L’offerta lanciata sul 100% di Tim “segna una pietra miliare nella strategia di lungo termine di Poste come piattaforma e un passo decisivo nel rafforzamento del nostro ruolo come abilitatore chiave della trasformazione digitale dell’Italia”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, nella presentazione agli analisti dell’opas finalizzata al delisting di Tim, sottolineando che si tratta di “un’operazione industriale”.
L’annuncio è arrivato domenica sera: Poste ha lanciato un’opas sull’intero capitale di Tim di cui è già primo azionista con il 27,32% del capitale. Sul piatto ci sono 0,167 euro in contanti per azione Tim e 0,0218 nuove azioni ordinarie per ogni azione Tim portata in adesione. Il totale è pari a 0,635 euro per azione, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo di chiusura del 20 marzo, per un corrispettivo complessivo di 10,8 miliardi circa. Perché l’offerta sia valida Poste deve raggiungere il 66,67% del capitale. Tra il 90 e il 95% il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha già annunciato l’intenzione di “non ripristinare un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni delle azioni dell’emittente”. Sopra il 95%, invece, Poste “dichiara sin d’ora la propria volontà di avvalersi del diritto di acquistare le rimanenti azioni dell’emittente”.
La reazione di Borsa e il giudizio degli analisti
In attesa del responso del cda di Tim, che si riunirà oggi per valutare l’offerta, sia il mercato che gli analisti promuovono l’offerta. A Piazza Affari, in una giornata molto volatile in cui il Ftse Mib è passato dal perdere il 2,5% a guadagnare oltre l’1,8% (attualmente +0,67%), Tim svetta sull’intero listino, avanzando 3,9% a 0,5986 euro, ancora lontana dal prezzo d’offerta di Poste, che invece cede circa il 7,97% a 19,74 euro. Sostanzialmente positivo il giudizio generale degli analisti, che apprezzano la logica strategica forte dell’operazione, le sinergie che ne deriveranno, pari a circa 700 milioni annui, ma al contempo notano alcuni rischi sul fronte dell’esecuzione e dell’integrazione.
Del Fante: “Notificheremo operazione all’Antitrust, ma non ci sono rischi”
Dubbi a cui risponde subito il ceo di Poste, Matteo Del Fante, sottolineando che l’opas su Tim da parte di Poste Italiane “sarà ovviamente notificata all’Antitrust”, ma “non ci sono rischi“, ha affermato il manager nel corso della conference call con gli analisti, spiegando che “non ci aspettiamo un coinvolgimento della Direzione Generale Concorrenza europea”.
Del Fante: “Tim resta stand alone”. Operazione in concerto col Mef
Tim entra nel gruppo Poste ma la società resta “stand alone e l’iconico brand sarà protetto”, ha affermato Del Fante rispondendo alle domande degli analisti. Secondo lui, il gruppo di Tlc è il partner giusto “per accelerare la crescita della piattaforma e il compimento del nostro percorso di 9 anni. Una combinazione che genererà un valore significativo per tutti gli stakeholder”, anche perché, ha continuato, Tim “completa perfettamente il nostro modello“.
Passando alle percentuali, prima di lanciare l’opas, Poste parte da un capitale del 20% di Tim. L’operazione, in base a quanto emerge dalla documentazione resa nota in nottata, ai fini delle regole finanziarie, è da considerarsi in concerto con il Ministero dell’Economia: quest’ultimo infatti possiede il 29,2% di Poste. Attualmente – sempre in base ai documenti depositati – Poste controlla direttamente il 27,315% di Tim pari a 4.187.269.890 azioni ordinarie. Quest’ultima ha però deciso la conversione delle azioni risparmio e alla fine di questa operazione la quota sarà diluita al 20,104%, con un possesso 4.293.639.902 azioni ordinarie.
Nel capitolo del documento dedicato alle “persone che agiscono in concerto” è poi scritto che “in relazione all’offerta, è da considerarsi persona che agisce di concerto con l’offerente il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell’art. 101-bis, comma 4-bis, lett. b), del TUF, in quanto controlla l’Offerente”. Ma viene aggiunto “a fini di chiarezza, si precisa che l’offerente (Poste ndr.) sarà il solo soggetto a rendersi acquirente delle azioni oggetto dell’offerta che saranno portate in adesione, così come a sopportarne i costi derivanti dal pagamento del corrispettivo”. Attualmente l’azionariato di Poste vede anche Cassa Depositi e Prestiti al 35%, oltre al 29,257% del ministero dell’Economia.
“Da cinque anni Poste Italiane guarda Telecom Italia e non c’è stato nessun coinvolgimento del Governo” nell’operazione di opas lanciata ieri sera, ha poi ribadito Del Fante in call, spiegando che l’opas è “il culmine di un percorso iniziato anni fa, è qualcosa in cui crediamo”. Ma in passato “il debito di Tim era troppo alto. È stato solo dopo l’eccellente esecuzione di Pietro Labriola dello spin off della rete e il deleverage nel 2024 che all’inizio dell’anno scorso” la compagnia ha iniziato a dare risultati positivi “con il mercato che ha apprezzato il nuovo ruolo istituzionale di Tim.
I tempi: “Deposito a metà aprile, partenza a luglio, chiusura entro il 4° trimestre”
Le condizioni di efficacia dell’opas di Poste su Tim includono, come detto, il raggiungimento di una partecipazione pari ad almeno il 66,67% del capitale sociale di Tim; le ulteriori autorizzazioni da parte delle competenti autorità Antitrust e delle autorità di comunicazione; il rilascio della golden power clearance. Inoltre, prima della pubblicazione della documentazione dell’offerta sono previste l’approvazione della Banca d’Italia e approvazione da parte dell’assemblea straordinaria dell’aumento di capitale riservato all’offerta.
Riguardo alla tempistica, in particolare, “a seguito dell’annuncio di ieri relativo all’accordo, i documenti relativi allo scambio e all’offerta in contanti saranno depositati a metà aprile“, ha chiarito l’ad di Poste. “L’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale si terrà a giugno. Le autorizzazioni e le approvazioni delle autorità competenti, così come l’inizio del periodo dell’offerta di scambio, sono previste non prima di luglio 2026. Il nostro obiettivo è presentare un piano aziendale combinato dopo il completamento dell’operazione, entro il quarto trimestre del 2026″.
Poste, il cfo Greco: “Non aumenteremo l’offerta. Nuova politica dividendi post opas”
Prendendo la parola durante la conference call con gli analisti, il cfo di Poste, Camillo Greco, ha chiarito: “Non crediamo di aumentare l’offerta” per Tim. Il manager ha poi anticipato che “unanuova politica dei dividendi competitiva sarà annunciata con il nuovo business plan dopo il completamento dell’operazione, entro il quarto trimestre del 2026″.
“L’utile per azione (Eps) sarà positivo già nel 2027 e tale crescita sarà a doppia cifra a partire dal 2028. Il dividendo per azione implicito nelle previsioni di Poste Italiane per il 2026 è confermato e la leva finanziaria pro forma rimane pienamente coerente con il nostro attuale rating creditizio”, ha aggiunto Del Fante.