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Vola il dollaro, Btp da record, sbanda Fiat dopo la trimestrale

Il dollaro corre in vista del Pil americano e l’euro scende sotto quota 1,34 per la prima volta da novembre – Nuovi minimi storici per i rendimenti dei Btp a 5 e a 10 anni – Sulle Borse pesa l’incognita delle nuove sanzioni contro Mosca – Il dimezzamento degli utili fa scendere la Fiat in Borsa – Arretrano le società petrolifere in Europa: -12% utile Total.

Vola il dollaro, Btp da record, sbanda Fiat dopo la trimestrale

SBANDA FIAT DOPO LA TRIMESTRALE, BTP AL 2,60%. VOLA IL DOLLARO, SOTTO TIRO I TITOLI PETROLIFERI

Nuovi minimi storici per i rendimenti dei BTp a 5 e 10 anni all’asta del Tesoro. Sono stati assegnati 2,5 miliardi di decennali (a fronte di una domanda per 3,6 miliardi) con tassi in calo di 21 punti base al 2,60% e 3 miliardi di quinquennali (domanda per 4,36 miliardi) con rendimenti in calo di 16 punti base all’1,20%. Sono stati assegnati anche 1,5 miliardi di CcTeu scadenza a cinque anni.

Il Btp tratta sul mercato secondario al 2,63%, sui minimi storici. Intanto, in attesa del comunicato della Fed (atteso per le 20) avanza il dollaro: l’euro è scivolato sotto la soglia di 1,34 per la prima volta da novembre. Pesa sui listini europei l’incognita delle nuove sanzioni contro Mosca. Le Borse sono in lieve calo: Londra -0,1%, Francoforte -0,1%, Parigi -0,4%. A Milano l’indice Ftse Mib scende dello 0,11 a quota 21061. 

Fa eccezione Madrid, in rialzo dello 0,1% dopo la diffusione del Pil della Spagna nel secondo trimestre, la crescita è stata pari allo 0,6%, oltre ad essere l’incremento più forte degli ultimi sei anni è anche una variazione superiore alle aspettative. La Borsa di Mosca sale di oltre il 2% all’indomani della decisione dell’Europa e degli Stati Uniti di inasprire le sanzioni contro la Russia. 

A Milano perde colpi Fiat -1,6% dopo la diffusione dei conti trimestrali. Dai dati emerge un utile netto dimezzato a 197 milioni di euro, i target del 2014 sono stati confermati mentre l’indebitamento è sceso a 9,7 miliardi di euro. I ricavi sono aumentati del 5% a 23,3 miliardi di euro. Le stime degli analisti prevedevano maggiori ricavi a 24,6 miliardi da 22,3 e un debito netto a 9,8 miliardi da 10. L’Ebit nel periodo ha segnato un calo a 598 da 733 milioni nell’area Nafta, un calo a 62 da 224 milioni in America Latina, un aumento a 106 da 88 in Asia e Pacifico, mentre la perdita dell’area Emea cala a 6 da 69 milioni. I marchi di lusso hanno registrato un aumento dell’Ebit a 166 da 105 milioni.

Finmeccanica sale dell’1%. Pirelli perde lo 0,9%, Prysmian l’1,3%. In Europa arretrano le società petrolifere, l’indice Stoxx perde l’1%, la francese Total è in calo del 3% dopo la presentazione dei dati del trimestre: l’utile netto rettificato è sceso del 12% a 3,15 miliardi di dollari. A Milano, Eni perde lo 0,7%, Saipem +0,3%. 

La peggiore blue chip di Piazza Affari è Mediaset, in calo del 2,4%: ieri la società ha pubblicato i dati del trimestre ed ha fornito indicazioni deludenti sull’andamento della raccolta pubblicitaria. Le banche sono in positivo, Unicredit sale dello 0,3%. Sono attese oggi le offerte vincolanti per il 50% di Pioneer. Tra le società del lusso, tutte in ribasso, la peggiore è Yoox -1,4%.

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