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Whirlpool lascia la Russia e vende a Arcelik anche le attività commerciali in Kazakistan e Paesi Csi

La multinazionale americana ha annunciato l’uscita dalla Russia legato alle sanzioni. Closing nel terzo trimestre ma i sindacati sono preoccupati per gli impianti in Italia

Whirlpool lascia la Russia e vende a Arcelik anche le attività commerciali in Kazakistan e Paesi Csi

Nuovo passo di Whirlpool verso l’uscita dall’Europa e non solo. Il gruppo lascia la Russia e vende a Arcelik i suoi asset. Whirlpool Emea “ha stipulato un accordo di acquisto di azioni con Arçelik per cedere le attività russe dell’azienda, tra cui il sito produttivo di Lipetsk, in Russia, e le operazioni commerciali dislocate a Mosca, in Russia, in Kazakistan e in altri Paesi CSI (la Confederazioni di Stati ex membri dell’Unione sovietica, ndr) limitrofi”, è la nota ufficiale con la quale la società di elettrodomestici ha annunciato di aver venduto gli asset in Russia.

Whirlpool lascia la Russia, vende a Arcelik

Il closing dovrebbe essere finalizzato nel terzo trimestre di quest’anno, “dopo aver ricevuto le approvazioni previste dalle normative vigenti”. La multinazionale americana ha deciso di effettuare questa operazione “a motivo dell’attuale contesto in Russia, considerando l’accordo come la migliore soluzione per i dipendenti, gli azionisti e il business”. Dunque, ufficialmente, per motivi legati al conflitto Russia-Ucraina. Dopo la conferma della vendita, anticipata dall’agenzia Bloomberg, Whirlpool rassicura: “Questa transazione non è indice di alcun risultato specifico o decisione futura relativa alla revisione strategica in corso dell’attività Emea dell’azienda”, in risposta alle preoccupazioni dei sindacati.

Ma il disimpegno di Whirlpool da Europa e Enea, è un percorso di revisione strategica delle attività in Europa, Middle East e Africa (Enea) che il gruppo ha annunciato ad aprile dopo aver tagliato le sue stime di fatturato e utili sul 2022.

Whirlpool, sindacati preoccupati per gli impianti in Italia

L’ultimo annuncio alimenta le preoccupazioni delle segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil “già notevolmente alte circa la possibilità che la Whirlpool voglia continuare una graduale dismissione del gruppo in tutta l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), preceduta dalla già sciagurata decisione di chiusura del sito di Napoli e oggi motivata con il drammatico contesto internazionale e con le difficoltà di approvvigionamento di materie prime”. Whirlpool ha in Italia gli impianti ex Indesit nelle Marche.

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