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La Consob chiede un chiarimento a Deutsche Bank sulla dismissione dei bond italiani

A renderlo noto è il sottosegretario all’Economia Bruno Cesario. Secondo i tedeschi, si tratta di una normale operazione di copertura, una risposta allo sforamento dei valori storici dell’esposizione sul debito italiano a seguito dell’acquisizione di Postbank.

La Consob chiede un chiarimento a Deutsche Bank sulla dismissione dei bond italiani

La Consob ha sollecitato un chiarimento da parte di Deutsche Bank in merito alla sua decisione di dismettere bond italiani, riducendo la sua esposizione sul debito italiano da 8,01 miliardi al 31 dicembre 2010 a 997 milioni al 30 giugno 2011. A darne notizia è il sottosegretario all’Economia Bruno Cesario, in risposta ad un’interrogazione. “La Consob ha precisato che in attesa di ricevere i citati elementi informativi, segue con attenzione e continua a svolgere il monitoraggio in ordine all’evolversi della vicenda”, ha spiegato.

 

Deutsche Bank ha fatto sapere di aver condotto l’operazione sulla base dell’esigenza di riportare la propria esposizione al debito italiano ai suoi valori storici, dopo il picco registrato a seguito dell’acquisizione di Postbank, avvenuta a fine 2010. Nella stessa logica rientra – secondo l’istituto – anche il contestuale acquisto di Credit default swap sul debito italiano, che dunque non costituirebbe un’anomalia, ma la conseguenza di una normale procedura di copertura, con cui la banca si garantirebbe contro ogni possibile rischio di credito, data comunque la presenza di bond italiani nel portafoglio titoli della banca tedesca.

 

Nello specifico, la Consob ha richiesto ai tedeschi di fornire informazioni riguardo i dati di dettaglio relativi all’evoluzione dell’esposizione nei confronti dell’Italia nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2011, distinguendo tra titoli di stato e prodotti finanziari derivati collegati. Deutsche Bank è storicamente uno specialista in bond italiani, sulla cui classificazione – oltre che più in generale sulla liquidità dei mercati – esercita un certo peso. Un ruolo che dipende dall’obbligo, da parte di ogni specialista in titoli di stato italiani, a sottoscrivere un quantitativo minimo di titoli in asta (3% su base annua) e a garantire un’operatività qualificata sul mercato secondario.

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