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Siria e Fed mettono paura alle Borse e il petrolio vola

I venti di guerra turbano i mercati e l’euro e l’oro salgono – Anche i Btp in ascesa: oggi nuova asta – Cdp al 4,2% in Telecom Italia – I Pir hanno raccolto mezzo milione di nuovi clienti dei fondi comuni – Elkann: “Saremo sempre grati a Marchionne”

Siria e Fed mettono paura alle Borse e il petrolio vola

La possibilità di un confronto diretto in Siria tra Usa e Russia è sempre più concreta. Trump fa sapere che “i missili americani, belli ed intelligenti, sono pronti”. La Russia replica: “Li abbatteremo tutti”. I mercati, come da manuale, ne prendono atto riducendo la propensione al rischio. A tenere alta la tensione contribuiscono i segnali in arrivo dai verbali della Fed: l’inflazione che marcia verso un aumento annuo del 2,4% è giudicata la minaccia principale.

ZUCKERBERG: “SONO STATO SPIATO ANCHE IO”

E così si indeboliscono i listini azionari. Perdoni colpi i mercati Usa: Dow Jones -0,9%, S&P500 -0,55%. Il Nasdaq chiude a -0,36%.



È continuata al Congresso la testimonianza di Mark Zuckerberg. Il tycoon ha sostenuto che Cambridge Analityca abbia scippato pure i suoi dati personali. Facebook guadagna lo 0,8%.

RALLENTANO LE BORSE ASIATICHE, SALE L’ORO

Copione simile stamane in Asia. Rallentano Tokyo (-0,1%) e l’Hang Seng di Hong Kong (-0,3%). CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,7%.

Il dollaro recupera nei confronti delle principali controparti asiatiche, in particolare sulla rupia indiana: il cambio sale sui massimi da novembre 2017 a 65,4. La perdita di valore dello yuan aiuta la Borsa di Mumbai, in rialzo dello 0,1%. Si assestano, dopo i forti cali dei giorni scorsi, le quotazioni del rublo attorno a quota 63. Sotto pressione è finita la lira turca, altra moneta nel cuore della crisi. Prende il volo l’oro, ai massimi da due anni (1.365 ,30 dollari l’oncia). L’euro tratta stamane a 1,12370. Forte anche lo yen a 106,82.

VOLA L’ETF ENERGY, SALE SAIPEM

Il dato più sensibile riguarda il petrolio. il Brent ha superato la barriera dei 73 dollari, il Wti americano è salito a 67,45 dollari al barile, il prezzo massimo dal dicembre 2014 dopo che l’Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato un missile in volo verso Ryiad.

In fermento i titoli del comparto petrolifero sia a Wall Street (+1,2% l’indice di settore) che a Piazza Affari. Saipem sale del 2,08%, sostenuta dall’accordo in Uganda per lo sviluppo della Raffineria di Hoima. Il piano prevede che la società esegua i lavori di stima per la costruzione della raffineria, primo step per poi proseguire con la costruzione completa dell’impianto. Positive anche Tenaris (+1,73%) ed Eni (+0,62%).

L’ETF SPDR Energy che replica l’andamento delle grandi major americane dell’energia è sui massimi degli ultimi due mesi e mezzo.

Tra le materie prime, risale l’alluminio, che nel giro di una settimana ha guadagnato il 13%. Rusal, il colosso russo dell’alluminio colpito dalle sanzioni degli Stati Uniti, stamattina rimbalza (+5%), dopo aver perso il 60% del suo valore in tre giorni.

IN ROSSO PURE L’EUROPA: MILANO -07%

I venti di guerra soffiano anche sui listini europei, i più vicini allo scacchiere del Medio Oriente. A Milano l’indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,69% a 23.012 punti (volume di scambi a 2,9 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,76 di ieri), consolidando i rialzi dell’ultimo periodo. Perdite frazionali per le altre Borse: Francoforte -0,83%, Parigi, -0,56%, Madrid -0,28% e Londra -0,13%.

BTP IN ASCESA, OGGI L’ASTA A MEDIO-LUNGO

Gli effetti diretti sull’economia della zona euro dei dazi commerciali annunciati dagli Stati Uniti e dalla Cina sono contenuti ma queste misure potrebbero colpire la fiducia degli investitori. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, aggiungendo che “alla fine il problema chiave sono le ritorsioni”.

Chiusura positiva per il mercato obbligazionario italiano, anche se l’escalation di minacce tra Stati Uniti e Russia dopo il sospetto attacco chimico in Siria offre supporto al Bund, con gli investitori attratti dagli asset rifugio.

L’intero comparto dei bond sovrani della zona euro ha recuperato terreno rispetto alla seduta di mercoledì. A contenere i guadagni dei Btp anche la corposa tornata di aste a medio-lungo termine in agenda oggi: il Tesoro mette a disposizione fino a 9,25 miliardi di euro in Btp a 3, 7, 20 e 30 anni, tra cui il nuovo benchmark aprile 2021.

Quest’ultimo sul mercato grigio di Mts in chiusura di seduta offre un rendimento in area 0,07%, mentre il mese scorso il vecchio benchmark ottobre 2020 era stato assegnato in asta a tasso zero.

Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale è salito a 129 punti base dai 128 della chiusura precedente. Il tasso del decennale italiano di riferimento viaggia in area 1,78%.

Il Tesoro ha collocato 6 miliardi di euro in Bot a 12 mesi, ad un rendimento di 0,399% da -0,403% di metà marzo, al massimo da metà novembre 2017.

Il Tesoro portoghese ha collocato tramite sindacato un nuovo titolo di Stato a 15 anni ‘lungo’ da 3 miliardi di euro, raccogliendo ordini per oltre 15, ad un rendimento di 2,325%, corrispondente a un premio di 102 punti base sopra il tasso midswap.

CDP AL 4,2% IN TELECOM ITALIA

Telecom Italia ha chiuso in calo del 2,89%, ma in seduta è arrivata a perdere oltre 3%. Ieri era l’ultimo giorno per acquistare azioni valide per votare nell’assemblea del 24 aprile in cui si consumerà il primo atto della sfida tra Vivendi ed Elliott. Ancora elevati i volumi scambiati. Sono passati di mano 423 milioni di pezzi, pari al 2,7% del capitale

Cassa Depositi e Prestiti detiene il 4,262% di Telecom Italia come diretta proprietà. È quanto si evince dagli aggiornamenti sulle partecipazioni rilevanti della Consob relative al 10 aprile. Sempre in Telecom Italia, alla data del 9 aprile, BlackRock risultava detenere il 4,977% del gruppo italiano.

Oggi i legali di Tim hanno depositato al Tribunale di Milano un ricorso di urgenza contro la decisione del Collegio Sindacale di inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea del 24 aprile le richieste di Elliott.

I PIR HANNO RACCOLTO MEZZO MILIONE DI NUOVI CLIENTI

Una ricerca di Assogestioni ha misurato l’effetto Pir su Piazza Affari. I piani individuali di risparmio sono stati sottoscritti nel 2017 da 500.000 persone che non avevano mai investito prima in fondi comuni, confermandosi un’ottima occasione per allargare la base clienti delle sgr.

AL VIA L’ASSE INTESA-POSTE ITALIANE

Il dato è arrivato nel giorno dell’accordo commerciale, durata tre anni, tra Poste italiane (-0,2%) e Intesa Sanpaolo (-0,8%): la prima venderà i prodotti finanziari della seconda, tra cui prestiti e polizze. L’alleanza prevede forme di collaborazione anche nei pagamenti dei bollettini postali. La notizia è negativa per Anima, in calo del 4,5%, pertecipata al 10% ed importante partner commerciale di Poste italiane. Per la società del risparmio gestito, le masse in gestione in arrivo da Poste, secondo una stima, dovrebbero essere circa il 6% del totale. Nel 2017, la raccolta arrivata da Poste è stata circa 1,7 miliardi di euro.

ELKANN: “SAREMO SEMPRE GRATI A MARCHIONNE”

Fca -0,94%. Alla vigilia delle assemblee di domani del gruppo Agnelli, il presidente John Philip Elkann tributa nella lettera ai soci di Exor questo tributo a Sergio Marchionne.” Gli obiettivi al 2018 fissati da Fca nel 2014 sembravano irraggiungibili allora, ma a mano a mano che ci avviciniamo sembrano sempre più possibili”. “Se i target verranno raggiunti – continua la lettera – Sergio Marchionne potrà lasciare nel 2019 al suo successore una società con 4 miliardi di cassa, 125 miliardi di dollari di ricavi e 5 miliardi di dollari di utili netti adjusted. Una trasformazione inimmaginabile della Fiat di cui divenne responsabile nel 2004 e della Chrysler che interò con Fiat nel 2014 dando vita a Fca: un successo di cui gli saremmo sempre grati”.

Ferrari ha perso lo 0,87% a 97,7 euro. Mediobanca Securities ha riavviato la copertura su Ferrari abbassando il giudizio da outperform a neutral, con prezzo obiettivo che sale a 111 euro da 109 euro. Secondo gli esperti la crescita nel 2018 dovrebbe essere già scontata nei prezzi, con l’azione che sembra correttamente valutata.

EQUITA FRENA LUXOTTICA, MONCLER ANCORA AL TOP

Luxottica ha chiuso in calo dell’1,73% dopo che Equita ha tagliato il giudizio a ‘hold’ e ha azzerato il peso del titolo nel suo portafoglio principale.

Nel lusso salgono invece Moncler (+2%) e Ferragamo (+1,6%). In calo Prysmian (-1,9%): Exane ha ridotto il prezzo obiettivo su da 26,9 euro a 25 euro, confermando la raccomandazione neutral. Gli esperti hanno abbassato le stime di utile per azione dell’8% per il 2018 e del 10% per il 2019.

EFFETTO CHAMPIONS SULLA ROMA

Vola la Roma (+23%) dopo il capolavoro in Champions League che ha consentito di approdare alle semifinali.

Erg -6%. Unicredit ha venduto tutta la sua partecipazione, pari a 6 milioni di azioni, o il 4% del capitale, al prezzo di 18,6 euro, il 7,2% sotto la chiusura.

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