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Ultimo Draghi-day, la City boccia l’Opa di Hong Kong

Nella riunione di oggi la Bce dovrebbe tagliare i tassi ma probabilmente Draghi lascerà alla Lagarde il lancio del nuovo bazooka – Segna li di pace sui dazi tra Usa e Cina – Londra non vuole vendere la Borsa agli asiatici

Ultimo Draghi-day, la City boccia l’Opa di Hong Kong

Achtung, “c’è pressione su Draghi”, titola Handelsblatt. Oggi alle 13,45 andrà in scena l’ultima performance di Mario Draghi in attesa del passo d’addio dalla Bce che sarà celebrato nella riunione di fine ottobre. E non sarà una recita facile, a fronte delle divisioni in seno alla Banca centrale di fronte ad una congiuntura difficile che sfugge alle solite terapie basate sull’allentamento, pur necessario ed inevitabile, dei tassi: 6 membri della Bce su 25 sarebbero scettici sulla terapia antirecessione.

TAGLIO DEI TASSI SUI DEPOSITI MA NON C’È IL QE

La Banca Centrale Europea dovrebbe annunciare un taglio del tasso di deposito di 10 punti base, a -0,50%. Ma i mercati attendono anche indicazioni sia su eventuali nuovi tagli, sia su eventuali nuovi strumenti. Tuttavia Draghi, viste le resistenze dei banchieri del Nord, dovrebbe lasciare a Christine Lagarde, ai vertici della banca da inizio novembre, il compito di far partire il QE 2.0.

Non sarà l’unica novità. Gli uffici della Bce, di fronte al rischio che i rendimenti sottozero conducano le banche al collasso, dovrebbe anche introdurre un regime multiplo sui tassi di deposito: le banche che portano al parcheggio di Francoforte solo la liquidità in eccesso, rispetto alla riserva obbligatoria, dovrebbero essere esentate dal pagamento. Ci dovrebbero quindi essere misure in grado di spingere all’insù l’euribor e rendere meno schiacciata la curva dei tassi della zona euro, a sostegno delle banche.

SBARCA DAL SUDAFRICA PRUSUS, COLOSSO INTERNET

Intanto due notizie sottolineano la decadenza della vecchia Europa negli equilibri mondiali: l’offerta della Borsa di Hong Kong sul London Stock Exchange; la scoperta che la maggior società Internet quotata da ieri in Europa, Prosus, arriva dalla Borsa di Johannesburg.

Nell’attesa delle decisioni di Francoforte, il primo dei vertici delle banche centrali (oggi, tra l’altro, si riunisce la banca della Turchia), tiene intanto banco la solita raffica di bordate contro la Fed del presidente Trump, giunta ad auspicare tassi negativi per l’istituto. Ma Trump è stato anche protagonista di “un gesto di buona volontà”: lo slittamento in avanti di due settimane, degli incrementi dei dazi programmati per il primo di ottobre.

ASIA AL TOP DA SEI SETTIMANE

Queste novità favoriscono un’apertura positiva della giornata finanziaria.

I listini asiatici salgono a massimo da sei settimane. Avanza ancora la borsa giapponese (+0,9%), così come l’indice Csi 300 di Shanghai e Shenzhen (+0,4%). Il renminbi, la valuta cinese, si apprezza su dollaro a 7,08.

Fa eccezione Hong Kong (-0,4%) sull’onda dell’offerta da parte della Borsa per la City. Il titolo della Borsa dell’ex colonia, Hkex, perde il 3,3%.

FRENANO I T BOND, RISALE IL PETROLIO

Ieri sera a Wall Street l’S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,7% a 3000 punti, Dow Jones +0,85%. Nasdaq +1,1%.

I mercati continuano a prendere le distanze dai beni rifugio: il Treasury Note a dieci anni si porta a 1,76% di rendimento, trenta punti base più su dei livelli di inizio mese.

Risalgono i prezzi del petrolio dopo il rinnovo dell’asse tra Opec e Russia che hanno bilanciato le attese di un ammorbidimento dell’embargo all’Iran. Wti a 56,18 dollari al barile (+0,7%).

A Piazza Affari ieri Eni -0,2%. HSBC ha tagliato il giudizio a Hold, target price a 14,6 euro, dal precedente 17 euro.

L’euro dollaro, sceso ieri dello 0,4% per effetto dei segnali di risveglio dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti, stamattina tratta a 1,101.

CONTRASTATA PIAZZA AFFARI, SALE FRANCOFORTE

Non ha trovato una direzione precisa Piazza Affari alla vigilia del direttorio della Bce. Seguendo il copione degli ultimi giorni, l’incertezza sulle banche si è tradotta nel trading di giornata di breve respiro: acquisti in mattinata, vendite nel pomeriggio con la trasparente paura di restare con il cerino in mano.

L’indice (+0,10%) chiude così con un lieve guadagno a 21.891 punti dopo aver superato in avvio quota 22mila.

L’attesa di Draghi non spaventa Francoforte (+0,75%). Angela Merkel raffredda stamattina le aspettative di un aumento della spesa in investimenti, ipotesi di cui ha parlato ieri, sempre nel corso del dibattito in Parlamento sulla legge di bilancio, il ministro delle Finanze. La cancelliera dice che la Germania deve prima portare a termine i piani di investimenti in corso, già corposi.  Sale Parigi +0,44%.

MADRID PERDE COLPI INDITEX (ZARA)

A Madrid (-0,23%) perde colpi Inditex (-3,88%) proprietaria tra gli altri dei marchi Zara, Massimo Dutti, Bershka, Oysho. Il colosso spagnolo del settore abbigliamento ha realizzato nel primo semestre fiscale (termina a fine luglio) un utile netto in crescita del 9,9% su base annua, a 1,54 miliardi di euro. Ma il risultato netto di circa 815 milioni è leggermente inferiore alle stime degli analisti.

La Banca Centrale Europea taglierà oggi alcune stime di crescita durante e le previsioni metteranno in luce un modesto rialzo dell’inflazione nei prossimi anni. Lo anticipa Reuters citando le previsioni dell’Eurotower: La crescita per quest’anno e per il 2020 sarà indicata non molto al di sopra dell’1%.

LONDRA, TIENE BANCO L’OFFERTA DELL’EX COLONIA

La Borsa più tonica è Londra (+0,96%) elettrizzata da una mega offerta in arrivo da Hong Kong sul London Stock Exchange.

La società mercato che gestisce la borsa e la cassa di compensazione di Hong Kong — Hkex — ha fatto una proposta di acquisto del valore di 31,6 miliardi di sterline (36 miliardi di dollari) per rilevare il gruppo London Stock Exchange. L’offerta, non concordata, presuppone che l’operatore della borsa londinese accantoni il progetto di acquisizione di Refinitiv. È quasi scontato che il board di Lse respinga l’offerta.

Dalla Borsa inglese dipende Borsa Italiana ma soprattutto Mts, la piattaforma sulla quale si negoziano per quantitativi unitari all’ingrosso i titoli di Stato quotati e non quotati, un asset strategico per cui potrebbe essere adottare la golden share.

La decisione di questa settimana di Boris Johnson di sospendere il parlamento per cinque settimane è illegale e dovrebbe essere annullata. Così si è pronunciata la più alta corte d’appello scozzese provocando un’imbarazzante battuta d’arresto per il primo ministro britannico.

PROSUS, IL GIGANTE DA 100 MILIARDI ARRIVA AD AMSTERDAM

Senza alcuna enfasi ha debuttato ieri ad Amsterdam Prosus, semisconosciuto gigante digitale controllato dalla sudafricana Naspers, già quotato a Johannesburg, trattato all’esordio con un valore di mercato superiore ai 100 miliardi di euro, al secondo posto tra i big europei della tecnologia digitale dietro alla tedesca Sap. Prosus investe in un portafoglio di aziende globali web, in settori che vanno dal fintech ai servizi digitali (la russa mail R.) alla consegna dei prodotti alimentari (Deliveroo).

L’investimento più noto del gruppo è per il momento quello in una partecipazione del 31% nel gigante tecnologico cinese Tencent, un colosso del gaming, nonché proprietario della popolarissima app di messaggistica WeChat.

SCENDONO ANCHE I RENDIMENTI DEI BTP

Seduta di ampie oscillazioni anche per il Btp, il cui rendimento è passato da 1,04% della mattina a 0,98% del tardo pomeriggio (da 1,01% della vigilia).

Lo spread tra Btp e Bund decennali si è attestato a 155 punti base dai 159 del finale di seduta di martedì.

Oggi il Tesoro mette a disposizione degli investitori fino a 7,75 miliardi del nuovo Btp 3 anni — cedola 0,05% — e delle riaperture del 7 e del 30 anni. Sul mercato grigio nel finale il triennale scambia a 99,94 con un rendimento a 0,068%.

STM AL TOP, SU ANCHE PRYSMIAN E LEONARDO

In grande evidenza ieri i titoli tech e le tlc. Spicca Stm (+3,99%) sostenuta dal lancio dei nuovi iPhone: il gruppo italofrancese realizza il 13% del suo fatturato con Apple.

Salgono anche Prysmian (+3%) e Leonardo (+1,65%).

Si segnala Telecom Italia (+1,09%). JP Morgan ha promosso il giudizio da Neutral a Overweight. Target rivisto a 0,69 euro da 0,55 euro precedente.

Le banche, animatrici del rialzo degli ultimi giorni, hanno invertito la rotta nel pomeriggio in vista del direttorio della Bce. Perdono colpi in particolare Unicredit (-1,2%), Ubi Banca (-2%) e Banco Bpm (-2,6%).

In rosso anche Pirelli (-1,22%) e Fca (-1,21%). Il ceo di Renault Thierry Bolloré ha ribadito che l’alleanza tra Fca-Renault, pur valida sul piano della logica industriale, è saltata e non ci sono colloqui in corso.

Ferrari (+0,7%) prova a recuperare dopo la sbancata di lunedì (-6%). Avanza invece Cnh (+2,47%).

EQUITA DÀ LA CARICA A TECHNOGYM

Nel resto del listino da segnalata il balzo di Technogym (+7,5%) promossa da Equita che ha portato la raccomandazione a Buy da Hold con un target di 12 euro.

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