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Venaus, Enel inaugura il primo fotovoltaico galleggiante integrato con desedimentazione

L’obiettivo del progetto è rendere i bacini più puliti e la gestione dei sedimenti più agile, aumentando al tempo stesso la produzione di energia sostenibile

Venaus, Enel inaugura il primo fotovoltaico galleggiante integrato con desedimentazione

Energia pulita, bacini più efficienti e gestione intelligente dei sedimenti: è questa la ricetta tecnologica di Enel per la centrale di Venaus. Al centro del progetto, il primo sistema fotovoltaico galleggiante del gruppo, integrato con un innovativo impianto di desedimentazione. Oltre a produrre energia rinnovabile, i pannelli solari galleggianti contribuiscono a ridurre l’evaporazione dell’acqua, migliorando le prestazioni del bacino.

All’inaugurazione hanno partecipato autorità istituzionali e rappresentanti del settore energetico, tra cui l’On. Luca Squeri, segretario della X Commissione Attività Produttive della Camera, Avernino Di Croce, Sindaco di Venaus, Carlo Pignoloni, responsabile Enel Green Power Italia, Marina Lombardi, responsabile Innovation Egp&Tgx Enel, Paolo Arrigoni, presidente Gse, Alessia Berlusconi, managing Partner di Nrg Island, Alessandro Minori, ceo di Pipein, e Giovanna Cavazzini, professoressa associata all’Università di Padova.

Non solo tecnologia: l’evento ha incluso iniziative per le scuole locali. Gli studenti hanno seguito una lezione su energia rinnovabile e mobilità elettrica e hanno partecipato a una pedalata amatoriale intorno alla centrale, scoprendo da vicino come funziona un impianto idroelettrico “solarizzato”.

Come funziona il nuovo sistema di desedimentazione

Il sistema di desedimentazione funziona con una serie di eliche e una pompa aspiratrice che movimentano i sedimenti depositati sul fondo del bacino, gestendoli in concentrazione controllata senza bisogno di svuotare l’acqua. Tutto è alimentato dai pannelli solari galleggianti, rendendo l’impianto autosufficiente e sostenibile. Il progetto ha visto la collaborazione di Nrg Island, Università di Padova e la startup italiana Pipein.

La centrale idroelettrica di Venaus diventa “solarizzata”

La centrale di Venaus, ibridata con energia fotovoltaica dal 2023, ospita pannelli bifacciali in grado di catturare la luce da entrambi i lati, con una produzione annua di circa 1.200 MWh. Rispetto ai pannelli a terra, la soluzione galleggiante riduce l’evaporazione dell’acqua e migliora l’efficienza dei moduli grazie a temperature più basse. L’integrazione tra idroelettrico e solare rappresenta così un modello replicabile in altri bacini, aumentando la resilienza energetica e riducendo l’impatto sul territorio.

I commenti

“Oggi inauguriamo un nuovo sistema tecnologicamente avanzato e integrato alla Centrale idroelettrica – ha spiegato Nicola Rossi, responsabile Innovation Enel -. Attraverso l’ibridazione degli impianti abbiamo già ottenuto una maggiore disponibilità di energia con un utilizzo migliore della risorsa idrica, a tutela del territorio e delle comunità locali. Con l’innovativo impianto di desedimentazione presentato oggi, Venaus diventa ancora più efficiente e sostenibile”.

“Il progetto di desedimentazione integrato con il fotovoltaico flottante di Venaus che oggi si è inaugurato, testimonia l’avanguardia della capacità di innovazione in campo energetico e ambientale che l’Italia porta avanti grazie anche ad Enel e alle altre importanti realtà che hanno partecipato – ha commentato l’On. Luca Squeri -. Conferma l’impegno del Paese e, in particolare qui, oggi, della Regione Piemonte, per la transizione in atto, per la tutela della risorsa idrica e dei nostri bacini. Con progetti come questo, si creano nuove opportunità di sviluppo economico e di sostenibilità al servizio del territorio”.

“Il Piemonte sostiene la transizione energetica con responsabilità, valorizzando le soluzioni che uniscono innovazione e tutela del territorio. L’esperienza di Venaus mostra che è possibile produrre nuova energia rinnovabile senza consumare suolo e salvaguardando l’ambiente e l’agricoltura”, ha aggiunto l’assessore Andrea Tronzano. “La Valle di Susa ha bisogno di progetti come questo, che non consumano suolo e producono energia pulita”, conclude la consigliera Sonia Cambursano.

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