Dall’urgenza di colmare i divari su energia e intelligenza artificiale alla necessità di costruire un vero mercato unico finanziario. “L’Europa è chiamata a confrontarsi sempre di più con sfide importanti, dai cambiamenti climatici alla digitalizzazione”, ha dichiarato Mauro Micillo, Chief of Imi Corporate & Investment Banking Division di Intesa Sanpaolo, intervenendo all’incontro “Il nuovo quadro finanziario europeo: come finanziare le priorità strategiche dell’Ue?” organizzato dall’istituto il 29 ottobre 2025 allo Spazio Eventi Gioia22 di Milano.
La frammentazione dei mercati costa all’Europa 300 miliardi l’anno
Micillo ha aperto i lavori richiamando l’urgenza di un’azione coordinata: “la frammentazione dei mercati finanziari dell’Europa disperde ogni anno ingenti risorse a supporto della crescita. Significa che questi capitali vengono persi e investiti altrove. Si parla di 300 miliardi di risparmio che potrebbero essere più correttamente indirizzati allo sviluppo della nostra Unione Europea e delle nostre infrastrutture”.
Ad un anno dai rapporti Draghi e Letta sulla competitività, il manager di Intesa ha sottolineato che “l’Europa è chiamata a misurarsi con la necessità di rafforzare il proprio modello di crescita. Abbiamo ben individuato i problemi, bene individuato le soluzioni: ora è il tempo di agire”.
Micillo: “Le banche devono essere motori della trasformazione”
Nel suo intervento, Micillo ha insistito sul ruolo del sistema bancario, “le banche hanno un ruolo importante e devono diventare dei veri e propri motori della trasformazione, intercettando i capitali privati e affiancandoli a quelli pubblici”. Un compito cruciale, specie in un momento in cui “il mercato unico rimane incompiuto, con settori come la finanza e l’energia ancora frammentati”.
Secondo Micillo, per affrontare le sfide climatiche, digitali e industriali “non abbiamo una capacità di fondi pubblici sufficiente, quindi sono indispensabili anche quelli privati. È qualcosa che si sta già facendo negli Stati Uniti e nei Paesi anglosassoni. Le banche devono accorciare le distanze tra i fondi europei e i grandi progetti da realizzare“.
Un fabbisogno da 1,2 trilioni di euro l’anno
Dai numeri emerge la portata della sfida. “Il fabbisogno di investimenti in Europa è salito a 1,2 trilioni di euro l’anno, con un incremento del 50 per cento rispetto alle stime di appena un anno fa”, ha ricordato Micillo, citando le ultime valutazioni del rapporto Draghi, “senza il contributo dei capitali privati molti progetti resteranno difficilmente realizzabili. Il settore bancario svolge un ruolo cruciale nel mobilitare risorse verso l’economia reale”.
Energia e intelligenza artificiale: l’Europa deve accelerare
Sul fronte tecnologico, il manager di Intesa ha lanciato un monito. “L’Europa sconta un ritardo significativo nello sviluppo di intelligenza artificiale rispetto a Stati Uniti e Cina. Colmare questo divario richiede un vero mercato unico per le imprese innovative, finanziamenti mirati e una maggiore integrazione tra industria e ricerca”.
Non meno urgente è poi la questione energetica. “Servono investimenti in infrastrutture rinnovabili, una riforma dei mercati energetici e strumenti di lungo periodo come i Power Purchase Agreement. È evidente che l’ulteriore ampliarsi delle asimmetrie regolamentari tra il mondo americano e quello europeo non potrà che favorire l’ampliamento del gap di competitività”.
Appello ai regolatori europei
Micillo ha infine rivolto un appello ai regolatori europei. “Le banche devono essere messe nelle condizioni di poter agire attivamente, facilitando l’accesso al credito e riducendo gli squilibri normativi con Usa e Regno Unito. Un’ulteriore divergenza regolamentare non farà che ampliare il divario di competitività”.
Solo una maggiore armonizzazione – ha concluso – “potrà favorire una crescita più equilibrata e sostenibile, in grado di sostenere le priorità strategiche dell’Unione”.
