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Spid: confermato il rinnovo per 5 anni, ma potrebbe diventare a pagamento. Anche Poste Italiane valuta un costo

È stata rinnovata la convenzione per l’utilizzo dello Spid fino al 2030. Ma ora altri gestori potrebbero renderlo a pagamento

Spid: confermato il rinnovo per 5 anni, ma potrebbe diventare a pagamento. Anche Poste Italiane valuta un costo

Lo Spid è salvo, per ora. Dopo l’incontro tra governo e gestori del servizio, il Sistema pubblico di identità digitale continuerà a essere operativo per altri cinque anni ma potrebbe diventare a pagamento. Già diversi operatori hanno introdotto un costo. Chi preferisce continuare ad avere un accesso gratuito dovrà orientarsi verso la Cie – Carta d’Identità Elettronica. Contestualmente, sono stati previsti interventi per rendere il sistema più sicuro e prevenire truffe digitali.

Spid, l’identità digitale più usata in Italia

Spid resta il sistema di identità digitale più diffuso nel nostro Paese, fondamentale per accedere a servizi della Pubblica Amministrazione e di aziende private. Con oltre 41 milioni di utenti e più di 1,2 miliardi di autenticazioni nel 2024, il sistema dimostra la sua centralità nella transizione digitale italiana.

Secondo l’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano, l’89% della popolazione internet italiana ha attivato Spid, e l’86% lo utilizza più volte durante l’anno. Nel 2025, il sistema ha registrato una crescita costante con oltre 52mila nuove identità digitali attivate ogni settimana e più di 630 milioni di accessi nel primo semestre.

Sicurezza Spid: perché servono controlli

Nonostante la diffusione capillare, Spid presenta alcune vulnerabilità. Ogni cittadino può attivare più identità digitali, con il rischio che alcune vengano aperte all’insaputa della persona e usate per fini illeciti. Per questo, il rinnovo della convenzione ha previsto l’istituzione di un tavolo permanente per il miglioramento continuo del sistema e nuovi strumenti digitali per verificare facilmente tutte le identità Spid associate al proprio codice fiscale.

Frodi Spid in aumento: attenzione alle truffe online

Le truffe legate a Spid sono in crescita. Recenti episodi, come quello della 18App, hanno visto centinaia di neodiciottenni perdere il bonus cultura perché truffatori avevano sottratto la loro identità digitale, causando un danno economico di circa 400mila euro al ministero della Cultura. Anche Altroconsumo segnala un aumento dei rischi di frodi durante la stagione del 730, con la pratica del “doppio Spid”, dove criminali attivano una seconda identità digitale per ottenere rimborsi o pensioni indebitamente.

Spid potrebbe diventare a pagamento: cosa farà Poste Italiane?

Sempre più gestori, come Aruba, InfoCert e Register, hanno già iniziato a far pagare il servizio Spid. Poste Italiane, per ora, ha scelto di lasciarlo gratuito ma potrebbe valutare un canone annuale per coprire i costi di gestione (voce non smentita dall’azienda). Alcuni provider come Sielte, Lepida e Namirial continueranno a offrire Spid gratuitamente in determinate condizioni.

Il via libera del governo alla monetizzazione del servizio potrebbe accelerare il passaggio verso la Cie, destinata a diventare l’unico sistema di identità digitale attivo a lungo termine in Italia.

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