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Petrolio e Bitcoin volano in attesa della Fed

Petrolio, tecnologia e molta curiosità per il Bitcoin, che ha superato brillantemente il debutto dei futures, sono gli ingredienti di una giornata di Borsa che attende fra poche ore le parole della Yellen – Oggi l’Investor Day di Unicredit con promozione della Bce

Petrolio e Bitcoin volano in attesa della Fed

Petrolio, tecnologia e molta curiosità per il Bitcoin. Sono questi gli ingredienti di inizio settimana, in attesa della parata delle banche centrali che comincerà tra poche ore con il meeting della Federal Reserve e l’ultima conferenza stampa del presidente Janet Yellen.

La moneta elettronica ha superato brillantemente il debutto dei future al Cbot di Chicago. Nonostante due interruzioni, la piattaforma ha retto anche perché i Big, a partire da J Morgan, non hanno partecipato alla prima giornata di scambi. Intanto i prezzi del Bitcoin hanno continuato la marcia al rialzo fino ad un massimo di 19 mila dollari nella notte. Il fenomento ha investito alcune Wall Street.

LE BLOCKCHAIN FANNO BOOM. SEC IN ALLERTA

Ieri le società coinvolte dell’industria del Bitcoin, a partire dai creator delle blockchain, le catene su cui corre le moneta virtuale, sono state le protagoniste del Nasdaq: Marathon Patent +42,9%, Xunlei +29,4%, Riot Blockchain +45,5%. La febbre è proseguita in Asia ed in Australi. A Sidney ha fatto un balzo del 30% DigitalX, la blockchain che ha annunciato stamane l’intenzione di voler svolgere il ruolo di market maker nei listini ufficiali.

Tanta frenesia ha finalmente attratto l’attenzione delle autorità. Il presidente della Sec Jack Clayton ha dichiarato che la commissione “sta gettando un occhio” sul fenomeno ed in particolare sull’attività di crowfunding attraverso le Ico (Initial coin offerings). Più esplicito Christopher Giancarlo, capo della Comodity Futures trading Commission; la Cftc , h detto, non è in grado di tutelare gli investimenti effettuati nelle Ico che, tra l’altro, si presentano come utility e non come società finanziarie sottoposte alla Sec.

SIDNEY, COLPO DA 24,7 MILIARDI NELL’IMMOBILIARE

Borse asiatiche contrastate in attesa dei messaggi delle banche centrali. Deboli le piazze cinesi: Hong Kong -0,1%, Shanghai .0,5%. Negativo a Tokyo l’indice Nikkei (tiene il Topix grazie all’energia). In terreno moderatamente negativo gli altri listini.

Colpo grosso stamane in Australia di Unibail Rodamco, il gigante immobiliare con sede a Parigi ha acquisito Westfield, proprietaria di gradi aree commediali in Gran Bretgana e negli Usa, per 24,7 miliardi di dollari.
L’attentato senza gravi conseguenze di Manhattan, non ha scosso più di tanto Wall Street, pronta ad accogliere su livelli record l’aumento dei tassi. L’indice Dow Jones ha chiuso con un guadagno dello 0,23%, S&P’500 +0,32%. Meglio il Nasdaq (+0,51%) trainato da Apple (+1,95%) dopo la conferma dell’acquisto di Shazam.

PETROLIO AI MASSIMI DA GIUGNO 2015, VOLA SAIPEM

La giornata è stata dominata dalla crescita del petrolio : Brent a 65,42 dollari al barile, Wti a 58,35 dollari. A spingere gli acquisti la chiusura di un importante oleodotto in UK e le parole del ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti: a giugno i produttori Opec e non Opec annunceranno le modalità della fine del tetto alla produzione.
A Piazza Affari hanno brillato Tenaris (+2,3%) e Saipem (+3%). Eni (+0,4%) ha ricevuto il permesso dall’autorità norvegese di riavviare la produzione al campo petrolifero di Goliat nel mare di Barents. Eni guarda alle attività italiane di Mossi Ghisolfi in un quadro di diversificazione business, dicono diverse fonti.

MILANO -0,4% DOPO LA SETTIMANA RECORD

Prima seduta della settimana priva di spunti per le Borse europee, in attesa degli appuntamenti con le banche centrali, a partire dal vertice della Fed che inizia oggi.

A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso a -0,36%, depresso dai realizzi sui titoli bancari. Milano ha portato a termine venerdì scorso la miglior settimana da inizio marzo con un progresso complessivo del 3%, che doppia la performance del resto d’Europa (Eurostoxx +1,7%).

Il bilancio del 2017, quando mancano due settimane alla fine dell’anno, è molto positivo: otto mesi al rialzo sugli undici portati a termine finora e un guadagno del 18,5% contro il +9% dell’indice Eurostoxx.

FISCO, L’EUROPA SI SCHIERA CONTRO LA RIFORMA DI TRUMP

In terreno negativo gli altri listini europei: Francoforte -0,23%; Parigi -0,23%; Madrid -0,14%. Positiva solo Londra: +0,81%. La sterlina, già sotto i riflettori dopo il primo accordo sulla Brexit, si è indebolita a 0,8831 per un euro (0,8789) e a 1,3362 dollari (1,3394).

Il leading indicator Ocse, che anticipa i punti di svolta dell’attività economica nell’ambito del trend dei prossimi 6-9 mesi, segnala per l’Italia un incremento a 100,7 da 100,5 di settembre. Al contrario, il leading indicator dell’intera zona euro è rimasto fermo a 100,6, segnalando prospettive di crescita stabili.

Nel primo semestre di quest‘anno in Italia il numero di occupati si è avvicinato al livello del 2008, con poco meno di 23 milioni di persone, ma in termini di ore lavorate la distanza è ancora rilevante.

I ministri delle finanze delle cinque più grandi economie europee hanno chiesto, in una lettera inviata al ministro del Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, di rivedere le proposte di riforma del fisco, che sono discriminatorie e potrebbero danneggiare il settore finanziario e il commercio internazionale.

Il taglio proposto delle tasse sarebbe contrario alle regole della World Trade Organisation (Wto), violerebbe i trattati sulla doppia tassazione e creerebbe ostacoli ai flussi commerciali e di investimento tra Europa e Usa.
Stamane sarà pubblicato l’indice Zew: a dicembre è prevista dopo tre mesi di rialzi, mentre la seconda lettura dei dati sui prezzi al consumo di novembre dovrebbe confermare che l’inflazione è salita di tre decimi in Germania (all’1,8%), di un decimo in Francia (all’1,3%) ed è rimasta stabile in Italia e Spagna (all’1,1% e all’1,7%).

BOT, OGGI L’ULTIMA ASTA 2017 DEL TESORO

Finale di seduta in moderata flessione per il secondario italiano alla vigilia della Fed. Da 134 punti base venerdì sera in chiusura, il premio di rendimento Btp/Bund sul tratto decennale si porta a 137, mentre il tasso sul benchmark agosto 2027 risale leggermente a 1,654% (comunque vicino ai minimi da ottobre 2016). Il decennale tedesco scivola sotto lo 0,3%.

In agenda oggi l’ultima asta italiana a valuta 2017: a disposizione degli investitori 4,75 miliardi di Bot a dodici mesi, importo identico a quello in scadenza.

Sul mercato grigio di Mts intorno a fine seduta il titolo dicembre 2018 viaggia al rendimento di -0,386%, in lieve rialzo rispetto al minimo storico di -0,395% del collocamento di metà novembre.

Il calendario di oggi prevede anche tra 2,5 e 3,5 miliardi di carta brevissima spagnola (3 e 9 mesi), 3 miliardi di Schatz dicembre 2019 e un’asta a medio-lungo di titoli belgi.

FRENANO LE BANCHE. BCE: MENO RISCHI PER UNICREDIT

Su Piazza Affari ha pesato la frenata del comparto bancario (-1,04%, contro un rialzo dello 0,28% del settore europeo). Contribuisce allo stop l’intervista in cui la responsabile della supervisione bancaria della Bce, ha detto che l’addendum sulle regole degli Npl potrebbe slittare di qualche mese ma “non ci sono ragioni per un rinvio fino al 2019”.

Ubs ha tagliato il target price di Finecobank (-2,07%), Bper (-0,25%), Ubi (-0,25%) e Creval (-1,80%). Bocciata anche Banco Bpm (-1,68%) nel giorno in cui è scaduto il termine per la presentazione delle offerte vincolati per 1,8 miliardi nominali di Npl.

Sotto tiro Unicredit (-2,06%) alla vigilia del Capital Markets Day in cui il ceo, Jean Pierre Mustier, avrebbe aggiornato il mercato sullo stato di avanzamento del piano industriale presentato lo scorso dicembre. In generale gli analisti si attendono che il ceo si focalizzi sull’evoluzione del capitale della banca, con indicazioni sugli impatti attesi dalle nuove regole IFRS9 e da Basilea 4, e sulla riduzione del portafoglio di non performing loans.
Ieri sera una nota della banca ha reso noto che “a seguito delle azioni tangibili di de-risking e dei progressi compiuti nell’ambito del piano Transform 2019, la Bce ha migliorato la valutazione del rischio su UniCredit rispetto al 2016”. Dopo gli esiti dello Srep è stato abbassato il requisito di capitale di Pillar 2 (P2R) di 50 punti base a 200 punti base”. UniCredit dovrà dunque rispettare i seguenti requisiti patrimoniali transitori su base consolidata a partire dal 2018: – 9,20 per cento CET1 ratio, – 10,70 per cento Tier 1 ratio.

Nel gestito arretra Banca Generali (-0,38%): il gruppo di gestione del risparmio ha chiuso il mese di novembre con una raccolta netta di 520 milioni di euro, di cui 498 milioni nel risparmio gestito.

Bene Azimut (+0,38%) che ha acquistato il 100% del gruppo australiano Henderson Maxwell, raggiungendo un totale di masse gestite di 4,1 miliardi di euro nel Paese australe.

COLPO DI RENI PER TOD’S, SI SGONFIA LEONARDO

Tra i titoli migliori brilla Tod’s (+4,5% a 61,10 euro). MainFirst ha promosso il giudizio a Outperform da Undeperform, il target price balza a 70 euro da 50 euro. Rispetto alla quotazione odierna lo spazio di rivalutazione è intorno al +15%. La società del lusso ha comunicato di aver chiuso i primi nove mesi del 2017 con 722 milioni di euro di ricavi, in calo del 4,7% anno su anno.

Male invece Luxottica (-1,36%). Il presidente di Essilor , Hubert Sagnières, ha dichiarato in un’intervista che dopo il completamento della fusione tra le due società verrà nominato un nuovo ceo “professionista”. Tuttavia, i tempi per questo passaggio non sono ancora stati definiti.

Sfuma nelle ultime battute il rialzo di Leonardo (+0,10%), dopo aver toccato nel corso della seduta in rialzo del 3% circa sulla scia del report di Goldman Sachs che ritiene la società la più sottovalutata nel comparto europeo dei titoli della Difesa. Il broker ha alzato il giudizio a Buy da Hold, abbassando però il target price a 12,30 euro da 15,80 euro.

Intanto Bae Systems ha annunciato un contratto da 5 miliardi di sterline con il Qatar per 24 aerei Eurofighter Typhoon, che sono costruiti da un consorzio in cui c’è anche il gruppo italiano.

CRESCE L’ATTESA SUL FRONTE MEDIASET-TELECOM

In terreno positivo Telecom Italia (+0,73%) e Mediaset (+0,61%) in attesa di sviluppo delle trattative sulla cessione dei contenuti tv. Sul titolo del Biscione Equita ha ribadito la raccomandazione hold (target price a 3,6 euro).
Tra le small caps da segnalare il balzo di Exprivia (+10,95%) in attesa del closing dell’operazoe Italtel.

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