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Livio Berruti, il signore dell’atletica che ho conosciuto. Un ricordo inedito tra Fiat, Mennea e Trofeo Agnelli

Il racconto di Giorgio Giva, allora manger Fiat, sull’incontro con Livio Berruti, dalla nascita della società sportiva Fiat Carrelli Elevatori Bari per Mennea al Trofeo Agnelli

Livio Berruti, il signore dell’atletica che ho conosciuto. Un ricordo inedito tra Fiat, Mennea e Trofeo Agnelli

Ho conosciuto, per motivi di lavoro, Livio Berruti nell’ autunno del 1976, quando ero Capo del Personale della Fiat Carrelli Elevatori spa, con uno degli stabilimenti produttivi a Bari. In quell’ autunno frequentavo le aule della Pretura del Lavoro in quanto l’ Azienda era stata denunciata per attività antisindacale ex art. 28 Statuto dei Lavoratori dalla potente F.L.M., Federazione Lavoratori Metalmeccanici, barese per presunti favoritismi nei confronti di un altro sindacato aziendale.

La Fiat era difesa dal noto avvocato Bruno Amendolito, Presidente dell’ Ordine di Bari, ed il processo si concluse con il rigetto del ricorso sindacale.

Da Bari all’idea di una società sportiva per Mennea

Peraltro nelle more tra una udienza e l’ altra, un avvocato del team legale del sindacato, il Prof. Tommaso Germano, docente di Diritto del Lavoro all’ Università di Bari, scuola Gino Giugni, e dirigente sportivo dell’ atletica leggera, mi parlò di un giovane atleta pugliese che era rimasto senza gruppo sportivo ed era in cerca di sistemazione. Si trattava di Pietro Mennea.

Visto che eravamo una azienda con un importante stabilimento a Bari, mi venne l’ idea di costituire una società sportiva meridionale per accasare chi già allora era conosciuto come “la freccia del sud”.

Mi confrontai con un collega, Mario Paoletti, non nella sua veste di manager H.R. della Fiat, ma in qualità di conoscitore del mondo sportivo essendo stato un quattrocentista ex nazionale di atletica leggera e, per inciso, marito di Giuseppina Leone, medaglia di bronzo sui 100 piani alle Olimpiadi di Roma ed anche lei impiegata Fiat. Paoletti mi consigliò di parlarne con il responsabile del Gruppo Sportivo Fiat, ed al riguardo propose di organizzarmi un incontro.

Due giorni dopo ero nell’ ufficio di Giampiero Boniperti, che, oltre ad essere Presidente della Juventus, era in parallelo anche a capo del Gruppo Sportivo Fiat, poi trasformato dal 1978 nella polisportiva Sisport-Fiat che, sotto il suo mandato, portò vari atleti all’ oro olimpico, tra cui lo stesso Mennea. Boniperti manifestò interesse all’ iniziativa e mi affiancò Livio Berruti per tutti gli atti necessari per la costituzione di una società sportiva ed in particolare per l’iscrizione alla FIDAL, la federazione nazionale di atletica leggera, per il tramite della sua struttura regionale pugliese.

Livio Berruti scese a Bari, e in giornata incontrammo, oltre a Mennea, il Presidente del Comitato Regionale Fidal ed un paio di giornalisti sportivi per illustrare la costituzione della nuova società sportiva Fiat Carrelli Elevatori Bari. La sera andammo a cena in un allora noto ristorante di cucina tipica barese “da Cesare” in corso Cavour, la via principale di Bari.

All’ uscita dal ristorante, dopo una lauta cena a base di antipasti di terra e di mare, di teglia di patate, riso e cozze, di “brasciole” di carne, e dell’ immancabile dessert con i dolcetti “sporcamuss”, trovammo una piccola folla, forse avvisata dallo stesso ristoratore o da qualche avventore, che voleva salutare Livio Berruti. Preso dall’ euforia e con la mente annebbiata dall’ amaro della casa offerto da Cesare, scusabile solo per i miei trentanni di allora, sfidai Livio Berruti ad una breve corsa lungo il marciapiede di corso Cavour. Per mero spirito goliardico Berruti accettò la sfida che si concluse rapidamente perché dopo una decina di metri inciampai e caddi a terra lungo e disteso, mentre il campione olimpionico veniva osannato dai passanti sempre più numerosi che l’ avevano riconosciuto.

L’anno successivo Pietro Mennea vinse il campionato italiano sui 200 metri piani con la maglia della Fiat Carrelli Elevatori Bari, ma l’anno dopo, con un colpo di mano, Boniperti portò Mennea alla Sisport di Torino.

Il secondo incontro e il Trofeo Agnelli

Incontrai nuovamente Livio Berruti una ventina di anni dopo, quando, come incarico aggiuntivo, negli anni novanta ero anche il responsabile delle attività sportive aziendali del settore auto.

Una delle attività principali era l’ organizzazione del Trofeo Agnelli, una serie di competizioni, in primavera ed estate, tra i dipendenti Fiat, dalle gare di corsa e marcia, di nuoto, di tennis,di canottaggio, e sopratutto il campionato di calcio tra le squadre dei vari stabilimenti italiani.

Verso fine anno si effettuava la cerimonia di premiazione dei vincitori del Trofeo Agnelli, cui partecipavano, come ospiti, giocatori della Juventus e vecchie glorie dell’ atletica che avevano avuto o mantenevano un legame con il mondo Fiat.

A quella del 1998, ad esempio, erano presenti Zinedine Zidane, in rappresentanza della Juventus, con Livio Berruti, oro olimpico a Roma, Maurizio Damilano, oro olimpico a Mosca, Carlo Lievore, primatista mondiale del lancio del giavellotto, Franco Arese, campione europeo ad Helsinki, e Silvana Forcellini, pluricampionessa italiana del lancio del peso.

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