Protagonista di questa edizione è Karen LaMonte, artista contemporanea nota per le sue sculture in vetro, ceramica e bronzo. La mostra Nocturnes rappresenta un momento significativo della sua ricerca artistica, concentrandosi sui temi della notte, del silenzio, dell’assenza e della dimensione interiore dell’essere umano. Attraverso opere di grande impatto visivo ed emotivo, LaMonte invita lo spettatore a una riflessione sul rapporto tra corpo, spazio e tempo.
Karen LaMonte nasce negli Stati Uniti e si forma artisticamente tra l’America e l’Europa
Il suo lavoro si colloca tra arte contemporanea e tradizione scultorea classica, con una particolare attenzione alla materia e ai processi tecnici. È celebre per le sue sculture di abiti femminili privi del corpo, figure vuote ma cariche di suggestione, che parlano di presenza attraverso l’assenza. Ha esposto in importanti musei e istituzioni internazionali, contribuendo al rinnovamento della scultura contemporanea grazie all’uso innovativo del vetro.
La mostra Nocturnes
Il titolo Nocturnes richiama il mondo della notte, intesa come spazio simbolico e psicologico. In questa mostra, LaMonte esplora tale dimensione attraverso opere caratterizzate da tonalità scure, superfici opache o traslucide e forme essenziali. Gli abiti esposti, lunghi e monumentali, evocano una presenza umana assente, suggerendo temi come memoria, perdita e trascorrere del tempo. La luce è parte integrante dell’opera, creando riflessi e ombre che amplificano l’atmosfera contemplativa. Nella mostra Nocturnes, il valore plastico delle sculture di Karen LaMonte diventa centrale. Le opere, pur essendo prive del corpo umano, occupano lo spazio in modo monumentale e tridimensionale, stabilendo un dialogo con l’ambiente circostante. L’equilibrio tra pieni e vuoti conferisce tensione plastica e profondità: il vuoto interno all’abito diventa parte attiva della composizione, suggerendo la presenza invisibile dell’essere umano. La modellazione delle superfici è precisa e raffinata: pieghe, drappeggi e cadute del tessuto vengono cristallizzati nella materia, trasformando l’effimero in forma stabile e duratura. La luce, elemento fondamentale in Nocturnes, interagisce con le superfici scure o traslucide, creando riflessi e ombre che rendono mutevole la percezione dei volumi e intensificano la sensazione di sospensione e silenzio notturno. In questo modo, la plasticità dell’opera non è solo formale, ma diventa linguaggio poetico, capace di tradurre in forma visibile la memoria, l’assenza e l’interiorità.
Temi e significati
Tra i temi principali della mostra ci sono l’assenza del corpo, il silenzio e la memoria del tempo. L’abito, privato della figura che dovrebbe indossarlo, diventa traccia emotiva e simbolica, mentre la notte amplifica il senso di mistero e introspezione. Le opere non raccontano storie nel senso tradizionale, ma comunicano attraverso forma, materia e atmosfera, invitando lo spettatore a una contemplazione personale. La mostra Nocturnes conferma Karen LaMonte come una delle voci più intense della scultura contemporanea. Attraverso un linguaggio essenziale ma carico di significato, l’artista trasforma materiali fragili in strumenti di meditazione sull’esistenza umana. Le opere, sospese tra presenza e assenza, peso e leggerezza, rendono la scultura un’esperienza sensoriale e contemplativa, in cui la notte diventa metafora dell’anima e della memoria. L’esposizione fa parte del ciclo Dialoghi Canoviani, un progetto espositivo che mette in relazione la scultura neoclassica di Antonio Canova con l’arte contemporanea. In questo contesto, le opere di LaMonte dialogano con i capolavori e i modelli classici presenti nelle sale canoviane del museo, creando un confronto tra epoche, tecniche e poetiche diverse. La mostra è ospitata in tre delle sale Canoviane al primo piano del Museo Correr, accanto alle opere di Canova come Dedalo e Icaro e Orfeo ed Euridice, nel cuore storico di Venezia. Questa collocazione non è casuale: il progetto espositivo vuole valorizzare il rapporto tra tradizione e contemporaneità, proponendo un dialogo tra la scultura classica e quella moderna attraverso temi universali come forma, materia, presenza e assenza.