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Roomba, finisce un’era: iRobot dichiara fallimento e passa ai cinesi di Picea

Strozzata dalla concorrenza cinese, la società ha ricevuto il colpo di grazia dai dazi di Trump che hanno fatto lievitare i costi di produzione

Roomba, finisce un’era: iRobot dichiara fallimento e passa ai cinesi di Picea

È la fine di un’era. iRobot, l’azienda statunitense di elettronica che produce i celeberrimi robot aspirapolvere Roomba, ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti ai sensi del Chapter 11, la principale norma fallimentare dello United States Code. La società ha inoltre accettato un piano di ristrutturazione che prevede il trasferimento del controllo al suo principale fornitore cinese, Shenzhen Picea Robotics, che figurava già come principale creditore del marchio.

La notizia ha immediatamente innescato il tracollo borsistico, con le azioni che perdono l’80% del loro valore nel pre market della Borsa Usa (il titolo è quotato sul Nasdaq).

La crisi di iRobot

Il primo Roomba arrivò sul mercato nel 2002 e fu subito un successo. Dopo il boom registrato nei primi anni duemila, quando il robot aspirapolvere divenne uno status symbol, nonché l’oggetto del desiderio di moltissime famiglie, l’azienda ha vissuto anni di difficoltà economiche, accumulando debiti per 190 miliardi di euro (a cui si aggiunge un ulteriore debito di 74 milioni con Picea). Nel 2022 la soluzione ai problemi sembrava ad un passo: Amazon aveva messo sul tavolo una proposta di acquisizione da 1,7 miliardi di dollari, ma l’operazione naufragò in via definitiva nel gennaio 2024 a causa dell’opposizione dell’Antitrust Ue. Secondo le autorità europee infatti, con l’acquisizione di iRobot, Amazon avrebbe potuto ridurre la visibilità dei prodotti concorrenti sul proprio marketplace, danneggiando la competizione in mercati chiave come Francia, Germania, Italia e Spagna.

I dazi di Trump il colpo di grazia

Oltre al mancato accordo con Amazon, iRobot ha subito pesantemente la pressione commerciale dei rivali cinesi, con marchi come Narwal, Dreame e Roborock che sono stati capaci di espandersi, immettendo sul mercato alternative a prezzi nettamente inferiori. Ma il colpo di grazia è arrivato dai dazi di Donald Trump e in particolare dalla tariffa del 46% che gli Stati Uniti hanno imposto sul Vietnam. Ed è proprio lì che vengono prodotti i dispositivi Roomba, poi venduti sul mercato Usa. Secondo l’azienda, le tariffe doganali avrebbero fatto lievitare i costi di 23 milioni di dollari nel 2025.

Cosa succede adesso 

Il ricorso al Chapter 11 rientra in un accordo di ristrutturazione raggiunto con il suo principale fornitore, la cinese Shenzhen Picea Robotics e la controllata Santrum Hong Kong, per consentire a Picea di acquisire iRobot attraverso una procedura sottoposta a controllo giudiziario. 

iRobot prevede di completare la procedura per l’istanza di fallimento entro febbraio 2026 e continuerà a operare normalmente senza alcuna interruzione. In base all’accordo, Picea, che ha centri di ricerca e sviluppo e stabilimenti produttivi in Cina e Vietnam e conta oltre 7.000 dipendenti in tutto il mondo, riceverà il 100% delle azioni iRobot, il che comporterà una riduzione del debito nel bilancio della società e consentirà a iRobot di continuare a operare, perseguire la propria roadmap di sviluppo prodotti e mantenere la propria presenza globale.

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