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Manovra 2024: nido gratis al 2° figlio, taglio da 260 euro alle detrazioni, canone Rai meno caro, 3 aliquote Irpef. Ecco le novità

Meloni: “Manovra da 24 miliardi” – Spunta quota 104, un mese in più di congedo parentale – Confermati taglio del cuneo, Irpef a 3 aliquote e stop al superbonus

Manovra 2024: nido gratis al 2° figlio, taglio da 260 euro alle detrazioni, canone Rai meno caro, 3 aliquote Irpef. Ecco le novità

Il governo ha dato via libera alla Manovra 2024, al Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) che sarà inviato entro stasera a Bruxelles, ma anche – a sorpresa – a un decreto legge contenente “misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”. Si tratta di un provvedimento che anticipa 3,2 miliardi di stanziamenti ricavati in deficit dalla Nadef. Approvati anche due decreti legislativi: il primo sulla fiscalità internazionale, il secondo sulla riforma Irpef, l’unica avviata al momento. Tutte le alttre dovranno attendere. 

Tornando alla Manovra, che vale 24 miliardi di euro, si concentra sul taglio al cuneo fiscale e sugli aiuti ai redditi medio-bassi, ha chiarito la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Cdm che ha approvato la manovra.

“Abbiamo varato la Manovra 2024, il Cdm lo ha fatto a tempo di record: poco più di un’ora a dimostrazione dell’unità di vedute del Cdm della maggioranza che sostiene il governo”, ha detto Meloni durante, aggiungendo che: “il quadro è chiaramente abbastanza complesso: noi nel 2024 avremo circa 13 miliardi euro di maggiori interessi sul debito, da pagare in forza delle decisioni assunte dalla Bce, e circa 20 di superbonus. L’aumento dei tassi e il Superbonus fanno complessivamente più della manovra di bilancio”.

Manovra 2024: il taglio del cuneo fiscale

Le priorità che “che avevamo annunciato vengono confermate – ha spiegato Meloni – difendere potere acquisto ovvero più soldi in busta paga per i redditi medio bassi, con il taglio del cuneo di 6 punti per chi ha fino 35mila e 7 per fino a 25mila. È un aumento in busta paga che mediamente corrisponde a circa 100 euro al mese per una platea circa 14 milioni di cittadini”, ha spiegato Meloni. 

Manovra 2024: 7 miliardi per rinnovo contratti e Sanità

Ammonta a 7 miliardi di euro, secondo quanto indicato dalla Presidente del Consiglio, la cifra stanziata “per “gli aumenti contrattuali del pubblico impiego”. Cifra “a disposizione del ministro Zangrillo, particolarmente per gli aumenti contrattuali, di cui oltre 2 miliardi riguardano sanità, cinque sono per i rimanenti settori”. Alla Sanità andranno 3 miliardi, risorse che serviranno soprattutto “per accorciare le liste d’attesa”, ha spiegato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, chiedendo una mano in più alle strutture private accreditate e mettendo più soldi in busta paga a medici e infermieri attraverso la detassazione degli straordinari.

“Voglio dire con chiarezza che per noi la priorità quest’anno è soprattutto il rinnovo del contratto del comparto sicurezza. Penso non si possa più accettare una realtà in cui un poliziotto guadagna per lo straordinario poco più di 6 euro l’ora, meno di quanto prenda un collaboratore domestico: bisogna intervenire. La priorità per noi è il rinnovo del comparto difesa e sicurezza”, ha detto Meloni.

Come cambiano le aliquote Irpef

Secondo quanto previsto dal decreto legislativo di riforma dell’Irpef, per il 2024 gli scaglioni si riducono da quattro a tre, accorpando i primi due scaglioni con un’unica aliquota al 23%. 

Le nuove aliquote per scaglioni di reddito sono dunque così determinate: 

  • fino a 28.000 euro, 23%; 
  • oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35%; 
  • oltre 50.000 euro, 43%.

Contestualmente sale anche la no-tax area che arriva a 8.500 euro e si allinea per lavoratori dipendenti e pensionati. Inoltre, l’anno prossimo, la detrazione prevista per i redditi da lavoro sale a 1.955 euro, da 1880. 

La riforma dell’Irpef per il 2024 costerà circa 4,1 miliardi. Si stima anche una variazione di gettito “di addizionali regionale e comunale rispettivamente di -28,2 e -10,8 milioni di euro, per una variazione totale di circa -4.149,9 milioni di euro”. “Si stima inoltre una variazione di Tfr di circa -52,6 milioni”, si aggiunge. Nella complessiva perdita di gettito Irpef di 4,1 miliardi euro, si stima una minore compartecipazione Irpef delle Regioni a Statuto Speciale/Province autonome di circa -382,2 milioni di euro”, si legge nel provvedimento.

Taglio da 260 euro alle detrazioni per i redditi sopra i 50mila euro

Il decreto legislativo Irpef-Ires che accompagna la Manovra stabilisce un taglio lineare alle detrazioni da 260 euro per chi ha un reddito “complessivo superiore a 50.000 euro”. 

A essere interessati dalla riduzione sono gli sconti del 19%, le erogazioni liberali a favore delle Onlus, dei partiti e del Terzo settore oltre alle detrazioni sui premi per l’assicurazione sulle calamità. Il meccanismo delineato prevede che si calcoli il totale di queste detrazioni, e alla somma vengano sottratti 260 euro. 

Manovra 2024: maxi deduzione per chi assume e addio all’Ace

La bozza del dlgs di riforma dell’Irpef prevede anche, per l’anno prossimo, una maxi deduzione per chi assume a tempo indeterminato, con una corsia privilegiata per determinate categorie, tra cui giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile, donne ed ex percettori del reddito di cittadinanza. 

Per i titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni, il costo imponibile del personale di nuova assunzione con contratto indeterminato “è maggiorato, ai fini della determinazione del reddito, di un importo pari al 20%” per tutti ma che potrebbe essere aumentata di altri 10 punti percentuali, dunque fino al 30%, nel caso in cui l’impresa decidesse di assumere lavoratori cosiddetti svantaggiati». Tra questi: donne con almeno due figli di età minore di diciotto anni o prive di un impiego. Rimangono stabiliti coefficienti di moltiplicazione con cui attribuire maggior peso al costo del lavoro correlato all’assunzione di categorie di dipendenti che si ritiene necessitino di maggiore tutela.

L’aumento delle deduzioni è accompagnato dall’abrogazione dell’Ace, l’agevolazione dell’aiuto alla crescita economica. «Si evidenzia, inoltre – spiega la relazione -, che l’abrogazione dell’Ace comporta un aumento dell’imponibile Ires sul quale può trovare maggiore capienza l’importo della maggiorazione del costo del lavoro incrementale. Il maggior gettito derivante dall’effetto combinato delle due misure, per i soggetti Ires, è quindi inferiore alla somma degli effetti delle misure considerate singolarmente”.

Lavoratori autonomi: confermata flat tax, acconto Irpef a rate

Per il “lavoro autonomo”, “anche qui è iniziato un lavoro importante lo scorso anno con un aumento dell’importo per tassa piatta al 15% per i lavoratori autonomi: viene confermata questa misura, e prorogata per altri 3 anni una norma che considero molto importante che è l’indennità straordinaria di continuità, una sorta di cassa integrazione anche per i lavoratori autonomi. Viene anche ampliato il reddito per usufruire di questo ammortizzatore sociale. Inoltre per la prima volta quest’anno gli autonomi non dovranno pagare l’anticipo irpef a novembre ma rateizzarlo in 5 rate da gennaio a giugno”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni.

Il pacchetto famiglie nella Manovra 2024: asilo nido gratis al secondo figlio 

Il governo non conferma il taglio dell’Iva sui prodotti della prima infanzia, perché è stato assorbito dagli aumenti di prezzo e non penso valga la pena rinnovare questa misura, ma aggiungiamo tre misure: continuiamo a lavorare sul congedo parentale, aggiungendo un ulteriore mese. Aumentiamo il fondo per gli asili nido: al secondo figlio l’asilo è gratis, sono circa 180 milioni di euro, previsti, ma la misura più significativa di un miliardo di euro stanziato è la decontribuzione delle madri, lo Stato pagherà i contributi previdenziali”.

Fringe Benefit: nuovi tetti

La Premier ha anche annunciato interventi sul capitolo dei Fringe Benefit, con una configurazione che diventa strutturale: “Lo rendiamo strutturale, con modifiche per il 2024, portando il tetto a 2mila euro per lavoratori con figli e mille euro per tutti gli altri”.

Pensioni: rivalutazione piena fino a 4 volte il minimo, pensione anticipata più difficile

Ape sociale e opzione donna “vengono sostituiti da un unico fondo per la flessibilità in uscita”, si legge nel testo. Secondo quanto spiegato da Meloni. “Non ci saranno più né Ape sociale, né quota 103 così come previsto lo scorso anno” ha chiarito il ministro Giorgetti, parlando di “parametri più restrittivi per la pensione anticipata”.

Spunta invece Quota 104 per il pensionamento anticipato. “Non è Quota 104 piena – ha precisato Giorgetti – c’è un meccanismo di incentivi per rimanere al lavoro”.

Il governo ha inoltre eliminato il vincolo che impone a chi è nel contributivo di andare in pensione con l’età raggiunta solo se l’importo della sua pensione è inferiore a 1,5 la pensione sociale. “Secondo noi non è una misura corretta e lo abbiamo rimosso”, ha detto la premier Giorgia Meloni al termine del Cdm.

Parlando della rivalutazione delle pensioni per il recupero dell’inflazione Meloni ha spiegato che ci sarà una rivalutazione del 100% per le pensioni fino a quattro volte il minimo, del 90% tra 4 e 5 volte il minimo e poi c’è un decalage. La rivalutazione viene confermata per le pensioni minime di chi ha più di 75 anni.

Per quanto riguarda le minime, infine, gli importi inferiori o uguali al minimo Inps saliranno dunque a 618 euro dal prossimo 1° gennaio. 

Tagliato il Canone Rai

“Ci sarà una riduzione da 20 euro a 15 euro del canone», ha spiegato il ministro dell’Economia Giorgetti, e il vicepremier Matteo Salvini ha precisato “è una riduzione da 90 a 70 euro annuali”, sottolineando che si tratta “dell’inizio di un percorso virtuoso”.   

Ponte sullo Stretto

“Come le opere pubbliche” il Ponte sullo Stretto di Messina “è finanziato per l’intero ammontare, 12 miliardi, nella proiezione pluriennale dei tempi necessari per completare l’opera”, ha detto Giorgetti, precisando  che “nell’orizzonte temporale dei primi tre anni sono stanziate le prime tre quote a salire“.

“C’è la copertura integrale per il ponte sullo Stretto. La giunta regionale siciliana ha stanziato stamattina il primo miliardo di euro. Spero di partire nell’estate 2024”, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. 

Global minimum tax

“Abbiamo introdotto la global minimum tax”, ha annunciato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. Si tratta della nuova imposta minima globale, con un’aliquota al 15%, a carico dei gruppi societari con almeno 750 milioni di euro di fatturato consolidato, in sostanza le multinazionali e le ormai celeberrime Big Tech, da Amazon a Google. 

Giorgetti conferma lo stop al Superbonus

Confermato l’addio al Superbonus. “Lo sconto in fattura l’abbiamo già abolito, ciononostante la dinamica del Superbonus continua imperterrita. Noi non abbiamo fatto nessun intervento in legge di Bilancio su questo: i lavori devono essere completati entro la fine dell’anno, se si vuole beneficiare dello sconto in fattura. Altrimenti parte il meccanismo delle detrazioni senza la possibilità di sconto in fattura e cessioni, salvo quelli maturati in precedenza”, ha dichiarato senza mezzi termini il ministro rispondendo a una domanda sul Superbonus. 

Tagli ai ministeri e coperture

I soldi a disposizione sono pochi, hanno ripetuto più volte Giorgetti e Meloni. Per questo motivo, il governo ha chiesto ai ministeri di presentare un piano di spending review entro la fine del 2023. I ministeri che non lo faranno, andranno comunque incontro a un taglio del 5% a partire dal 2024. “È stato chiesto un sacrificio a tutti i ministeri, che hanno dovuto in qualche modo rinunciare a progetti e idee» attuando una “spending review significativa” con un taglio “del 5% sulle spese discrezionali” dello Stato, delle regioni e degli enti locali, ha commentato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. 

Parlando delle coperture Giorgetti ha spiegato che “5 miliardi derivano da tagli, 2,6 miliardi da rimodulazioni di spesa, che hanno liberato spazi per il 2024. Il Parlamento non ha intaccato il fondo per la rimodulazione fiscale che consente di fare l’operazione sullo scalone Irpef”. Il resto è in deficit.

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