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Trump Media crolla in Borsa e dichiara perdite doppie in un anno: cosa sta succedendo (con un occhio ai sondaggi)

L’azienda di famiglia ha mostrato una perdita trimestrale di circa 55 milioni di dollari, mentre il titolo in Borsa ha toccato il minimo da settembre 2024. Ecco quali sono i fattori che potrebbero aver provocato il calo

Trump Media crolla in Borsa e dichiara perdite doppie in un anno: cosa sta succedendo (con un occhio ai sondaggi)

A meno di un anno dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, l’entusiasmo post-elettorale si è volatilizzato dalle azioni della sua azienda di social media, mentre le vendite ristagnano e la redditività rimane sfuggente. Del resto Trump deve fare i conti con qualche sassolino nella scarpa su vari fornti e gli statunitensi stanno rivedendo al ribasso i sondaggi verso le politiche di Trump, anche quelle sul caro-vita. E la Festa del Ringraziamento potrebbe essere una cartina al tornasole.

La Trump Media & Technology Group Corp. ha registrato una perdita trimestrale di circa 55 milioni di dollari nei tre mesi conclusi il 30 settembre, secondo una nota riportata da Bloomberg. Si tratta di più del doppio della perdita di 19 milioni di dollari registrata nell’anno precedente. Il proprietario di Truth Social non ha ancora dichiarato un utile come società quotata in borsa. E, nonostante l’azienda investa in tutto, dai fondi negoziati in borsa ai contratti di mercato predittivo, ha registrato vendite nette inferiori a 1 milione di dollari nel trimestre.

Venerdì, il titolo è crollato fino al 4,7% a 12,70 dollari, prima di recuperare le perdite, ma nella seduta precedente aveava chiuso al minimo storico da settembre 2024. Al momento registra un calo di circa il 70% rispetto al massimo di chiusura di gennaio di 42,91 dollari, quando Trump si è insediato alla Casa Bianca. Ancora oggi nel prre-borsa vede un calo di oltre l’1,7%.

Intanto qualche sassolino nelle scarpe infastidisce Trump

Del resto Trump si trova a dover sopportare qualche sassolino nelle scarpe: dal calo di popolarità tra gli americani, soprattutto per il lunghissimo shutdown governativo e per il rincaro dei prezzi, alla una vittoria schiacciante dei democratici alle elezioni, ai segnali che i membri della Corte Suprema degli Stati Uniti, dominata per altro da conservatori, si sono dimostrati scettici rispetto alla sua politica dei dazi, politica che al momento non sembra stia portando significativi risvolti positivi sull’economia Usa.

Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos, il 62% degli intervistati disapprova la gestione dell’economia da parte di Trump, incentrata sui dazi. Questa percentuale è in aumento rispetto al 53% di febbraio. Circa il 71% degli intervistati ha dichiarato di pagare di più per la spesa alimentare quest’anno rispetto all’anno scorso. E quasi il 60% ha dichiarato di pagare di più per le utenze.

Trump si trova al 40mo giorno dello shutdown del suo governo il più lungo della storia. Sebbene stiano emergendo spiragli di accordi tra Senato e Camera per arrivare alla riapertura dell’Amministrazione, il bilancio delle vittime aumenta di giorno in giorno. L’assistenza alimentare per i poveri è stata interrotta per la prima volta, i dipendenti federali dagli aeroporti alle forze dell’ordine e all’esercito non vengono pagati pur costretti a lavorare.

In ambito elettorale le cose non vanno meglio. La scorsa settimana una nuova generazione di democratici, tra cui il 34enne sindaco eletto di New York City Zohran Mamdani, ha vinto le elezioni nel New Jersey, a New York e in Virginia, mentre gli elettori della California hanno approvato a gran voce una nuova mappa del Congresso volta a migliorare le probabilità dei democratici di vincere la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti l’anno prossimo.

Il tasso di approvazione per Trump è calato negli ultimi giorni, raggiungendo il livello più basso del suo mandato, mentre un numero sempre maggiore di americani ha espresso disappunto per la sua gestione del costo della vita, secondo un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos. Il sondaggio durato tre giorni ha mostrato che il 40% degli americani approva il lavoro svolto dal leader repubblicano, in calo dal 42% del sondaggio condotto tra il 15 e il 20 ottobre, e decisamnete lontano dalla prcentuale del 57% del mese scorso.

Appuntamento ai sondaggi post-Festa del Ringraziamento, con qualche sorpresa per i consumatori

La prossima Festa per il Ringraziamento, il 27 novembre, potrebbe essere una cartina al tornasole per il gradimento degli americani verso la politica di Trump sui prezzi e saranno da leggere attentamente i prossimi sondaggi. E’ vero che il pasto del Ringraziamento pubblicizzato da Walmart costa quest’anno 40 dollari, 15 dollari in meno rispetto all’anno scorso, ma solo perché contiene ben sei articoli in meno. Del resto i consumatori noteranno che il prezzo di un tacchino è aumentato del 75% dallo scorso ottobre, secondo la Purdue University College of Agriculture, mentre il caffè macinato è aumentato del 40% rispetto allo scorso anno e la carne macinata del 14%.

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