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Proroga scadenze fiscali aprile-maggio: cosa cambia

Il decreto liquidità prevede nuovi rinvii per Iva mensile, contributi Inps e ritenute alla fonte – Estesa la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo – Nuova scadenza per la Certificazione Unica – Pin Inps semplificato

Proroga scadenze fiscali aprile-maggio: cosa cambia

Con il decreto liquidità, il governo ha prorogato una serie di scadenze fiscali relative ad aprile e maggio 2020. Il testo del provvedimento non è stato ancora pubblicato, ma dal comunicato stampa diffuso dal governo dopo l’ultima riunione del Consiglio dei ministri si ricavano alcune informazioni.

Il rinvio degli adempimenti fiscali riguarda lavoratori e imprese. In particolare, “si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio – si legge nel comunicato – in aggiunta a quelle già previste con il decreto Cura Italia”.

I versamenti riprenderanno a giugno e potranno essere divisi in 5 rate.

LE NUOVE SCADENZE FISCALI PROROGATE

Ecco quali sono le nuove scadenze fiscali prorogate:

  • Iva per i contribuenti mensili.
  • Ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente o assimilati, compensi di lavoro autonomo o redditi di capitale.
  • Contributi Inps per i dipendenti.

PER CHI VALE LA PROROGA

Ma attenzione: la proroga di queste tre scadenze fiscali non vale per tutti.

Il perimetro dei beneficiari comprende:

  • Partite Iva, autonomi e imprese con ricavi o compensi inferiori ai 5 milioni annui che hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 33%.
  • Partite Iva, autonomi e imprese con ricavi o compensi superiori ai 5 milioni annui che hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 50%.
  • Tutti i soggetti che hanno iniziato a operare dal primo aprile 2019.

Solo per quanto riguarda l’Iva, i residenti nelle 5 province più colpite dall’epidemia di coronavirus (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza) beneficeranno del rinvio con l’unica condizione di aver registrato un calo del fatturato di almeno il 33%, senza alcun tetto ai ricavi.

GLI ALTRI RINVII

Inoltre, con il decreto liquidità il governo estende anche ad aprile e a maggio la sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo già prevista dal decreto Cura Italia.

Ma non è finita. Viene prorogato “al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso”, mentre “la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile”.

Quanto al credito d’imposta del 50% sulle spese per la sanificazione degli ambienti di lavoro, viene allargato anche all’acquisto di mascherine e occhiali.

IL PIN INPS SEMPLIFICATO

Il decreto liquidità permette all’Inps di rilasciare un Pin semplificato attraverso “l’identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell’emergenza la verifica con riconoscimento diretto”.

Infine, vengono introdotte nuove regole sui cosiddetti “farmaci compassionevoli” (non ancora autorizzati), che saranno esenti da imposte in caso di cessione gratuita.

I CONTI DELLA RAGIONERIA

Stando alla relazione tecnica elaborata dalla Ragioneria generale dello Stato e allegata al decreto, lo stop al versamento di contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei premi assicurativi per i lavoratori, vale oltre 6,5 miliardi. In particolare, il valore è di 1,5 miliardi per aprile, relativi a dipendenti e collaboratori, e 5 miliardi per maggio, di cui 1,8 per dipendenti e collaboratori e 2,7 miliardi per gli autonomi, più 550 milioni di mancata contribuzione Inail. Queste cifre si sommano a 4,34 miliardi di ritenute tributarie sospese per i due mesi e 5,5 miliardi di Iva, più 930 milioni di ritenute sugli autonomi. In totale, sono 10,8 miliardi di tributi e 6,5 miliardi di contributi sospesi, quindi un valore di 17,3 miliardi, che però non iscrive oneri a carico del bilancio pubblico, perché la ripresa dei versamenti è prevista entro il 2020.

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