Novanta minuti che cambiano il destino di una stagione. Il Milan si consegna all’incubo davanti al suo pubblico, la Roma fa il suo dovere, il Como scrive la storia. La Juventus resta fuori dai giochi nel derby più amaro. In coda il Lecce festeggia la salvezza, la Cremonese retrocede. E a Napoli Antonio Conte ufficializza l’addio. Un’ultima giornata intensa che ridisegna l’Europa che conta: la Roma di Gasperini e il Como di Fabregas fanno festa, mentre due nobili come Milan e Juventus restano fuori dalla Champions.
La Serie A va in archivio con una domenica ad altissima tensione, segnata da emozioni, colpi di scena e anche momenti di grande tristezza, come gli scontri di Torino che fanno slittare di un’ora il derby, spezzando la contemporaneità dell’ultimo turno.
Milan, crollo totale: da Saelemaekers ai fischi
Sembrava iniziata nel modo perfetto. Il Milan parte forte, trova il vantaggio con Saelemaekers: Gimenez spizza di testa e il belga col destro firma l’1-0. San Siro sogna. Ma al 20’ Borrelli, su calcio d’angolo, trova il pareggio. Nella ripresa, al 12’, Juan Rodriguez completa la rimonta di testa in mischia. I rossoneri si disuniscono, perdono lucidità. Mendy nel finale sfiora il 3-1 per il Cagliari, ma il risultato non cambia.
Finisce 2-1. Il Milan scivola addirittura in Europa League ed esce tra fischi assordanti. Un harakiri sportivo.
Roma, missione compiuta: ritorno in Champions
Al Bentegodi la Roma fatica contro un Verona già retrocesso ma combattivo. Svilar salva su Bowie nel primo tempo. La svolta arriva al 5’ della ripresa: Valentini stende Dybala, secondo giallo e Verona in dieci. Poco dopo rigore per fallo di mano di Bowie. Malen si fa respingere il tiro da Montipò, ma sulla ribattuta Dybala serve ancora l’olandese che deposita a porta vuota.
Nel recupero El Shaarawy, all’ultima in giallorosso, chiude i conti su assist di Dybala. Finisce 2-0. La Roma torna in Champions dopo sette anni.
Como, notte storica: 4-1 e prima volta nell’Europa che conta
Allo Zini è partita vera, perché la Cremonese si gioca la salvezza. Il Como la sblocca al 36’: ripartenza, Audero salva su Douvikas ma Jesus Rodriguez raccoglie e calcia trovando una deviazione decisiva. A inizio ripresa Rodriguez serve Douvikas per il 2-0. Bonazzoli accorcia su rigore, ma un altro penalty, molto discusso, trasformato da Da Cunha riporta i lariani al sicuro. Con la Cremonese in dieci per l’espulsione di Grassi, ancora Da Cunha firma il 4-1.
Il Como conquista una storica qualificazione in Champions League. La Cremonese, partita come rivelazione, torna in Serie B dopo una sola stagione.
Juve, niente miracolo: derby amaro e Champions sfumata
Nessuna impresa per la Juventus. Il derby contro il Torino, iniziato con un’ora di ritardo a causa degli scontri fuori dallo stadio che hanno provocato un codice rosso per un tifoso bianconero, diventa l’ultimo tentativo disperato. La Juve va avanti con una doppietta di Vlahovic, ma viene ripresa da Casadei e Adams. Il 2-2 finale, unito alle vittorie di Roma e Como, spegne ogni speranza: la squadra di Spalletti resta fuori dai primi quattro posti.
Troppo tardi, troppo poco. La Champions sfuma definitivamente.
Lecce salvo, Cremonese in B
Al Via del Mare il Lecce parte all’assalto. Cheddira spreca, ma sulla ribattuta Banda segna il gol che vale la stagione. Falcone salva su Masini, poi è solo gestione. Finisce 1-0 sul Genoa. Il Lecce chiude a quota 38, quattro punti sopra la Cremonese, e conquista la quarta salvezza consecutiva.
I grigiorossi retrocedono insieme a Pisa e Verona.
Napoli, vittoria e addio: Conte lascia
Al Maradona il Napoli chiude con un 1-0 sull’Udinese firmato Hojlund su verticalizzazione di De Bruyne. Friulani in dieci per l’espulsione di Kabasele. Ma la notizia è un’altra. Antonio Conte ufficializza l’addio: “A Napoli ho fallito nel non riuscire a compattare l’ambiente. Ho visto tanti veleni. Quando non posso cambiare le cose, preferisco chiudere”. De Laurentiis parla di budget e limiti strutturali. Si chiude così il ciclo del tecnico pugliese.
Si chiude così la stagione 2025-26: tra sogni realizzati e crolli inattesi in una domenica che riscrive gerarchie e lascia ferite destinate a pesare a lungo.