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NewPrinces completa l’acquisto di Carrefour Italia e diventa il 2° gruppo agroalimentare italiano per fatturato

NewPrinces ha ricevuto il via libera della Commissione Ue. Per tre anni resta il marchio Carrefour, poi tornerà “Gs”. Il presidente Mastrolia: “Raggiungiamo una dimensione senza precedenti”

NewPrinces completa l’acquisto di Carrefour Italia e diventa il 2° gruppo agroalimentare italiano per fatturato

Il gruppo italiano NewPrinces ha acquistato i supermercati italiani della catena francese Carrefour. Lo ha reso noto noto la società, comunicando di aver perfezionato l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Carrefour Italia da Carrefour Nederland e Carrefour. L’operazione vale più di un miliardo di euro e coinvolge oltre mille negozi concentrati soprattutto nel Nord Italia.

Con l’acquisizione di Carrefour Italia, NewPrinces diventa il secondo gruppo italiano agroalimentare per fatturato e il primo operatore food & beverage in termini occupazionali, con 13.000 operatori diretti in Italia e più di 18.000 nel mondo, oltre a ulteriori 11.000 persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne.

NewPrinces stima utile sopra i 700 milioni nel 2025

L’operazione, annunciata lo scorso 24 luglio, ha ricevuto il via libera della Commissione Europea, che l’ha ritenuta compatibile con le leggi che regolano il mercato interno europeo, e si inserisce nel più ampio piano strategico di crescita e integrazione verticale di NewPrinces, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel mercato italiano e di accelerare la convergenza tra canale industriale e rete distributiva, fa sapere la società in una nota. 

In base alle stime, con gli effetti di questa acquisizione, al 31 dicembre 2025 l’utile netto consolidato per il gruppo NewPrinces supererà 700 milioni di euro, includendo gli effetti derivanti dalla business combination. Il patrimonio netto di gruppo è previsto superare 1,1 miliardi a fine esercizio 2025.

La posizione finanziaria netta invece mostrerà un miglioramento superiore a 300 milioni rispetto ai dati consolidati al 30 settembre 2025. Pertanto, il management prevede che, entro la fine dell’esercizio 2025, il gruppo possa riportare una posizione finanziaria netta positiva compresa tra 150 e 200 milioni. 

Inoltre, sottolinea ancora NewPrinces, le acquisizioni di Carrefour Italia e Plasmon contribuiranno nel 2026 ad un incremento dell’ebitda di oltre 200 milioni, rafforzando ulteriormente la generazione di cassa e la posizione finanziaria del gruppo.

I dettagli dell’operazione NewPrinces-Carrefour

L’operazione prevede il mantenimento delle insegne Carrefour per un periodo massimo di tre anni, ovvero sino alla fine del 2028, con l’obiettivo di garantire continuità operativa e una transizione graduale. Contestualmente, verrà avviato un processo progressivo di rebranding dei punti vendita con il ripristino della storica insegna “Gs”, secondo un piano di implementazione articolato per aree geografiche. 

Il piano di sviluppo definito da NewPrinces per Carrefour Italia prevede inoltre la modernizzazione dei punti vendita, l’accelerazione del piano di aperture e l’integrazione operativa con la piattaforma logistica NewPrinces, che dispone di oltre 600 mezzi refrigerati. 

Nel periodo precedente al closing, Carrefour ha effettuato un’iniezione di capitale di circa 530 milioni, destinata alla copertura dei debiti infragruppo e altre passività minori nonché una ulteriore iniezione di circa 45 milioni, per un totale di oltre 775 milioni di liquidità investita da parte di Carrefour in Carrefour Italia. Questa cifra, aggiunta a quella fornita da NewPrinces, pari a 200 milioni, consente a Carrefour Italia di avere una posizione finanziaria netta positiva di oltre 400 milioni. 

“Con l’ingresso di Carrefour Italia, NewPrinces Group raggiunge una dimensione senza precedenti, con ricavi consolidati pari a circa 7 miliardi di euro e un profilo patrimoniale che, entro fine anno, prevediamo superiore a 1,1 miliardi di euro – ha commentato Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces – Questi risultati rafforzano ulteriormente la solidità del nostro modello industriale e confermano la validità delle operazioni realizzate nel corso dell’anno”.

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