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Meno gas, più energie rinnovabili, Free chiede di sbloccare i provvedimenti rimasti fermi

Il Coordinamento FREE delle aziende delle rinnovabili spinge sul governo dimissionario per ottenere i decreti non ancora approvati su aste, comunità energetiche, alla geotermia, alle autorizzazioni bloccate: tutto si è fermato

Meno gas, più energie rinnovabili, Free chiede di sbloccare i provvedimenti rimasti fermi

Il taglio del 15% dei consumi di gas dal primo agosto 2022 al 31 marzo 2023 deciso dall’Ue è l’ennesima occasione per spingere sulle energie rinnovabili. In tutta Europa, s’intende. Ma per quel che riguarda l’Italia, più di un provvedimento aspetta di essere emanato. “Il mondo è nel mezzo della prima vera crisi energetica globale, innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, e il settore elettrico è uno dei più gravemente colpiti”, ha detto Keisuke Sadamori, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia.

Rinnovabili, perché protesta Free

Secondo i piani del governo di Mario Draghi, per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica il Paese deve installare altri 70 GW di rinnovabili entro il 2030 . “Ma non si creano con la bacchetta magica”, dice Livio De Santoli, Presidente del Coordinamento FREE italiano ( Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica). Di mezzo ci sono la crisi politica e le elezioni e il governo rimasto in carica solo per gli affari correnti. Le semplificazioni introdotte sono rimaste incomplete e l’Italia è molto lontani dal rispettare i tempi dettati dall’agenda energetica europea. Proprio in rapporto al contesto politico, le aziende delle rinnovabili sperano che i mesi che ci separano dalla formazione del nuovo governo non prolunghino lo status quo. Non è pensabile perdere altri mesi, affrontare l’autunno con meno gas, limitazioni nei consumi civili e industriali e non aver deciso cosa fare sulle energie rinnovabili, sostengono. E chiedono al governo Draghi di riprendere in mano i provvedimenti per il settore, rimasti incagliati.

Le rinnovabili opportunità anche per le comunità energetiche

“Nel solco delle indicazioni del Presidente della Repubblica – dice una nota di Free – è indispensabile che il Governo emani tutti i decreti attuativi che sono rimasti appesi”. La lista è articolata e concisa. Si parte dal Decreto sul biometano, pronto da mesi e sul quale c’è stato anche il parere positivo della Commissione europea. Per le comunità energetiche è indispensabile, invece, l’accelerazione dei provvedimenti da parte dell’ ARERA. Senza quelle decisioni che costituiscono il presupposto operativo per la crescita sui territori delle aggregazioni ecosostenibili, il ministero della Transizione ecologica non potrà emanare i bandi.

I piccoli Comuni sono i più interessati a queste decisioni, come è stato richiesto da oltre 100 Associazioni di imprese e del terzo settore. Con la riduzione dei consumi di gas ed elettricità da fonti tradizionali per l’autunno-inverno i piccoli Comuni e quelli montani rischiano davvero di restare al freddo. Ma “non si dovranno fermare nemmeno le aste per eolico e fotovoltaico che sino ad adesso hanno avuto scarso successo a causa dell’aumento dei costi della tecnologia che non sono stati aggiornati come base d’asta”, si legge nella nota. La prospettiva dovrebbe favorire costi dell’energia più bassi per famiglie ed imprese.

Eolico, agrivoltaico, geotermia, biogas: tutte le misure in sospeso

Escluso per ora l’aggiornamento del PNIEC del 2020 (spetta al nuovo governo), gli altri provvedimenti in attesa riguardano la definizione delle aree idonee per l’eolico, l’agrivoltaico, il FER2 per geotermia, eolico offshore, biomasse, biogas e solare termodinamico. Infine, le tormentate vicende delle autorizzazioni bloccate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Potrebbero essere sbloccate con una rapida approvazione nel novero di quegli “affari correnti”.

E i consumatori che subiscono questi ritardi? “Noi riteniamo urgente una campagna per promuovere l’efficienza energetica nei diversi settori. Esistono già fondi disponibili come quelli del Piano di informazione e formazione del D.lgs. 102/2014 al fine di mitigare gli effetti del caro energia e ridurre il rischio di disponibilità dei combustibili”, aggiunge de Santoli. Ma nonostante le rivendicazioni delle aziende, Terna ha comunicato che le energie rinnovabili a giugno hanno coperto il 35% dei consumi nazionali, saliti a 27,9 miliardi di kWh. Va da sé che i numeri potevano essere molto migliori senza la caduta del governo Draghi.

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