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Unilever, sì alla fusione della divisione alimentare con McCormick: agli azionisti il 65% di una nuova società da 65 miliardi di dollari

Unilever, accordo con McCormick: nasce colosso del food da oltre 65 miliardi di dollari. L’operazione rientra nel programma di riduzioni dei costi avviato nel 2024

Unilever, sì alla fusione della divisione alimentare con McCormick: agli azionisti il 65% di una nuova società da 65 miliardi di dollari

Unilever, sì alla fusione della sua divisione alimentare con il produttore di spezie McCormick. Si tratta di un accordo che porterà 15,7 miliardi di dollari in contanti, offrirà una struttura di vantaggi fiscali e darà agli azionisti il ​​controllo di maggioranza della società, del 65%, che ne risulterà.

Gli analisti di Barclays hanno valutato il settore alimentare di Unilever tra i 28 e i 31 miliardi di euro, debito incluso. Questo valore, unito alla capitalizzazione di mercato di McCormick, il patron della Worcestershire,di 14,2 miliardi di dollari e ai 15,7 miliardi di dollari in contanti, porterà la valutazione della nuova entità combinata a oltre 65 miliardi di dollari.

Le azioni di Unilever, che nell’ultimo anno hanno perso oltre il 7%, sono salite dello 0,9% nelle prime contrattazioni di oggi, quando si è diffusa l’indiscrezione circa l’intesa in vista.

Un nuovo tassello nella politica di riduzioni dei costi

L’accordo rappresenta la mossa più importante di Fernando Fernandez da quando ha assunto la guida di Unilever nel marzo 2025 e arriva dopo che l’anno scorso ha completato lo scorporo del ramo dei gelati di Unilever, del valore di miliardi di euro, comprendente i diffusissimi Ben & Jerry’s e Magnum.

Sebbene la divisione alimentare di Unilever sia un’attività ad alto margine, la crescita delle vendite è andata rallentando, anche per le preferenze dei consumatori verso prodotti freschi, ed è rimasta indietro anche rispetto alle altre divisioni senza riuscire a raggiungere l’obiettivo complessivo del gruppo di una crescita del 4-6%.

L’accordo con McCormick si aggiunge a un programma di riduzione dei costi in corso da parte di Unilever dal 2024, volto a risparmiare circa 800 milioni di euro nei prossimi tre anni, mentre, Reuters ha riportato che Unilever ha annunciato la scorsa settimana il blocco globale delle assunzioni “a tutti i livelli” che durerà almeno tre mesi, citando gli effetti dell’escalation del conflitto in Medio Oriente.

Tutto partì nel 1860 dal burro olandese

Le origini di Unilever nel settore alimentare risalgono al 1860, quando una delle famiglie fondatrici olandesi iniziò a sviluppare la propria attività nel commercio del burro. Unilever stessa nacque nel 1929 dalla fusione di Margarine Unie e Lever Brothers, in quella che all’epoca fu una delle più grandi fusioni industriali mai realizzate in Europa.

La divisione, che produce anche i dadi da brodo Knorr e il ketchup Hellmann’s, ha registrato lo scorso anno un fatturato di 12,9 miliardi di euro, pari a oltre un quarto del fatturato totale del gruppo di 50,5 miliardi di euro. La società impiega nel mondo 96.000 dipendenti. Solo in Europa e nel Regno Unito, quasi 5.000 persone lavorano nel settore alimentare di Unilever, ha riportato Reuters, ovvero poco meno di un terzo dei dipendenti della regione: in particolare in Germania e Austria circa la metà della forza lavoro è impiegata proprio nel settore alimentare.

In Italia Unilever presente con 3.500 dipendenti

In Italia Unilever ha uffici e stabilimenti a Roma, Milano, Casalpusterlengo (Lodi), Caivano (Napoli), Mappano (Torino) e Pozzilli (Isernia), per complessivi 3.500 dipendenti. Nel nostro Paese possiede e commercializza brand come Algida, Knorr, Calvè, Dove, Mentadent, Svelto e Coccolino.

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