzato per finanziare l’Ucraina. Insomma, Bruxelles ha pensato ad una operazione finanziaria che consentirebbe di dare un prestito a Kiev senza sequestrare i beni russi (cosa che a Mosca non userebbero un tale riguardo) e confidando, per la restituzione, sulle eventuali sanzioni che la Russia dovrà pagare come Paese aggressore, una volta raggiunta la pace.

Con una simile somma gli ucraini potrebbero resistere ai bombardamenti russi e rafforzare la linea del fronte, mentre la Ue conquisterebbe una legittimità a sedere al tavolo della pace superando le minacce di Putin. Ma se tutte le nostre autorità si barricano dentro la propria torre d’avorio rifiutando di guardarsi intorno, allora sì che l’intera struttura rischia di collassare ed anche stare dentro la torre non servirà a nulla.

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