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La Polonia continua a crescere con un’inflazione sotto controllo: Pil +3,7% su base annua nel terzo trimestre

Il Pil di Varsavia è previsto quest’anno in aumento del 3,5%, spinto dai consumi privati e accompagnato da una moderata frenata dei prezzi al consumo: l’inflazione di base, esclusi i prezzi di cibo ed energia, è scesa al 2,9%. IL rallentamento della crescita dei salari non esclude un ulteriore taglio del 25 punti base dei tassi della Banca Centrale

La Polonia continua a crescere con un’inflazione sotto controllo: Pil +3,7% su base annua nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre di quest’anno il PIL della Polonia è aumentato del 3,7% su base annua (dal precedente 3,3%), superando altri paesi della regione (Rep. Ceca 2,7%, Ungheria 0,6%) e l’UE nel suo complesso (1,5%).

I dati finora pubblicati indicano un miglioramento dell’industria rispetto al secondo trimestre, lo stesso per il commercio al dettaglio accompagnati da una recessione nelle costruzioni. Dal lato della spesa, il PIL è spinto da un consumo familiare vivace, cresciuto a un tasso annuo simile a quello dei tre mesi precedenti. Allo stesso tempo, la ripresa dell’attività di investimento è stata ritardata dalla lenta attuazione dei progetti finanziati dal Recovery and Resilience Facility (RRF) e dalle necessarie revisioni.

Inflazione in frenata e margini per nuovi tagli ai tassi

Allo stesso tempo, le stime riportate da ING Economics confermano una moderata frenata dell’inflazione dei prezzi al consumo (2,8% ) a ottobre. Su base annua i beni sono aumentati dell’1,7%, mentre i servizi del 5,6%. La stabilità dei prezzi di alimenti e bevande (0,0%) è stata facilitata dal calo dei prezzi di carne (-0,3%) e frutta (-1,5%). L’aumento delle bollette energetiche per le abitazioni (+0,6%) è dovuto all’aumento dei costi da parte dei provider (+2,5%).

Gli analisti stimano che l’inflazione di base, esclusi i prezzi di cibo ed energia, sia scesa al 2,9% su base annua rispetto al 3,2% annuo dei due mesi precedenti. Dato il precedente aumento dei prezzi dei servizi, alcuni fornitori potrebbero essere costretti ad abbassare i prezzi in risposta alla domanda. Inoltre, le importazioni a basso costo dall’Asia, dopo l’aumento dei dazi americani sulla Cina, stanno esercitando una pressione al ribasso sui prezzi dei beni di base.

Va inoltre segnalato un rallentamento della crescita salariale che dovrebbe gradualmente tradursi in un rallentamento dell’inflazione dei servizi. Ciò significa che la Banca Centrale potrebbe continuare ad allentare la politica monetaria, e un ulteriore taglio del 25 punti base dei tassi non può essere escluso a dicembre.

Prospettive 2026: consumi forti, investimenti ancora deboli

Quest’anno gli analisti si aspettano una crescita del PIL del 3,5%. I dati finora pubblicati escludono una performance dinrilievo negli investimenti fissi, tuttavia controbilanciata dalla solidità del consumo privato. La tempistica di esecuzione del RFF offre cauto per il 2026.

La crescita della Polonia rimane solida. Il deficit del conto corrente è intorno all’1% del PIL, mentre l’inflazione del CPI si avvicina all’obiettivo del 2,5% della Banca Centrale. L’unico squilibrio sostanziale si registra tra il settore pubblico (alto deficit) e il settore privato interno (bassi investimenti, elevati risparmi).

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