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Tagli alla Sanità, le Regioni insorgono contro il Governo

“Se ci saranno tagli alla sanità, verrà meno il patto d’onore siglato il 5 agosto” ha tuonato Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni – Palazzo Chigi: “Nessuno vuole tagliare la sanità, ma nessuno vuole gli sprechi” – Renzi: “Revisione della spesa non significa tagliare la sanità. Ma le Regioni inizino a spendere bene i soldi che hanno”

Tagli alla Sanità, le Regioni insorgono contro il Governo

La prospettiva di nuovi tagli alla sanità scatena la protesta delle Regioni, che fanno muro contro il Governo. In vista della legge di Stabilità, per far quadrare i conti entro la scadenza del 15 ottobre, l’Esecutivo è alla ricerca di 20 miliardi, risorse dovrebbero arrivare da tagli semi-lineari ai ministeri, chiamati a una riduzione di budget che in media si aggira intorno al 3%. E la spesa sanitaria è una delle voci principali nel mirino del Tesoro. 

“Se ci saranno tagli alla sanità, verrà meno il patto d’onore siglato il 5 agosto – ha tuonato Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore Pd del Piemonte –. Se si rompe viene meno il rapporto di fiducia e collaborazione. Il patto per la salute ci ha impegnato, entro il 31 dicembre, a scrivere piani di riordino dei servizi sanitari e ha previsto un fondo da 109 miliardi di euro, con un aumento di circa 2 miliardi e mezzo in più l’anno per il 2015 e il 2016”.



L’ipotesi in circolazione parla di una riduzione di tre miliardi di euro al Fondo sanitario nazionale, che ammonta a oltre 109 miliardi per l’anno in corso, 111,6 miliardi circa per il 2015 e 115,4 miliardi per il 2016. Palazzo Chigi assicura che “nessuno vuole tagliare la sanità, ma nessuno vuole gli sprechi”. Il Governo sostiene di non voler toccare i servizi, ma di puntare a ridurre esclusivamente la spesa improduttiva, soprattutto per quanto riguarda gli acquisti di beni e servizi. “Revisione della spesa non significa tagliare la sanità – ha scritto il premier Matteo Renzi su Twitter -. Ma le Regioni prima di fare proclami inizino a spendere bene i soldi che hanno”.

“Ne prendo atto con soddisfazione – ha replicato Chiamparino –, ma voglio chiarire che un conto è dire che bisogna risparmiare nella sanità attraverso la riorganizzazione e modernizzazione, e su questo ci siamo impegnati con il Patto per la salute. Se si vuole ridurre il fondo, invece, ci opporremo”.

Toni più concilianti sono arrivati anche dal governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia: “Prendiamo atto della puntualizzazione del governo e del fatto che si andrà dunque a tagliare la spesa dove le forniture costano dal 100 al 600% in più che nel Veneto. Il metodo per farlo è comunque estremamente semplice: applicare i costi standard prendendo le Regioni virtuose come base del calcolo. Attendiamo fatti e non tweet, comunque vigileremo, fidandoci notoriamente poco degli annunci di questo Governo”.

Al rispetto dei patti si richiama anche il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro: “Sulla sanità voglio dire una cosa sola: in quest’ultimo periodo col governo abbiamo raggiunto degli accordi importanti. Ora vanno rispettati. Non siamo pronti ad affrontare tutti i discorsi e gli impegni che abbiamo preso sull’efficienza”.

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