Sull’opas lanciata da Poste Italiane su Tim “sarà il mercato a decidere noi seguiamo il processo. Sarà il mercato a decidere se questa offerta è fair”. Lo ha detto Pietro Labriola, ad di Telecom Italia, intervistato da Bloomberg Tv.
“Per me è molto importante sottolineare che la nostra azienda ha lavorato negli ultimi cinque anni con un approccio orientato al mercato e dobbiamo continuare su questa strada”, ha aggiunto il manager, ribadendo di non voler anticipare la valutazione che darà il cda nelle prossime settimane. Se il consolidamento resta un must, l’attuale numero uno di Tim ricorda che “bisogna essere veloci e bisogna avere capitali e, dal punto di vista finanziario, serve una solida base di partenza”. E arriva alla conclusione: “Non spetta a me dire oggi qual è la strada giusta ma dobbiamo avere ben chiaro che piccolo non significa necessariamente bello”.
Labriola: “Poste partner forte con o senza opas”
Alla domanda se Poste sia il partner giusto Tim, invece di, ad esempio, un altro operatore di telecomunicazioni, Labriola ha risposto: “Credo che Poste lo abbia già deciso. Ma ripeto, non voglio anticipare una valutazione”. In generale, ha poi proseguito, con un partner come Poste, “con o senza offerta pubblica, possiamo aumentare la nostra presenza, possiamo ampliare il nostro portafoglio di servizi. Sulla sovranità digitale, è chiaro che Poste può essere un partner molto potente“.
Tim, Labriola resterà dopo Opas? “Oggi non è importante”
Pietro Labriola resterà alla guida di Tim in caso di successo dell’opas di Poste? “Oggi non è importante, quello che è importante è l’interesse degli azionisti”, ha affermato il manager nel corso della sua intervista di Bloomberg Tv, parlando del futuro della compagnia dopo il lancio dell’opas da parte di Poste Italiane.
Alla domanda su quanto Tim potrà restare indipendente, una volta sotto il cappello di Poste, Labriola non ha risposto, ma ha ricordato quanto detto dall’ad di Poste Matteo Del Fante che nel corso della conference call con gli analisti aveva assicurato che Tim rimarrà “stand alone e l’iconico brand sarà protetto”.
Labriola ha ribadito che l’obiettivo del consolidamento nelle tlc non cambia e nemmeno i piani per Tim. “Dobbiamo cercare di aumentare e migliorare i nostri numeri”, ha detto e anche se l’opas è stata una sorpresa non elimina la possibilità di farlo. “Non vedo perché, è essenziale farlo sia a livello nazionale sia a livello europeo. Sul fronte digitale per farlo bisogna essere veloci e con le spalle larghe dal punto di vista finanziario”.
“Manteniamo la calma, non bisogna prendere decisioni guardando al breve periodo. Noi dobbiamo continuare a lavorare su ciò che sappiamo fare bene. Raggiungere gli obiettivi e lavorare per il futuro dell’azienda”, ha concluso il ceo, ricordando di aver “risolto il problema del debito, lo abbiamo rifinanziato, abbiamo messo sotto controllo le attività e ora abbiamo di fronte a noi delle opportunità, che sono più o meno le stesse in tutta Europa”.
Tim: per Opensignal prima in Italia per qualità della rete
Nel frattempo Tim il primato italiano per la qualità della rete fissa e mobile. A certificarlo è Opensignal, che analizza la user-experience della connettività. Dai rapporti pubblicati emerge infatti il primo posto del gruppo nella qualità offerta ai clienti su tutto il territorio nazionale e in particolare su Roma e Milano per i servizi in mobilità-
Secondo Opensignal Time il miglior operatore per “consistent quality” in Italia, indicatore che misura la capacità della rete di garantire prestazioni stabili nelle attività digitali quotidiane, dalla navigazione allo streaming fino ai servizi più avanzati, con un punteggio percentuale di 80 nel fisso e 79,2 nel mobile. “Il riconoscimento ottenuto dal gruppo è al centro della nuova puntata dello spot on air con Massimo Lopez e ambientato nel Fortino, tornato come luogo di racconto di un presente sempre più connesso tra tecnologie avanzate e nuovi modelli di relazione”, sottolinea la società in una nota.
