Non era tutto oro quello che luccicava nella gestione Milleri di EssilorLuxottica, il gioiello italo-francese costruito con genialità da Leonardo Del Vecchio che oggi occupa oltre 200 mila dipendenti e che in Borsa vale 78 miliardi di euro. Proprio la Borsa sta presentando il conto al Presidente esecutivo e amministratore delegato della multinazionale dell’occhialeria, Francesco Milleri, agli azionisti e soprattutto ai litigiosi eredi di Del Vecchio imprigionati nell’impasse della holding Delfin che ne sta mettendo impietosamente a rischio il futuro e che il 30 giugno dovrà affrontare un’assemblea cruciale. Da novembre EssilorLuxottica, che è l’asset più importante di Delfin che controlla il 32%, ha perso in Borsa il 48% ridimensionando le presunte virtù taumaturgiche di Milleri. Intendiamoci: i fondamentali di EssilorLuxottica restano solidi ma la crisi del lusso, la crescente concorrenza nell’occhialeria e la mancanza di una strategia chiara pesano sempre di più. E, agli occhi del mercato, pesano soprattutto le crescenti distrazioni di Milleri per il suo nuovo amore: la finanza dove – attraverso Delfin – ha aumentato nel tempo gli investimenti del grande Leonardo arrivando a detenere in portafoglio il 17,5% del Monte dei Paschi, il 10% delle Generali e il 2,75% di Unicredit finendo però sotto inchiesta giudiziaria della Procura di Milano per presunto concerto con Caltagirone. Nei mesi scorsi Millerì era osannato dai suoi lacchè come il nuovo re Mida della finanza: è bastato tempo per far crollare un mito.
L’EssilorLuxottica di Milleri non piace più al mercato: da novembre ha perso in Borsa il 47%. Le scorribande finanziarie penalizzano il titolo
La Borsa boccia la gestione Milleri della multinazionale dell’occhialeria che ha perso lo smalto di una tempo: troppa attenzione alla finanza e troppo poca alla strategia industriale. Attesa per l’assemblea di Delfin di martedì
