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Quirinale, Napolitano pronto a lasciare: a fine dicembre l’annuncio e a gennaio le dimissioni

Cambio della guardia in vista al Colle – Il Presidente annuncerà a fine dicembre la sua decisione di lasciare e a gennaio si dimetterà – Renzi: “Napolitano è e resta una garanzia per il Paese” – Fi: “Se resta ancora un po’ non è male” – Grillo, reazioni scomposte – Successione difficile: con chi si alleerà il premier?

Quirinale, Napolitano pronto a lasciare: a fine dicembre l’annuncio e a gennaio le dimissioni

Le indiscrezioni si sono susseguite negli ultimi giorni e stanno ormai portanto a una quasi certezza: il presidente dellaa Repubblica Giorgio Napolitano è pronto a lasciare la carica subito dopo il tradizionale discorso di fine anno. Con molte probabilità l’unico capo dello Stato della storia repubblicana eletto due volte consecutive terrà il 31 Dicembre l’ultimo discorso dallo studio al Quirinale, annunciando agli italiani quando si consumerà il preannunciato congedo anticipato da quel Colle da lui abitato con la signora Clio per nove anni. Napolitano, ormai quasi 90enne, tornerà cosi nello studio di palazzo Giustiniani da senatore a vita dove lavorava già quando arrivò la chiamata al Quirinale.

Le indiscrezioni di stampa sulla decisione presa dal presidente a causa delle sue condizioni di salute e per una scelta personale e politica che fu preannunciata dal capo dello Stato al momento stesso di accettare il secondo mandato, non hanno ricevuto smentite dal Colle più alto. “Il presidente della Repubblica – si è limitato a commentare il presidente del Senato Pietro Grasso, seconda carica istituzionale dello Stato – sono certo che darà, come ha dato, continuerà a dare, il massimo per essere utile al nostro Paese in qualsiasi modo e in qualsiasi funzione”.



“Napolitano – ha invece detto il premier Matteo Renzi – è e resta una garanzia del Paese. Io non mi preoccupo di cosa farà il presidente della Repubblica, cerco di fare bene il mio lavoro di presidente del Consiglio”. A Napolitano anche Forza Italia, che con Silvio Berlusconi prim’attore della sua rielezione e primo suo detrattore dopo la mancata grazia motu proprio per la condanna che lo ha portato all’affidamento ai servizi sociali, è sembrata rendere l’onore delle armi. “Deciderà lui – ha dichiarato Giovanni Toti – e non sarebbe male se restasse ancora un po’”.

In ogni caso, ha messo in guardia il consigliere di Berlusconi, il “successore dovrà essere un nome di garanzia e nessuno pensi a forzature a maggioranza”. Sul fronte Movimento 5 Stelle, ieri il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio aveva aperto al confronto con il Pd sul nuovo capo dello Stato all’indomani dell’elezione insieme della nuova giudice costituzionale e del nuovo consigliere al Csm, ma ora il leader pentastellato Beppe Grillo ha voluto far sapere che la partitissima la vuole giocare anche lui. Perchè quando sarà finito “il ricatto al Parlamento del Capo dello Stato che decide lui quando dimettersi” quello che M5S intende fare è “spezzare il trio lescano Renzi-Napolitano-Berlusconi che governa e affossa il Paese”.

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