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Melenchon finge di cancellare parte del debito pubblico francese ma, insieme allo spettro della Le Pen, spaventa i fondi che vendono gli OAT

La delirante proposta del capo della sinistra radicale francese Mélenchon di cancellare con un colpo di magia il 20% del debito pubblico francese ha subito spaventato i mercati e i fondi internazionali hanno venduto gli OAT costringendo lo Stato a pagare interessi più alti agli investitori

Melenchon finge di cancellare parte del debito pubblico francese ma, insieme allo spettro della Le Pen, spaventa i fondi che vendono gli OAT

Il Movimento Cinque Stelle, durante il primo Governo Conte, voleva cancellare per decreto la povertà. Vasto programma direbbe il Generale De Gaulle. Ma Jean-Luc Mélenchon, il leader dell’estrema sinistra francese, si incammina su una strada simile e promette, nel caso improbabile di una sua vittoria alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo, di “gettare nel fuoco parte del debito pubblico” francese cancellando con un colpo di magia tra i 600 e i 635 miliardi di euro del debito pubblico (circa il 20% del totale) detenuto dalla Banca di Francia per conto della Bce. Follia pure. La Banca di Francia non può disporre come vuole dei titoli di Stato in capo alla Bce. Ci sono vincoli giuridici e istituzionali che rendono impraticabile la demagogica proposta di Mélenchon e i risultati si sono visti subito. Perché, insieme allo spettro terrorizzante di vedere Marine Le Pen prossima inquilina dell’Eliseo, la Mélenchonomics ha spaventato i mercati e i fondi internazionali hanno cominciato subito a vendere i titoli di Stato francesi (i famosi OAT) che oggi sono costretti a pagare agli investitori interessi più alti dei titoli di Stato italiani. Bella trovata davvero quella di Mélenchon che si iscrive di diritto al museo degli orrori del populismo di sinistra, non meno deleterio di quella dell’estrema destra se si pensa che, al di là della reazione dei mercati, se alle elezioni presidenziali del 2027 vince il capo dell’estrema sinistra o se vince la Le Pen, l’influenza di Putin si allarga di fatto su Parigi e all’Europa possiamo solo dire addio. Un incubo che non sarà facile scongiurare se i troppi candidati del centro e della sinistra riformista non smetteranno di rivaleggiare tra loro. Tutto il mondo è paese.

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