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Le banche sperano in una frenata morbida della Bce

I mercati studiano le mosse di Draghi sul Qe mentre l’Fmi avverte: sul mondo pesa una zavorra da 152 mila miliardi di debiti – Asia ok, oil e banche trainano Wall Street – Mps non partecipa alla festa di Piazza Affari – Pioggia di buy per Eni – Terna verso lo sbarco in Grecia – Nuovo settimanale per Rcs

Le banche sperano in una frenata morbida della Bce

La finanza di questi tempi sembra andare alla rovescia: Piazza Affari, a differenza degli altri listini europei, applaude alla prospettiva del “tapering” (cioè la progressiva riduzione degli acquisti della Bce). Sembra una follia, vista l’importanza del Quantitative Easing per la tenuta dei conti italiani. Ma la spiegazione sta nella boccata d’ossigeno che l’aumento dei tassi (ancora in attesa di conferme) potrebbe garantire a banche e assicurazioni, i settori più rilevanti per Piazza Affari.

La conferma arriva dall’aumento dell’indice Stoxx europeo delle Assicurazioni (+1,2%) e delle Banche (+1,4%). Ma c’è da chiedersi fino a che punto sia attendibile la notizia sulle intenzioni della Bce: non sarà un ballon d’essai (o peggio, uno scherzo da prete) per valutare le reazioni del mercato? Oggi la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione, anche se dagli uffici di Mario Draghi è arrivata una prima smentita: non abbiamo parlato di tapering.

Intanto dal Fondo Monetario arriva un consiglio prezioso (non solo per l’Italia): “Debito – usare con accortezza”, titolo del primo capitolo del rapporto semestrale Fiscal Monitor. A livello globale il debito del settore non finanziario (aziende, famiglie e governi) è arrivato a 152 trilioni di dollari, pari al 225% del Pil mondiale, un picco mai toccato in precedenza. È un altro segnale che l’abbondanza di denaro immessa dalle varie manovre d’espansione monetaria comincia a generare forti preoccupazioni: “Le recessioni finanziarie – ha detto Vitor Gaspar, direttore degli affari fiscali del Fondo – sono più lunghi e profonde delle recessioni normali”.

ASIA OK, CREDITO E OIL TRAINANO WALL STREET

Tutti in terreno positivo i listini asiatici: Tokyo +0,6%, sotto la spinta di un nuovo ribasso dello yen (-0,2%). Hong Kong e Sidney +0,4%. Ancora chiuse per festività le borse cinesi.

Rimbalzano, dopo sue giorni di ribasso, i mercati Usa, grazie ai titoli finanziari e ai petroliferi: il Dow Jones chiude a +0,62%, S&P 500 +0,43%, Nasdaq +0,50%.

I dati macro confermano (a differenza di quel che sostiene l’Fmi) una congiuntura in crescita: a) l’indice ISM sulle aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende dei servizi è salito a 57,1 da 51,4 di agosto; b) gli ordini di fabbrica sono saliti dello 0,2% in agosto, da +1,4% di luglio; c) crescono anche gli ordini (+0,1%), mentre il consensus si aspettava una variazione zero; d) solo il dato di settembre sull’andamento dell’occupazione nel settore privato (dati Adp) è stato di poco sotto le aspettative: 154mila nuovi posti di lavoro creati, in calo da 175mila posti del mese prima e sotto le previsioni di +165mila posti.

EVANS (FED): TASSI SU FORSE GIÀ A NOVEMBRE

Sui mercati cresce la convinzione che la Fed entro fine anno alzerà i tassi, ipotesi rilanciata ieri da Charles Evans, presidente della Fed di Chicago che, parlando a Auckland in Nuova Zelanda, ha dichiarato di essere favorevole a un rialzo entro fine anno se i dati macroeconomici continuassero a dare indicazioni positive. Evans ha aggiunto, inoltre, che non esclude un rialzo dei tassi anticipato a novembre. 

Il probabile aumento del valore del denaro aiuta le banche: Goldman Sachs +2,6%, Citigroup +1,8%, Bank of America +2%. Prende il volo Twitter (+5,7%): l’asta per “l’uccellino” si chiuderà in settimana. Avanza anche Yahoo! (+1,23%), sommersa dalle critiche per lo scandalo della violazione della privacy.

Problemi di spionaggio anche per Booz Allen Hamilton (-3,8%). Un tecnico della Nsa (l’ente della sicurezza Usa) già impiegato dalla società è stato arrestato per aver sottratto informazioni riservate. Per la società in passato ha lavorato Edward Snowden.

CALANO LE SCORTE, PETROLIO SU. PIOGGIA DI BUY PER ENI

Sono calate per la quinta settimana consecutiva le scorte di petrolio in Usa. Il Brent sale del 2%, a 51,8 dollari al barile, mentre il Wti è in rialzo del 2,2% a 49,8 dollari. Exxon sale dello 0,96%, Chevron +0,87%.

A Piazza Affari Eni +2,3%: Deutsche Bank ha alzato il giudizio a Buy da Hold, con il target price a 15,25 euro. Pioggia di consensi dopo l’accordo con Bp per la vendita per i prossimi 20 anni del gas naturale liquefatto (Lng) dal giacimento South Coral. Secondo Equita (buy e target price a 15,5 euro) l’intesa potrebbe permettere a Eni “di creare valore e ridurre il carico di investimenti dopo i recenti successi esplorativi senza modificare la generazione di cassa operativa di breve termine”. Allineata Mediobanca Secuities, che ha calcolato che il 25% della quota potrebbe generare un’entrata intorno a 2 miliardi di euro. Saipem +1,5%, Tenaris +0,9%.

PIACE DI NUOVO IL TANGO BOND. TEQUILA IN BORSA SOLO DOPO IL VOTO USA

Ieri l’Argentina ha collocato con successo i primi due bond in euro: un 5 anni, importo 1,25 miliardi, al tasso del 3,875%, e un decennale al 5%. In entrambi i casi, grazie alla richiesta, i tassi sono risultati inferiori all’offerta iniziale.

Di tutt’altro tenore la novità in arrivo dal Messico: José Cuervo, la casa madre della più diffusa e celebre tequila, ha rinviato l’Ipo, da cui prevede di ricavare tra 500 milioni e un miliardo di dollari, già prevista per novembre. L’azienda ha deciso di aspettare l’esito delle elezioni Usa. Nel prospetto si segnala che il voto (vedi il successo di Donald Trump) potrebbe avere grosse conseguenze sugli scambi commerciali tra Messico e Usa.

IN EUROPA SALE SOLO MILANO (+1,03%)

Milano, una volta tanto, è stata la regina d’Europa. Piazza Affari, salita a quota 16.477 punti, in rialzo dell’1,03%, è stata l’unica Borsa del Vecchio Continente in terreno positivo. A eccezione di un timido risveglio nel finale di Madrid (+0,14%), i maggiori listini europei hanno riportato perdite: Parigi dello 0,25%, Francoforte dello 0,30% e Londra dello 0,57%.

A livello di settore avanzano, nella prospettiva di un rialzo dei tassi, banche e polizze. L’indice Stoxx europeo delle Assicurazioni è salito dell’1,2%, Banche +1,4%. I cali maggiori riguardano i settori in cui tradizionalmente le società sono più indebitate: Immobiliare -2,7%, Utility -2,1%, Tlc -1,5%.

IL BUND RISALE A ZERO. IL BTP 50 RENDE IL 2,94%

Le indiscrezioni sulla presunta progressiva riduzione del programma di acquisti della Bce prima del termine previsto hanno lasciato il segno. I Btp hanno chiuso in calo: il rendimento del decennale di riferimento italiano è balzato fino a 1,38%, ai massimi dallo scorso 27 giugno, da 1,26% dei livelli di chiusura di ieri. Il rendimento del Bund decennale è salito allo 0% da -0,9%.

Buon avvio del titolo a 50 anni, che ha chiuso la seduta d’esordio ad un rendimento del 2,94% (contro 2,85% del collocamento). Il titolo è stato acquistato per il 45% dai fondi di investimento, per il 23% alle banche, per il 14,5% dagli hedge fund e per il 13% da assicurazioni e fondi pensione.

BANCHE IN VOLO, MA MPS NON PARTECIPA ALLA FESTA

È stata la giornata dei finanziari. L’indice dei bancari italiani ha terminato con un balzo del 3,6% e quello europeo dell’1,5%. Molto bene i Big: a Milano Unicredit +4%, Intesa +3,3%. A Francoforte Deutsche Bank ha guadagnato il 2,7%. Risalgono anche BnpParibas e SocGen, entrambe + 3,2% a Parigi.

Non ha partecipato alla festa Monte Paschi che, dopo aver aggiornato il minimo storico a 0,1726 euro, ha chiuso a -3,93%, fermandosi a quota 0,1737 euro. La Consob ha esteso al gennaio 2017 il divieto di vendite allo scoperto.

In grande spolvero Ubi (+5,7%) e Pop. Emilia (+5%). Ieri è stato completato l’acquisto del 46,98% della Cassa di Risparmio di Saluzzo dalla Fondazione locale: la quota di Bper, già presente nel territorio con la Cassa di Bra, sale all’80%.

In vista dell’assemblea del 15 ottobre, cresce l’attenzione per Pop. Milano (+5,1%) e Banco Popolare (+3,45%). Il presidente del consiglio di gestione della popolare di piazza Meda, Mario Anolli, a margine di un’audizione in commissione Finanze alla Camera, sui rapporti tra clientela e istituti di credito, ha ribadito che con l’operazione s verrà a creare il terzo gruppo bancario italiano, con circa quattro milioni di clienti, capace di generare un utile quasi raddoppiato. Il banchiere si è poi spinto a dichiarare che nella nomina di Umberto Ambrosoli alla presidenza di Bpm spa post fusione “la politica non c’entra nulla, non c’è stato nessun intervento esterno”.

Giornata record anche per il comparto assicurativo europeo. A Milano Generali +4,1%, UnipolSai +3,1%, Unipol+3,5%, Cattolica Assicurazioni +2,5%. A Francoforte Allianz ha guadagnato l’1,5%, a Parigi Axa +3,5%.

TERNA (-2,9%) PREPARA LO SBARCO IN GRECIA

La prospettiva di un rialzo dei tassi ha depresso il comparto delle utility. Frena Snam (-2,4%), che ieri ha dato il via, assieme a Fca e Iveco, a un programma per l’ampliamento delle stazioni di vendita del gas per auto (200 milioni). Giù Terna (-2,9%), che, in combinazione con F2i, sta mettendo a punto un’offerta congiunta per rilevare una partecipazione di minoranza in Admie, l’operatore greco per la gestione della rete elettrica. Le offerte vincolanti sono attese il 12 ottobre. La società ha collocato ieri un’obbligazione in euro a 12 anni da 750 milioni. In ribasso anche Enel (-1,64%), Iren (2,33%) e Acea (-1,45%).

UBS PROMUOVE EXOR, OGGI BREMBO TRA I BIG

Exor +0,8%: Ubs ha alzato il target price a 35 euro da 32 euro, confermato il giudizio Neutral. Fiat Chrysler +1,7%. Rialzi anche per Leonardo (+1,26%), spinta dalle aspettative verso una possibile nuova commessa in Canada e una potenziale riapertura della gara per la fornitura di 50 elicotteri all’esercito della Polonia. In leggero calo Telecom (-0,27%): Rbc ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 1,1 euro.

Stamane Brembo (ieri -2,75% dopo i recenti massimi) fa in suo ingresso nell’indice Ftse Mib in sostituzione di Italcementi, che sarà cancellata dal listino il 12 ottobre.

CAIRO: “UN NUOVO SETTIMANALE PER RCS. IL SOLE NON C’INTERESSA”

Rcs Mediagroup +0,27%. Il presidente Urbano Cairo ha annunciato che la società potrebbe lanciare, forse già a gennaio, un nuovo settimanale e a domanda ha risposto che “i rapporti con Diego Della Valle sono buoni”. Non c’è invece alcun interesse a rilevare Il Sole 24 Ore. L’assemblea dei redattori del quotidiano ha votato in serata la sfiducia al direttore con 151 voti contro 45 contrari. Il Cda ha invece rinnovato la riconfermato la fiducia a Roberto Napoletano in vista dell’assemblea del prossimo 14 ottobre.

Rally di Esprinet (+18,87%) dopo la presentazione del piano strategico 2016-2018 che prevede fondamentali in forte espansione. La Juventus (+0,71%) entra oggi nell’indice Ftse Italia Mid Cap. Oggi inizia a Londra la Star Conference che terminerà il 7 ottobre.

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