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L’Inter stende l’Atalanta e torna in vetta ma Milan e Napoli non mollano. Stasera il ritorno di De Rossi con il Genoa contro la sua Roma

Inter, Milan e Napoli: vincono tutte e i nerazzurri tornano in testa alla classifica, Ma la lotta per lo scudetto è apertissima. Stasera all’Olimpico la Roma di Gasp ospita il Genoa di De Rossi

L’Inter stende l’Atalanta e torna in vetta ma Milan e Napoli non mollano. Stasera il ritorno di De Rossi con il Genoa contro la sua Roma

L’Inter si conferma capolista, Milan e Napoli non mollano. La domenica di A, l’ultima del 2025, si chiude con il successo dei nerazzurri sul campo dell’Atalanta, pesantissimo sia a livello di classifica che di morale. La squadra di Chivu, infatti, ha iniziato la serata da terza, scavalcata da quelle di Allegri e Conte, e solo una vittoria le avrebbe permesso di tornare in vetta. Missione compiuta grazie a un mix di bravura, personalità e un pizzico di fortuna che non guasta mai: il gol di Lautaro, infatti, nasce da un erroraccio di Djimsiti, bissato nel finale da un clamoroso sbaglio di Samardzic a tu per tu con Sommer. L’Inter resta così al comando del campionato, tallonata dal Milan, vittorioso sul Verona (3-0) grazie a Pulisic e alla doppietta del redivivo Nkunku, e dal Napoli, corsaro a Cremona con la doppietta di un super Hojlund. A completare il quadro ci sarà il posticipo tra Roma e Genoa (ore 20.45), in un match segnato dal ritorno di De Rossi all’Olimpico, per la prima volta da avversario.

Atalanta – Inter 0-1: Chivu espugna Bergamo con Lautaro e resta in vetta

A Bergamo l’Inter prende subito in mano il pallino del gioco, mentre l’Atalanta sceglie un atteggiamento più basso e compatto, per poi provare a colpire in transizione. L’equilibrio regge a lungo in una gara che si incaglia spesso in mezzo al campo, con Ederson che pulisce l’area dopo un’incursione di Zielinski e Kolasinac decisivo nel salvare Carnesecchi su una deviazione ravvicinata di Akanji da corner. L’Inter cresce con il passare dei minuti, Luis Henrique spreca da buona posizione, Thuram impegna Carnesecchi e Calhanoglu sfiora il bersaglio dalla distanza, poi la pressione nerazzurra produce anche un gol annullato a Thuram per la posizione irregolare di Lautaro, mentre dall’altra parte Scamacca sfiora il vantaggio di testa prima dell’intervallo. La ripresa si apre con l’Atalanta più intraprendente, un’incornata alta di Ederson e un gol annullato a De Ketelaere per offside di Zalewski, a cui l’Inter risponde con un’affondata di Luis Henrique neutralizzata da Carnesecchi e un piattone fuori misura di Barella. Le squadre si allungano, Scamacca segna ancora ma è in fuorigioco, poi Chivu pesca la carta decisiva: Pio Esposito entra per Thuram e al primo pallone sfrutta un errore di Djimsiti per servire a Lautaro l’assist dell’1-0 che spezza l’equilibrio. Palladino cambia volto alla Dea passando a una trazione anteriore con Samardzic, mentre l’Inter risponde con una girandola di cambi per abbassare il ritmo, chiudere gli spazi e gestire. L’Atalanta spinge e ha l’occasione enorme per pareggiare, ma Samardzic spreca tutto su un invito perfetto di De Ketelaere, errore che pesa come un macigno. Nel finale i nerazzurri difendono con ordine, abbassano i giri e portano a casa tre punti pesantissimi, chiudendo l’anno in vetta e confermando una solidità che, anche nei dettagli, fa la differenza.

Chivu: “Non mi interessa ciò che dice Conte, nel calcio non c’è niente di scontato”

“Sono contento per l’atteggiamento, per tutto quello che abbiamo fatto – l’analisi di Chivu -. Nel primo tempo abbiamo giocato di più noi, nel secondo si sono alzati di più loro. Ad ogni modo siamo contenti del risultato, che conta spesso e conta molto. Nel calcio non c’è niente di scontato, bisogna osare e dimostrare. Per ora il campo dice che siamo primi ma non basta, la strada è lunga, è solo dicembre. Noi vogliamo essere competitivi e lavorare, dobbiamo combattere anche contro le ingiustizie e quelli che pensano che tutto sia scontato. Stiamo ribattendo colpo su colpo, sempre a testa alta. Conte continua a punzecchiarci? Ho già detto che quello che dice non mi interessa e mantengo la coerenza. Poi se siamo abituati a fare casino, facciamo casino ma io non lo farò. Bisogna trasmettere dei valori, si può giocare a calcio anche senza mescolarlo con altre cose che lasciano certi odori. Chi fa casino, può continuare tranquillamente”.

Milan – Verona 3-0: Allegri sfata il tabù-piccole con Pulisic e una doppietta di Nkunku

Il Milan batte il Verona con un netto 3-0 e lo fa nel modo più “allegriano” possibile, ovvero con pazienza, solidità e cinismo. In una partita di quelle che nei mesi scorsi avevano spesso fatto inciampare i rossoneri, il Diavolo resta compatto, lascia sfogare gli avversari e colpisce nel momento giusto, chiudendo la pratica all’alba della ripresa. Il Verona si presenta con idee chiare e un atteggiamento audace, il Milan però non si scompone e controlla il palleggio gialloblù senza concedere tiri nello specchio. Qualche sortita nasce soprattutto da Loftus-Cheek, ma la vera svolta arriva nel recupero del primo tempo: corner, spizzata di Rabiot e Pulisic è il più rapido di tutti a capitalizzare in area, firmando l’1-0 che cambia la partita. La ripresa, infatti, dura pochissimo. Il Verona prova a rimescolare le carte inserendo Orban e Sarr, ma il Milan scappa via immediatamente trascinato da Nkunku. Il francese, finito al centro di voci di addio dopo mesi complicati, decide di riscrivere la propria storia rossonera in pochi minuti. Al 48’ si procura il rigore sfruttando l’ingenuità di Nelsson e lo trasforma con freddezza, poi cinque minuti più tardi è ancora al posto giusto sul pallone respinto dal palo dopo il tiro di Modric, firmando la doppietta personale e il definitivo 3-0. Partita chiusa in anticipo, gestione totale nel finale e possibilità per Allegri di dosare le energie in vista della trasferta di Cagliari.

Allegri: “La quota scudetto è tra 82 e 84 punti, ma il nostro obiettivo è tornare in Champions”

“In generale abbiamo fato una buona partita, siamo stati ordinati e non abbiamo concesso niente – il commento di Allegri -. Sono contento per Nkunku, è un ragazzo molto sensibile e ci teneva a fare bene. Dopo il rigore si è sbloccato e ha fatto un gol che è nelle sue corde. Tra 5 giorni dovremo andare a Cagliari, dove è sempre difficile giocare. Dovremo prepararci bene, c’è bisogno di tutti perché iniziamo un mese importante. Momentaneamente la quota scudetto sarà tra 82 e 84 e può diventare 86, poi se qualcuno farà un filotto potrà cambiare. Noi però dobbiamo continuare a lavorare con un obiettivo chiaro in testa: tornare a giocare la Champions”.

Cremonese – Napoli 0-2: Conte sbanca Cremona con una doppietta di Hojlund

Il Napoli fa il suo dovere e torna dallo Zini con tre punti pesanti, battendo 2-0 la Cremonese e dando continuità al momento positivo dopo la Supercoppa. Dopo una fase iniziale di studio, la partita si incanala subito sui binari giusti per gli uomini di Conte: al 13’ Hojlund si conferma rapace d’area, è il più veloce a leggere la carambola sul tiro di Spinazzola e deposita in rete a porta spalancata l’1-0. Il gol spegne l’iniziativa dei grigiorossi e accende il dominio azzurro, che controlla il ritmo, occupa il campo con personalità e costruisce diverse occasioni senza però chiudere subito i conti. La Cremonese prova a reagire con orgoglio, ma fatica a risalire il campo e soffre la fisicità e la qualità del Napoli, che alza i giri nel finale di primo tempo e trova il raddoppio ancora con Hojlund, bravo a smarcarsi da Baschirotto e a colpire con freddezza per la doppietta personale. Nella ripresa i padroni di casa rientrano con più coraggio, ma sbattono contro un Napoli compatto e ordinato, che non concede spazi a Vardy e Sanabria e gestisce senza affanni. Anzi, sono ancora gli azzurri ad andare più volte vicini al tris con Hojlund e McTominay, senza però trovare il colpo del ko. Poco importa: al triplice fischio Conte incassa una bella vittoria, fondamentale per scacciare il mal di trasferta e restare agganciato al treno di testa.

Conte: “Si chiude un anno bellissimo, ma non siamo ancora in grado di comandare il campionato”

“Festeggiamo un anno bellissimo, dove abbiamo fatto qualcosa di bello e inaspettato ovvero la vittoria dello scudetto e poi la Supercoppa battendo Milan e Bologna – ha spiegato Conte -. In campionato siamo lì, cercando di stare vicino alle posizioni di alta classifica e lo stiamo facendo bene. Quest’anno stiamo affrontano da uomini coraggiosi problematiche anche molto serie, questo va detto di questi ragazzi: loro lo scudetto lo vogliono onorare. Il Napoli non è ancora in grado di comandare per tanti motivi, è un percorso appena iniziato, a livello di struttura non siamo pronti. Oggi per me Juventus, Milan e Inter, per struttura, seconde squadre, monte ingaggi e valore patrimoniale, sono diverse dalle altre. Ogni volta che vince una squadra diversa da queste tre, ha fatto qualcosa di straordinario. Questa differenza si cerca di colmarla sul campo, ma si tratta di società diverse”.

Roma – Genoa (ore 20.45, Dazn e Sky)

Roma-Genoa chiude il 2025 della Serie A con una serata ricca di sentimenti, senza però dimenticare la classifica. Il grande ritorno è quello di Daniele De Rossi, che rimetterà piede nello stadio che lo ha visto crescere, diventare simbolo e poi allenatore, questa volta da avversario. Una condizione che lo stesso tecnico del Genoa ha definito “contro natura”, pur ribadendo la volontà di pensare solo alla partita. Inevitabile che il passato torni a bussare: DDR ha ricordato anche l’esonero maturato proprio dopo il pareggio contro il Genoa nella scorsa stagione, chiarendo di non nutrire alcun desiderio di rivalsa, ma di aver superato l’amarezza forte della serenità di chi sente di avere la coscienza pulita. L’Olimpico è pronto ad accoglierlo come merita, con cori e striscioni per una delle sue bandiere più autentiche, ma una volta che l’arbitro fischierà l’inizio, spazio solo al campo. E lì la Roma non può permettersi distrazioni. La sconfitta contro la Juventus ha complicato il cammino: i bianconeri, superando il Pisa, hanno scavalcato i giallorossi e si sono presi temporaneamente la zona Champions. Per chiudere il 2025 al quarto posto, la squadra di Gian Piero Gasperini è chiamata a una risposta immediata, concreta, senza alibi. Anche perché le scelte saranno condizionate dalle assenze: l’infortunio di Pellegrini obbliga il tecnico a ridisegnare la trequarti. Il rientro di Dovbyk amplia le soluzioni offensive, ma l’orientamento sembra portare verso un assetto più leggero, con Baldanzi favorito per completare il tridente insieme a Dybala e Soulé.

Gasperini: “Dobbiamo raschiare il barile, non credo molto al mercato di gennaio”

“Sotto l’aspetto della mentalità non abbiamo niente da invidiare a nessuno, non abbiamo niente di meno, anzi forse qualcosa in più – ha sottolineato Gasperini – Contro il Genoa dovremo raschiare il barile e mettere in campo le risorse che abbiamo, c’è la necessità di vincere. Dybala falso nove? Alcune volte era l’unica soluzione, ma lui può fare benissimo quel ruolo. Se insisto su di lui è perché ha qualità che se riusciamo a portarlo in una condizione migliore può dare solo che vantaggio. Ferguson è giovanissimo, deve metterla sul piano della fame, della volontà di arrivare, di fregare il posto a Dybala con questo, non sul piano tecnico perché lì non c’è paragone. Il mercato? Non conosco le tempistiche, ma non ho mai creduto molto a quello di gennaio…”.

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