Condividi

Produttività: accordo al palo, anche i sindacati si dividono

Susanna Camusso propone di utilizzare gli 1,6 miliardi messi a disposizione dal Governo per incentivare le neo-assunzioni, ma Bonanni e Angeletti frenano: servono per i salari di produttività. Richiamo anche dal Presidente Eni Giuseppe Recchi.

Produttività: accordo al palo, anche i sindacati si dividono

Le manifestazioni indette dalla Cgil e le polemiche sulla Legge di Stabilità hanno rallentato ulteriormente le trattative sulla produttività.

Durante il weekend le parti sociali “hanno continuato a colloquiare per trovare una soluzione che vada bene per ogni realtà contrattuale”, ha dichiarato il leader Cisl Raffaele Bonanni. Tra sindacati e Confindustria si è – per l’occasione – rinsaldato l’asse tra rappresentanze datoriali e dei lavoratori. Un asse, però, contrapposto ad altre sigle imprenditoriali più in linea con l’esecutivo (come Ania e Abi), che preferirebbe una separazione netta tra parte normativa, da relegare al contratto nazionale, e parte economica, da decentrare per favorire la crescita della competitività.

La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha anche proposto di dirottare le risorse messe sul piatto dal Governo (1,6 miliardi tra 2013 e 2014) per incentivare le assunzioni dei giovani, proposta rigettata da Bonanni che, al contrario, auspica una dote più consistente da destinare alla detassazione del salario di produttività. Inoltre, in riferimento alle parole di Bonanni sui contatti tra sigle sindacali, il segretario Cgil ha negato che vi siano in programma incontri per mediare sull’intesa.

La sortita di Camusso ha destato una pronta risposta da parte di Elsa Fornero, che ha ricordato come il ministero abbia “già dedicato 230 milioni da qui a fine marzo per sostenere l’occupazione in un momento di mercato debole”. Il Ministro ha poi ricordato che “i fondi per la produttività sono legati all’esito di quella trattativa”.

Anche il segretario Uil Luigi Angeletti ha derubricato la proposta di Camusso, rimarcando che “i soldi stanziati per la detassazione del salario di produttività devono continuare ad avere quella destinazione, con o senza l’accordo tra le parti, perché un’intesa in tal senso c’é già: è quella del 28 giugno 2011”, intesa in materia di rappresentanza che però non è considerata sufficiente dal ministro allo Sviluppo Corrado Passera, dal momento che “parla di strumenti a disposizione e non di impegni a favore della produttività concretamente misurabili”.

La proposta lanciata da Susanna Camusso non depone certamente a favore di una rapida intesa, tanto che dal mondo dell’industria si è levato il richiamo del Presidente Eni Giuseppe Recchi, che ha indicato la produttività come “il termine su cui i Paesi nel mondo si giocano la partita della competitività”.”La partita è aperta – ha aggiunto Recchi – e le persone preposte stanno lavorando per trovare una soluzione”.

Commenta