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Trasporto merci: l’Europa viaggia su gomma, l’Italia all’88%. La ferrovia arretra, l’elettrico cresce ma resta indietro

Nonostante gli obiettivi europei di sostenibilità, il trasporto merci resta dominato dalla strada: il 78% delle merci in Europa viaggia su gomma, in Italia l’88%. La ferrovia arretra e la transizione all’elettrico procede, ma il nostro Paese resta indietro rispetto alla media Ue

Trasporto merci: l’Europa viaggia su gomma, l’Italia all’88%. La ferrovia arretra, l’elettrico cresce ma resta indietro

Nonostante l’evoluzione del trasporto ferroviario, il motore dell’economia europea continua a girare su quattro ruote. Nell’Unione europea il 78% delle merci viaggia su strada e solo il 17% su ferrovia. E l’Italia va anche oltre con l’88% del trasporto terrestre che avviene su gomma con il treno fermo al 12%. I numeri arrivano da Connact, che ha elaborato i dati Eurostat presentati a Roma durante l’evento “L’evoluzione delle politiche Ue per i Trasporti”. Un quadro che racconta un’Europa che non riesce ancora a trasferire il traffico merci verso modalità più sostenibili.

L’iniziativa, organizzata da Connact in collaborazione con il Parlamento europeo in Italia, è stata un momento di confronto tra istituzioni e protagonisti del settore dei trasporti, dedicato ai temi dell’ammodernamento infrastrutturale, della transizione sostenibile e dell’integrazione dei diversi sistemi di mobilità – ferroviario, stradale, marittimo e aereo.

L’Europa delle ruote: il predominio della strada

In Europa il trasporto merci su gomma continua a dominare. Non è solo l’Italia, con il suo 88%, a superare la media europea del 78%: molti altri Paesi vanno ben oltre. La Spagna guida la classifica con un impressionante 95,8% di merci trasportate su strada, seguita da Grecia (98,9%), Irlanda (99,3%), Francia (88,9%), Italia (88%) e Portogallo (85,9%).

Più in linea con la media l’Austria, mentre Germania, Belgio e diversi Paesi dell’Est Europa si collocano leggermente al di sotto. Fanno eccezione i Paesi Bassi (52,8%), la Romania (53,7%) e la Lettonia (56%). Un quadro che conferma come la strada resti la spina dorsale del trasporto merci europeo, sostenuta da una maggiore flessibilità logistica, tempi di consegna più rapidi e costi inferiori rispetto alla ferrovia.

Trasporto merci, la ferrovia arranca

Sul fronte opposto, il trasporto ferroviario arretra. In Europa la quota è scesa dal 19% del 2015 al 17% del 2023, in controtendenza rispetto alla Strategia Ue per la mobilità sostenibile, che punta a raddoppiare la quota ferroviaria entro il 2050.

Anche l’Italia segue lo stesso trend. Si è passato dal 13% del 2015 al 12% attuale, dopo un picco del 14,7% nel 2016. I numeri più bassi sul trasporto ferroviario si registrano in Spagna (4,2%), Francia (9,2%), Belgio (11,7%) e Paesi Bassi (6,4%). Va meglio in Europa orientale, dove la ferrovia mantiene un ruolo centrale: Austria 29,3%, Slovenia 30,2%, Slovacchia 30,4%, Ungheria 25,2%, Polonia 24,1%, Romania 24%. I record spettano alla Lituania (39,7%) e alla Lettonia (44%). Alti anche i livelli nell’Europa del Nord, con Finlandia e Svezia rispettivamente al 22% e al 29,7%.

Italia elettrica: numeri in crescita ma ancora lontani dall’Europa

Durante l’evento Connact è stato affrontato anche il tema della mobilità elettrica, con un’analisi firmata Motus-E e ACEA. A fine settembre 2025, in Italia circolano 333.658 auto elettriche a batteria (BEV), pari al 5,9% del mercato. Dall’inizio dell’anno le immatricolazioni sono 60.870, in crescita del 28% rispetto al 2024.

Il confronto europeo però resta impietoso. La media UE è 16,1%, con punte del 34,7% nei Paesi Bassi, 33,4% in Belgio, 22,1% nel Regno Unito, 18,2% in Francia e 18,1% in Germania. Anche la Spagna (8,4%) fa meglio dell’Italia.

Sul fronte infrastrutturale, il Paese mostra segnali di accelerazione: a giugno 2025 risultano 67.561 punti di ricarica pubblici installati, oltre 10.500 in più rispetto all’anno precedente. Le colonnine in autostrada sono 1.159, di cui l’85% in corrente continua e il 62% supera i 150 kW. Quasi la metà delle aree di servizio (45%) è oggi dotata di infrastrutture di ricarica.

“La transizione non è ideologia, ma pragmatismo”

“La transizione ecologica è una sfida globale e la mobilità elettrica è una leva capace di dare un contributo concreto al processo di decarbonizzazione” ha commentato Fabio Pressi, ceo di A2A E Mobility. Secondo Pressi, l’Italia sta vivendo “una crescita costante delle infrastrutture di ricarica”, con un modello che integra “City Plug a bassa potenza e hub di ricarica veloce in aree ad alta percorrenza”.

Per Raffaele Latrofa, Commissario straordinario dell’Autorità portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, “ci sono progetti per 80 milioni di euro per il Cold Ironing e siamo primi in Italia per l’esperienza sull’idrogeno, con la prospettiva di produrre 200 tonnellate annue di idrogeno verde”.

Massimiliano Calamea (Autostrade per l’Italia) ha ricordato che “il 90 per cento dei passeggeri e l’84% delle merci viaggia su strada”, sottolineando come il settore “continuerà a giocare un ruolo fondamentale per la competitività economica e sarà un abilitatore della decarbonizzazione”. Più critica la posizione di Maria Cristina Scarfia (Confetra), “il settore della logistica non è contro la decarbonizzazione, è contro un approccio ideologico che cala target irrealistici dall’alto”.

Davide Cucino (Fincantieri) ha invece sottolineato che “l’industria marittima europea deve puntare su una nuova politica industriale e aprirsi a nuovi ambiti come la dimensione subacquea”. Per Marco Mannocchi (IP Gruppo api), “la mobilità sostenibile non può che passare da una pluralità di tecnologie: elettrico, idrogeno e biocarburanti”. Infine, Aimone di Savoia Aosta (Pirelli) ha ribadito che “per accelerare la transizione serve un quadro normativo stabile, con tempi certi e obiettivi realistici”.

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