Enel, sotto la guida dell’AD Flavio Cattaneo, ha segnato un nuovo record a Piazza Affari, con il titolo che il 4 novembre 2025 ha raggiunto il massimo storico a 8,96 euro per azione. Un risultato ragguardevole se si considera che, quando il top manager di Rho è stato indicato dal MEF alla guida dell’azienda, ad aprile 2023, il titolo del Gruppo valeva meno di 6 euro. Ciò significa una crescita del 50% in appena due anni e mezzo.
Un percorso di crescita costante, che ha garantito un Total Shareholder Return (TSR) ad oggi vicino all’80%. Un dato non da poco visto che un alto TSR indica una forte capacità dell’azienda di creare valore per i propri azionisti. Da questo indice si misura, infatti, il rendimento totale che questi ultimi ricevono dal loro investimento in una società. Riguarda cioè la performance a 360 gradi di un titolo per l’investitore nel corso del tempo, sommando i guadagni di capitale e i dividendi distribuiti.
In effetti, la politica di remunerazione è stata innegabilmente generosa verso chi ha deciso di investire sul titolo Enel: oltre 11 miliardi di euro di dividendi distribuiti in due anni e l’avvio, nel 2025, di un piano di buyback volto a offrire un ulteriore beneficio agli azionisti.
Del resto, molti segnali erano già arrivati nel corso dell’anno. Ad esempio, quando le azioni Enel erano state valutate positivamente da Goldman Sachs, uno dei principali analisti a livello mondiale, che nel mese di ottobre aveva aumentato il prezzo target del titolo del gruppo energetico e lo aveva portato a quota 10 euro per azione (rispetto ai 9,55 precedenti) con un upside del 24% e mantenendo la valutazione “Buy”.
Un’altra iniziativa apprezzata è stata poi l’emissione del maxi-bond da 4,5 miliardi di dollari (3,8 miliardi di euro) che ha ottenuto un ampio consenso tra gli esperti e giudizi favorevoli che sono proseguiti poi per diversi giorni. Il lancio dell’obbligazione si inseriva in un percorso di crescita di Enel, che a luglio scorso, in occasione della semestrale, presentava risultati in aumento per l’ottavo trimestre consecutivo.
In effetti, già quest’estate una fotografia del buon momento del gruppo elettrico guidato dal CEO Flavio Cattaneo era stata scattata anche da molte banche d’affari tra cui, per citarne qualcuna Intermonte, Bank of America o Akros, oltre alla già citata GS, che ad agosto vedevano Enel come una storia di solidità e di crescita, in un percorso costellato di potenziale ulteriore affermazione dal punto di vista dei risultati e della stabilità.
Anche la classifica Ceo Scorecard di Bloomberg, sempre in estate, sottolineava la gestione dell’ad come causa-effetto della crescita dell’azienda, che aveva portato ad un aumento del suo valore di mercato.
Da citare anche l’operazione di buyback, ampiamente gradita in borsa, che ha garantito un ulteriore rendimento aggiuntivo agli investitori. Il programma, la cui durata arriverà fino al 31 dicembre 2025, prevede un esborso complessivo fino a 1 miliardo di euro. Il riacquisto azionario annunciato dall’utility è stato giudicato come un segnale piuttosto chiaro della robustezza finanziaria della società e della visione di lungo termine dell’azienda.
Tra i gruppi energetici Enel è il primo per capitalizzazione nel FTSEMIB e, con oltre 91 miliardi di euro, si posiziona terzo nella classifica totale italiana del market cap (in crescita del 27% rispetto a 12 mesi fa), posizionandosi sul podio dopo i bancari Unicredit e Intesa San Paolo.
Determinante è stato l’approccio gestionale improntato all’efficienza e al rigore finanziario, che ha consentito all’azienda di recuperare redditività e di raggiungere una ritrovata solidità in tempi rapidi, riconquistando la piena fiducia dei mercati. Parallelamente, Enel ha proseguito con decisione nel suo percorso di transizione energetica, portando all’85% la produzione di energia elettrica a zero emissioni e incrementando del 13% la capacità rinnovabile installata, oggi pari a 67,2 GW. Una strategia che ha portato al miglioramento continuo dei parametri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG), con risultati assolutamente rilevanti per il settore energetico.
In questo contesto, Climate Action 100+, la più grande iniziativa globale che coinvolge oltre 600 investitori istituzionali su tematiche legate al cambiamento climatico, ha riconosciuto Enel come la più trasparente tra le 164 società ingaggiate dall’iniziativa a livello mondiale, in termini di allineamento delle informative aziendali al Net Zero Company Benchmark. Un’ulteriore conferma dell’efficacia delle azioni intraprese dal gruppo guidato da Flavio Cattaneo per la decarbonizzazione, in linea con gli impegni dell’accordo di Parigi e con la strategia di sostenibilità ambientale e finanziaria, che prevede l’azzeramento delle emissioni nette dirette e indirette entro il 2040.
Dunque, il nuovo massimo in Borsa conferma ulteriormente l’efficacia della strategia di lungo termine introdotta dall’AD, capace di coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e valore condiviso. Alla luce di ciò, tutti i riflettori sono ora puntati verso il prossimo 13 novembre, giorno in cui il gruppo energetico presenterà i risultati dei primi nove mesi dell’anno.