“L’Europa è completamente disorientata. Ha scommesso sulla vittoria militare dell’Ucraina e adesso non ha nessuna alternativa. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti” di Donald Trump: le parole del leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, diventano un caso politico perché più resa di così al tycoon della Casa Bianca, ormai in piena sintonia con la Russia di Putin, non si poteva immaginare, anche se ieri Conte ha tentato una goffa correzione di tiro. In realtà in un colpo solo Conte ha voltato le spalle a Zelensky, ha fatto sorridere Trump e Putin, ha terremotato il campo largo con Pd e soprattutto ha sgambettato l’Europa in cui non ha mai molto creduto. Quella di Conte è una sorpresa fino a un certo punto perchè Giuseppe è sempre “Giuseppi” come lo chiamava amichevolmente il Presidente americano ai tempi in cui il leader dei Cinque Stelle era a Palazzo Chigi e cinguettava con Trump. Quella simpatia Trump-Conte non è mai andata smarrita e oggi fa infuriare i Dem. “Pensavo che parlasse Vannacci e invece era Conte” ha commentato sarcasticamente il parlamentare dem Filippo Sensi. E la vicepresidente dem del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha rincarato la dose: “Sull’Ucraina Conte sta con la Lega e con Orban: il Pd gli chieda di chiarire, non c’è libertà senza Ue”. Una cosa è certa: se nel centrodestra ci sono almeno tre linee di politica estera (quella trumpiana e molto pallidamente europeista della Meloni, quella filo Trump e filo Putin di Salvini e quella europeista di Forza Italia), almeno altrettante ce ne sono nel campo largo, dove si confrontano la linea europeista dei riformisti dem e di Renzi, quella ondeggiante di Schlein e quella filo Trump e filo Putin di Conte. Non meravigliamoci se poi il ruolo internazionale dell’Italia diventa ogni giorno più irrilevante.
Ucraina, Conte si arrende a Trump e volta le spalle a Zelensky, ai dem e soprattutto all’Europa: Giuseppe è sempre Giuseppi
Il leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, si accuccia sulla linea Trump e volta le spalle all’Ucraina di Zelensky facendo infuriare i dem. Ma l’asse Trump-Conte non è una novità assoluta: nacque ai tempi della prima presidenza Trump in cui Conte era a Palazzo Chigi. Così il centrosinistra, come del resto il centrodestra, si ritrova tre differenti linee di politica estera e non è un caso che sul piano internazionale l’Italia conti sempre meno