Oltre alle opere di artisti famosi come Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini, Giulio Romano, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Mario Sironi e Pino Pascali, la mostra presenta numerosi oggetti che testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio artistico italiano.
Questi pezzi offrono l’opportunità di approfondire interventi di restauro innovativi, sia dal punto di vista tecnico che metodologico, rendendo evidente il valore culturale e scientifico di ogni operazione. Ad esempio: l’arpicordo (spinetta pentagonale) di Giovanni Antegnati, di metà Cinquecento, la draisina ottocentesca (antenata della bicicletta) da Gallarate (VA), l’arco da Samurai e la barca siamese dal Castello Ducale di Agliè (TO), la barca cucita (metà II – fine I secolo a.C.) di oltre 4 metri dal MAN di Adria (RO), due abiti in stile Charleston da Roma, la pianeta e la stola di manifattura messicana in penne di colibrì da Roma, il letto in osso di età romana da Chieti, il grande Reliquiario a tabella da Serra San Bruno (VV). Per la prima volta, Restituzioni apre agli strumenti scientifici, con una macchina planetaria dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Splendidi la Cariatide da Villa Adriana di Tivoli (RM), l’Arazzo dell’Ingresso in Palestina dell’esercito di Vespasiano e Tito dalla Fondazione Cini di Venezia, la Croce dipinta da Pisa, l’arazzo su cartone di Raffaello del Museo Pontificio della Santa Casa di Loreto (AN), la Madonna con il Bambino di Pietro Alemanno da Capua (CE), il rilievo rinascimentale del Bargello di Firenze e quello costantinopolitano di Ravenna, così come i dipinti di Simone Peterzano da Como, di Fra’ Galgario dalla Pinacoteca di Brera di Milano, di Colantonio da Capodimonte. Forte il nucleo di dipinti secenteschi, con opere di Nicolas Régnier (Torino), Luca Giordano (Genova), Ludovico David (Roma), Giovanni Lanfranco (Roma), Battistello Caracciolo (Campobasso), Mattia Preti (Reggio Calabria). L’arte moderna/contemporanea è presente con opere di Mario Sironi, Massimo Campigli, Hans Lendorff, Giulio Aristide Sartorio, Angelo Zanelli, Felice Carena, Emanuele Cavalli, Pino Pascali.
Un ulteriore intervento di restauro di grande rilievo riguarda la manutenzione straordinaria degli affreschi nell’abside della chiesa di Santa Maria foris portas, situata nel Parco Archeologico di Castelseprio (VA). Considerato uno dei cicli più importanti per lo studio della pittura medievale lombarda, il ciclo raffigura scene dell’infanzia di Cristo, con episodi tratti anche dai Vangeli apocrifi, raramente rappresentati. Grazie all’intervento realizzato nell’ambito di Restituzioni, è stata effettuata una mappatura completa dello stato di conservazione e operazioni di pulitura, inserendosi nel più ampio programma di tutela, studio e ricerca promosso dal Parco Archeologico di Castelseprio per conto della Direzione regionale Musei Nazionali Lombardia.
Le collaborazioni di Intesa Sanpaolo con le istituzioni di tutela
Dal 1989 il Gruppo Intesa Sanpaolo, guidato da Carlo Messina, collabora con gli Enti ministeriali preposti alla tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei Nazionali e Musei autonomi) per individuare opere bisognose di restauro, provenienti da musei pubblici e privati, chiese e siti archeologici in tutta Italia, e ne sostiene gli interventi. L’obiettivo è recuperare beni rappresentativi della varietà del patrimonio storico-artistico italiano, sia dal punto di vista cronologico sia tecnico-materiale, spaziando da capolavori di grande rilievo a opere significative per le radici culturali dei territori. Al termine di ciascuna edizione, le opere restaurate vengono esposte al pubblico, permettendo di apprezzare il lavoro dei restauratori. Dall’avvio del progetto, oltre 2.200 opere sono state “restituite” alla collettività.
La mostra presenta i risultati dei restauri sostenuti da Intesa Sanpaolo tra il 2022 e il 2025: 117 opere esposte delle 128 restaurate, provenienti da tutte le regioni italiane e appartenenti a 67 enti proprietari, tra musei pubblici e diocesani, chiese e luoghi di culto, e siti archeologici. La selezione delle opere è stata effettuata da esperti di storia dell’arte di Intesa Sanpaolo insieme a 51 enti di tutela, seguendo il criterio principale di rispondere alle esigenze dei territori. La curatela scientifica è affidata a Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco e Carlo Bertelli, quest’ultimo curatore emerito. In questa XX edizione, hanno lavorato 60 laboratori di restauro e decine di conservation scientist impegnati nella diagnostica, tra cui il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” di Torino e l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Le opere restaurate coprono un arco cronologico di 35 secoli, dall’antichità al contemporaneo, offrendo un ampio e completo panorama del patrimonio artistico italiano.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, afferma: «Restituzioni giunge alla ventesima edizione confermando, in quasi quarant’anni di storia, un impegno portato avanti con cura e dedizione da Intesa Sanpaolo, una grande impresa privata che è al fianco delle istituzioni pubbliche nel proteggere la bellezza artistica, l’identità e le radici culturali del Paese. Oggi condividiamo il recupero di oltre120 preziosi pezzi del patrimonio d’arte nazionale, a conclusione di un appassionato percorso di lavoro e approfondimento fatto con importanti studiosi e con i migliori professionisti del restauro, eccellenza italiana nel mondo. Ammirare queste opere, a Roma nell’anno del Giubileo, sottolinea in modo particolare il valore del progetto Restituzioni, un’assunzione di responsabilità nei confronti del patrimonio culturale italiano e delle tante comunità locali coinvolte.»
L’esposizione, realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è prodotta e organizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.