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Le Borse scommettono sull’accordo Usa-Cina

La settimana finanziaria si apre all’insegna dell’ottimismo, perché i mercati intravedono la possibile intesa sui dazi e perché la Fed rinvia l’aumento dei tassi – Oggi il duello finale sulla Brexit

Le Borse scommettono sull’accordo Usa-Cina

Si apre con una nota di ottimismo la settimana finanziaria, sull’onda dei recuperi dei listini di venerdì, dei segnali confortanti in arrivo dai dati sull’occupazione Usa e delle parole del presidente della Fed Jerome Powell, che ha promesso “pazienza” prima di muovere ancora la leva dei tassi. Ma il segnale più forte arriva dalla Cina.

Partono al rialzo lo yuan e la Borsa di Shanghai, in attesa degli ospiti americani che tra poche ore sbarcheranno in Cina per riallacciare la trattativa commerciale tra le due superpotenze, dopo la tregua del G20 che ha congelato per tre mesi ulteriori strette sui dazi.

La valuta cinese stamane tratta a 6,8461, ai massimi dal 5 dicembre. In terreno positivo sia il listino di Shanghai e Shenzhen (+0,3%) che il comparto dei titoli cinesi ad Hong Kong (+1,4%). A favorire il rimbalzo contribuiscono le misure espansive della Banca centrale cinese, che venerdì ha ridotto la riserva obbligatoria di 100 punti, così come il via libera del governo a un nuovo, gigantesco piano di sviluppo ferroviario (125 miliardi di dollari).

TRUMP OTTIMISTA: PECHINO VA MALE, FARÀ L’ACCORDO

“Sono ottimista – ha detto ieri Donald Trump – L’economia cinese non sta andando bene. E questo li renderà più disponibili ad un accordo”. Un professore dell’università Renmin, Xiang Songzuo, secondo il Financial Times, ha calcolato che, secondo stime governative ufficiose, la crescita effettiva della Cina nel 2018 è stata solo dell’1,67%, molto al di sotto dei dati ufficiali.

La speranza in un accordo sui commerci ha messo le ali alla Borsa di Tokyo +2,44%. In ascesa anche Sidney (+1,2%) e i future sull’indice S&P +0,3%.

GOLDMAN PUNTA SUL PETROLIO, BOFA SULLE BORSE

Continua a salire anche il petrolio, +9,3% la scorsa settimana, +1% a 57,7 dollari il barile questa mattina. A questi prezzi, Goldman Sachs consiglia di comprare: il prezzo medio del greggio del Mare del Nord stimato dal broker nel report diffuso ieri, è 62,5 dollari il barile.

Gli analisti di Bank of America Merrill Lynch invece sostengono che, a prezzi attuali, è tornato conveniente comprare in Borsa: i listini hanno perduto 19.900 mila miliardi di valore in un anno; tra i titoli più capitalizzati, 2.055 società su 2,767 sono scesi almeno del 20%. “L’indicatore Bull & Bear – scrivono – è sceso al punto Orso più basso dal giugno 2016, il che è un buon segale di rialzo”.

Il consiglio “Buy” vale anche per le azioni del Vecchio Continente. I future segnalano una partenza positiva per i mercati europei.

POWELL SI SCOPRE COLOMBA

Mercoledì saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Fed. Ma i segnali in arrivo dalla banca centrale sono stati superati dai messaggi di Jerome Powell la scorsa settimana. Il presidente della Fed ha sottolineato che, in caso di necessità, l’istituto “non esiterà ” a cambiare rotta “rapidamente” e “a usare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere l’economia”. La Fed, insomma, promette di essere “paziente”.

È probabile – ha scritto Gawyn Davies del Financial Times – che la banca centrale abbia capito di aver commesso un errore a non segnalare una possibile pausa nella stretta monetaria”. Molto dipenderà dai prossimi dati macro: l’inflazione è prevista a-0,1%, il primo calo da nove mesi.

OGGI L’INDICE SULLA FIDUCIA IN EUROPA

Giovedì toccherà invece ai verbali della Bce, relativi al Consiglio direttivo che il 13 dicembre ha confermato i tassi di interesse fermi nell’Eurozona fino all’estate del 2019 e il ritiro del Quantitative Easing a dicembre 2018.

In mattinata usciranno i dati tedeschi sugli ordinativi industriali a novembre e l’indice Sentix sulla fiducia degli investitori dell’Eurozona a gennaio-

LONDRA, DUELLO FINALE SULLA BREXIT

In Gran Bretagna, il Parlamento riapre i lavori per l’approvazione del budget 2019. Ma l’attenzione è già concentrata sul voto della settimana prossima sull’accordo siglato da Theresa May con Bruxelles sulla Brexit.

Sul fronte interno tiene banco l’attesa per il Consiglio dei Ministri che in settimana dovrà varare il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza: un pre Consiglio sarebbe previsto per martedì, mentre la riunione di Governo dovrebbe tenersi in settimana.

L’AGENDA: CDA CUCINELLI, I NUMERI DELL’ASTA BOT

Stasera, a mercati chiusi, il Tesoro comunicherà l’ammontare dell’offerta dei Bot a 12 mesi di giovedì 10.

Sul fronte societario si riunisce oggi il cda di Brunello Cucinelli per l’approvazione dei conti.

ANCHE PIAZZA AFFARI A SCONTO

L’indice FtseMib riapre i battenti dopo l’allungo di venerdì: +3% a18.820 punti. Il 2018 si è concluso con una perdita del 16%, quasi allineata a quella registrata dall’indice Dax della Borsa di Francoforte (-18%) e leggermente peggiore della media europea (Eurostoxx -14%).

Stando alle stime del consenso, i multipli delle blue chip quotate a Piazza Affari hanno raggiunto valutazioni fondamentali molto attraenti in termini relativi: il FtseMib registra un P/E medio pari a 10,6x, contro 11,8x del Dax, 14,5x del Cac e 17,7x dell’S&P500.

Anche il ritorno atteso in termini di dividendo risulta tra i più attraenti: FtseMib 4,20% lordo, contro 3,40% del Dax, 3,70% del Cac40, 2,0% dell’S&P500.

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