Ponte sullo Stretto, ecco perché la Corte dei Conti ha bocciato il progetto. Da Palazzo Chigi, tuttavia, si fa sapere che “le motivazioni” saranno oggetto di “attento approfondimento” mentre il Mit “è già al lavoro per superare i rilievi”. Vero è che ambiente, tariffe e contratto sono i tre scogli su cui al momento appare arenato il progetto del Ponte, dopo che la Corte dei Conti ha reso note le motivazioni della bocciatura – avvenuta il mese scorso – della delibera Cipess sull’opera tra Calabria e Sicilia.
Ponte sullo Stretto, perché la Corte dei Conti l’ha bocciato
Nel dettaglio, i magistrati contabili spiegano che il Collegio nell’espletamento del “controllo preventivo di legittimità”, ha ritenuto di assegnare “prioritario rilievo” alla “violazione” della direttiva Ue relativa “alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali”, a causa “della carenza di istruttoria e di motivazione” della cosiddetta delibera Iropi; quindi alla “violazione” della direttiva Ue, in considerazione “delle modificazioni sostanziali, oggettive e soggettive, intervenute nell’originario rapporto contrattuale”; infine alla “mancata acquisizione del parere” dell’Autorità di regolazione dei trasporti “in relazione al piano tariffario posto a fondamento del piano economico e finanziario”.
Ponte sullo Stretto, la replica del Governo
Il Governo dal canto suo sottolinea che “le motivazioni saranno oggetto di attento approfondimento da parte del governo, in particolare delle amministrazioni coinvolte, che da subito sono state impegnate a verificare gli aspetti ancora dubbi”, afferma una nota di Palazzo Chigi, spiegando che il governo “è convinto che si tratti di profili con un ampio margine di chiarimento davanti alla stessa Corte, in un confronto che intende essere costruttivo e teso a garantire all’Italia un’infrastruttura strategica attesa da decenni”. Mentre il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “prende atto” delle motivazioni della Corte dei Conti.
“Continua l’iter per la realizzazione del collegamento tra Calabria e Sicilia, anche alla luce della positiva collaborazione con la Commissione europea”, dice in una nota il ministero guidato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini, specificando che “tecnici e giuristi sono già al lavoro per superare tutti i rilievi e dare finalmente all’Italia un Ponte unico al mondo per sicurezza, sostenibilità, modernità e utilità”. E anche alla Stretto di Messina si stanno “esaminando in queste ore le motivazioni della Corte,” dice l’ad Pietro Ciucci.
Esultano e vanno in pressing le opposizioni e gli ambientalisti, con Salvini e Ciucci finiscono nel mirino.
