Mps, mediazione sull’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Sarà il presidente del Monte dei Paschi, Nicola Maione, infatti a condurre le consultazioni con i grandi azionisti della banca senese per raccoglierne gli orientamenti e le indicazioni e assicurane il coinvolgimento in vista della predisposizione della lista del cda. Alla fine, insomma, sul regolamento di tale lista, Mps ha trovato una soluzione di compromesso che consentirà all’ad Lovaglio di partecipare “alle decisioni” del consiglio sulla lista – sulla quale sarà ammesso a votare al pari di “tutti gli amministratori” – ma che, viceversa, lo escluderà dal processo di selezione dei candidati.
Mps, mediazione su Lovaglio dopo l’inchiesta aperta a Milano
Ecco perché le consultazioni con i grandi soci, con l’obiettivo di garantirne il coinvolgimento, raccoglierne le indicazioni e assicurarne la rappresentatività, saranno condotte da Maione: questo al fine di evitare di esporre la banca a potenziali contestazioni visto che il banchiere e i suoi principali azionisti sono coinvolti a Milano nell’inchiesta sul presunto concerto su Mediobanca.
L’accordo arriva dopo la “fumata grigia” del 22 gennaio, che aveva chiesto “ulteriori approfondimenti” su una proposta del comitato nomine, ritenuta da una parte del consiglio troppo penalizzante per Lovaglio. Il testo del regolamento adottato è – si legge in una nota – “coerente con la migliore prassi di mercato” e “assicura una adeguata formalizzazione delle regole di governance” garantendo “massima trasparenza” sulle “situazioni eventualmente rilevanti” e “consentendo a tutti gli amministratori in carica di partecipare alle decisioni” del cda.
Mps, un mese di scadenze serrate e scelte importanti
Chiusa la partita del regolamento, per il Monte – protagonista di vendite, mercoledì, sul titolo in Borsa – si apre ora un mese di scadenze serrate e scelte importanti. Il 4 febbraio l’assemblea straordinaria dovrà approvare le modifiche statutarie che introducono la lista del cda, sulle quali deve ancora arrivare il sigillo della Bce. Il 10 febbraio verranno annunciati i conti e la cedola del 2025, preceduti, il 9, da quelli di Mediobanca.
Soprattutto la banca avrà poco più di un mese di tempo per mettere a punto la lista e predisporre il piano industriale, sulla quale la Bce non ha concesso proroghe rispetto al termine di sei mesi dall’acquisizione – a metà settembre – del controllo su Mediobanca.
Mps, quale destino per Mediobanca
Su entrambe le questioni la dialettica è alta e il tempo per una sintesi poco. Con il piano, atteso a fine febbraio, Lovaglio vorrebbe procedere al delisting di Mediobanca, che manterrebbe la sua identità giuridica ma verrebbe rifocalizzata sull’investment e il private banking mentre il credito al consumo (Compass) e il wealth management (Mediobanca Premier) verrebbero portate in Mps, così da massimizzare le sinergie promesse al mercato con l’opas. D’altro canto, una parte del consiglio vorrebbe lasciare Mediobanca quotata, ricostituendone il flottante senza perderne il controllo, in un’ottica di risiko bancario.
Mps, quale destino per Lovaglio
Il confronto, in tutto ciò, sta rendendo più accidentata la conferma di Lovaglio che vede favorevoli Delfin (17,5%) e il Tesoro (4,9%) mentre il gruppo Caltagirone (10,3%) si è imposto di esprimersi solo in sede di consultazione per la lista e in assemblea.
