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Rivelazioni dal Rapporto di Legambiente: fatturato dell’ecomafia, 16,6 miliardi nel 2011

Le attività dell’ecomafia, che comprendono la gestione illegale dei rifiuti come l’abusivismo edilizio, verranno presentate e analizzate nel “Rapporto Ecomafia 2012” domani a Roma. Il business ha generato un giro d’affari di 16,6 miliardi nel 2011, incrementando le attività dal 2010.

Rivelazioni dal Rapporto di Legambiente: fatturato dell’ecomafia, 16,6 miliardi nel 2011

“L’ecomafia è sempre in attivo” dichiara il rapporto che domani verrà presentato da Legambiente al Nuovo Cinema Aquila di Roma. Il “Rapporto Ecomafia 2012” analizza e rende note le attività dei 296 clan in Italia che gestiscono illegalmente i rifiuti. All’appello saranno presenti il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, Sonia Alfano, presidente Commissione parlamentare europea antimafia, Gaetano Pecorella, presidente Commissione di inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti e altre figure importanti allegate alle associazioni antimafia e anticriminali. L’ecomafia è diventata nel 2011 un business da 16,6 miliardi di euro di cui il 56% è il frutto del traffico di rifiuti speciali, dall’abusivismo edilizio, dall’illegalità nel settore agroalimentare e dal traffico degli animali. Sfortunatamente, il resto di questa liquidità proviene da investimenti macchiati dall’inchiostro nero della mafia. 

Nel 2010, la Legambiente aveva svelato che i rifiuti gestiti illegalmente erano pari a 14,5 milioni di tonnellate, e nel 2011 le attività si sono appesantite facendo salire la quantità a 346 mila. Per rendere l’idea questa equivale al peso di 13,848 Tir, ovvero una fila di camion lunga più di 188 chilometri. Altre cifre spaventose comprendono il risultato dell’abusivismo edilizio dell’ecomafia che ha registrato costruzioni e ristrutturazioni non acconsentite con un fatturato di 1,8 miliardi di euro.

I 296 clan si spartiscono il frutto di tutto ciò. Sono aumentati di numero nel 2011, orginariamente erano 290. Questi sono tutti i fatti rivelati dal Rapporto che domani verrà presentato, offrendo altre informazioni sui fenomeni di criminalità che aggredisce e reprime l’ambiente in Italia.

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