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La Sardegna perde il gasdotto Galsi, ma parte con la Sen

L’idea di applicare gli indirizzi della strategia energetica nazionale soprattutto agli edifici pubblici si sta sostanziando nel progetto Enerselves, promosso dalla Regione

La Sardegna perde il gasdotto Galsi, ma parte con la Sen

Può essere la Sardegna la prima Regione italiana a dare corpo alla parte pubblica della nuova strategia energetica nazionale (Sen). L’idea di applicare gli indirizzi governativi soprattutto agli edifici pubblici si sta sostanziando nel progetto Enerselves, promosso dalla Regione. Il dato più significativo che per ora emerge è relativo ai fondi a disposizione presentati dall’Assessore Maria Grazia Piras: 45 milioni di euro per efficientamento energetico nelle strutture pubbliche e realizzazione di micro reti a vantaggio del territorio regionale; 48 mesi di lavoro nel quadriennio 2017-2010.

Una piano con più gambe che oltre alla Sardegna interessa il Lazio e cinque regioni di Spagna, Svezia, Polonia, Malta e Romania. Alle spalle ci sono l’impiego di fondi europei, nazionali e regionali. La buona notizia arriva, però, nel giorno in la Commissione europea boccia il gasdotto Galsi tra Sardegna ed Algeria. Entrato in un primo elenco di opere strategiche, è stato depennato, almeno fino al 2019, quando è prevista una nuova rivisitazione. Ma c’è poco da sperare perché l’Ue all’Italia ha assegnato altri progetti.

Nell’Enerselves, allora, tutti a cercare la riduzione dei consumi e il miglioramento delle strutture, come vuole la Sen. Le aziende non si stanno tirando indietro e buona parte dei soldi a disposizione sono stati utilizzati da 70 imprese per gli audit preliminari. Al loro fianco decine di società di consulenza energetica – Esco – il cui contributo per migliorare i consumi è diventato strategico. Enerselves, dedica una parte anche ai privati, all’edilizia ed alle modalità di approvvigionamento di energia. A riprova della capacità dell’isola di avere un mix tra fonti rinnovabili e fossili disponibili. L’obiettivo alto da raggiungere, comunque, è la riduzione del 50% delle emissioni climalteranti entro il 2030.

I Comuni avranno 7 milioni e mezzo di euro per puntare direttamente sulle rinnovabili. Dovranno sforzarsi di avere nei loro territori accumulatori di energia ad uso e consumo di tutti. La strada dell’autoconsumo, quindi, come traguardo da raggiungere. Non dovesse riuscire la Sardegna a centrare il traguardo prefissato, sarebbe compromesso l’evento internazionale di Cagliari di settembre 2018 con la partecipazione di 178 partner delle 7 Regioni coinvolte.

Sarebbe anche difficile non rendere conto di 45 milioni di euro a beneficio di un programma a valenza europea. A supporto, c’è in preparazione una guida con 110 buone pratiche e 10 azioni regionali come esempio virtuoso. A Cagliari da poco è stato realizzato il grande impianto fotovoltaico dell’Agenzia energetica regionale, in prima linea nel progetto Enerselves.

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