Il fondo sovrano dell‘Arabia Saudita potrebbe essere arrivato a uno stato avanzato delle trattative con Leonardo per investire nell’unità aerostrutture le cui basi erano state indicate all’inizio di quest’anno, riporta Bloomberg.
Un incontro programmato tra il Primo Ministro Giorgia Meloni e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman il prossimo 3 dicembre, in occasione del 46mo vertice del Golfo in Bahrain potrebbe rivelarsi fondamentale per ottenere le approvazioni definitive del governo italiano che posside il 30% di Leonardo. L’amministratore delegato Roberto Cingolani ha detto il mese scorso di aver trovato un partner di investimento per l’azienda e si è impegnato a fornire dettagli in occasione dell’aggiornamento della strategia di Leonardo, previsto per l’11 marzo. Oggi, in una Piazza Affari in calo, Leonardo per il 3,43% a 45,40 euro in tarda mattinata.
I reciproci vantaggi nella trattativa
Collaborare con Leonardo garantirebbe allo Stato del Golfo una maggiore visibilità in un’importante industria manifatturiera globale, mentre bin Salman sta cercando di diversificare l’economia dell’Arabia Saudita rispetto al petrolio, in linea con il progetto Vision 2030. Per Leonardo, un accordo porterebbe un sostegno finanziario a una divisione che ha qualche problema. L’azienda fornisce importanti componenti strutturali per il 787 Dreamliner di Boeing, ma ha subito perdite in parte legate a un rallentamento della produzione negli Stati Uniti. Ciò ha influito sull’attività degli stabilimenti di Leonardo, sebbene Boeing stia ora aumentando nuovamente la produzione del jet widebody. La divisione aerostrutture di Leonardo impiega circa 4.000 persone in quattro stabilimenti italiani. Nel 2024 ha registrato un fatturato di 746 milioni di euro.
Un possibile scenario è che l’azienda aerospaziale italiana costruisca uno stabilimento di produzione per l’aviazione civile in Arabia Saudita, come riportato da Bloomberg a febbraio. Lo Stato del Golfo è anche interessato a partecipare allo sviluppo di un jet da combattimento di nuova generazione, un progetto costoso su cui l’azienda italiana sta collaborando con partner nel Regno Unito e in Giappone. Lo scorso anno Cingolani aveva ipotizzato che il regno avrebbe potuto partecipare per contribuire a distribuire i costi, che si prevede raggiungeranno decine di miliardi di euro. L’Italia e l’Arabia Saudita hanno rafforzato ultimamente i legami economici. Meloni si era recata in Arabia Saudita lo scorso gennaio, incontrando il principe e aprendo la strada ad accordi per un valore di circa 10 miliardi di dollari.
