Condividi

Juve e Napoli ko, il Milan espugna Firenze, ottimo il debutto di Tudor sulla panchina della Lazio

La Lazio stende la Juve al 93°, l’Atalanta fa tre gol al Napoli e i rossoneri di Pioli consolidano il secondo posto in classifica

Juve e Napoli ko, il Milan espugna Firenze, ottimo il debutto di Tudor sulla panchina della Lazio

Il Milan vola al secondo posto, Juve e Napoli non ci sono più. Gli anticipi della 30esima giornata sorridono ai rossoneri, capaci di espugnare Firenze e portarsi a + 6 sulla squadra di Allegri, sconfitta invece dalla Lazio di Tudor. L’altro risultato clamoroso del sabato è quello del Maradona, dove il Napoli rimedia uno 0-3 dall’Atalanta e dice addio al sogno Champions: domani Bologna e Roma potrebbero scappare e mettere nei guai perfino la Juve, il cui vantaggio in classifica è sempre più esiguo.

Fiorentina – Milan 1-2, Loftus-Cheek e Leao blindano il secondo posto

Vittoria importantissima quella del Milan, sempre più sicuro del secondo posto in classifica. Il successo di Firenze, unito alla sconfitta della Juve a Roma, vale un + 6 impensabile fino a qualche settimana fa, quando i bianconeri volavano appaiati all’Inter. Ma il 2024 ha segnato un cambio di passo notevolissimo, sia per quanto concerne la Signora (solo 7 punti in 9 partite) che il Diavolo, autore invece di un percorso quasi perfetto. Se si esclude la sconfitta di Monza, infatti, la squadra di Pioli ha ottenuto solo risultati positivi, raccogliendo 9 vittorie e 2 pareggi in 12 giornate di campionato, a cui bisogna aggiungere quelli di Europa League. La strada, insomma, è quella giusta e se è vero che non basterà per vincere lo scudetto (troppi punti buttati in autunno), lo è anche che la stagione può ancora regalare delle soddisfazioni, in campo internazionale (soprattutto) e non. Espugnare il Franchi era importante per staccare la Juve, ma anche per non consegnare il tricolore all’Inter prima del tempo: missione compiuta grazie a uno strepitoso Leao, in stato di grazia come nelle serate migliori. Il portoghese, dopo aver sfiorato il gol in più occasioni nel primo tempo, ha acceso il match a inizio ripresa servendo l’assist di tacco a Loftus-Cheek per l’1-0 (47’), dopodiché si è messo in proprio al minuto 53’, trovando il 2-1 in risposta al momentaneo pareggio di Duncan (50’). Da lì in poi è salito in cattedra Maignan, l’altro grande protagonista della serata fiorentina, che ha negato il 2-2 sia a Belotti che a Mandragora con due parate pazzesche. 

Pioli: “Il mio futuro? Mai avuto dubbi, il Milan non si lascia”

“La partita l’abbiamo interpretata e approcciata bene, vinto in un campo dove abbiamo sempre fatto fatica. Oggi abbiamo giocato una gara vera e con un gran controllo – ha detto Pioli -. Dopo la sosta non è mai facile, quindi sono particolarmente soddisfatto. È un ottimo momento che dura da 2-3 mesi, stiamo crescendo e migliorando nella compattezza. Abbiamo cambiato tanto rispetto allo scorso anno, i nuovi acquisti dovevano conoscere me e io loro per sfruttarne le doti. La qualità c’è, l’allenatore deve sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori: forse ci mancano altre caratteristiche, ma stiamo sopperendo con sacrificio e corsa. Il mio futuro? Io non ho mai avuto dubbi: il Milan non si lascia. Mi trovo bene e siamo ambiziosi, qui sono felicissimo e dipende solo da quello che succederà. Dobbiamo solo restare concentrati per lavorare, ci isoliamo a Milanello per fare bene perché ci sono ancora partite importanti da qui alla fine”.

Lazio – Juventus 1-0, Marusic manda al tappeto Allegri in pieno recupero

Comincia alla grande l’avventura di Tudor sulla panchina della Lazio, grazie al successo in extremis sulla Juventus. Il gol di Marusic a pochi secondi dalla fine (90+3’) manda al tappeto Allegri, a secco di vittorie dal 25 febbraio scorso: quel 3-2 sul Frosinone resta l’unico sorriso in due mesi terribili, nei quali la sua squadra ha raccolto solo 7 punti sui 27 a disposizione. Un tracollo, perché di questo si tratta, quasi inspiegabile guardando al percorso precedente, quando la Signora stava addirittura riuscendo a tenere testa all’Inter, ma diventato realtà dal pareggio con l’Empoli in poi: quel che è peggio è che non si vede la luce in fondo al tunnel, tanto più che il calendario sarà tutt’altro che morbido. Il secondo posto è sempre più lontano e anche la Champions non è più al sicuro, quantomeno se i posti fossero quattro: dovesse arrivare anche il quinto le cose cambierebbero, al momento però è bene ragionare sulle certezze e non sulle ipotesi.

La Lazio invece respira e spera di aver trovato la scintilla per dare un senso al finale di stagione. L’era Tudor è cominciata al meglio, ora però arriveranno la trasferta di Torino (ancora con la Juve, semifinale d’andata di Coppa Italia) e il derby con la Roma: i giochi sono ancora aperti, anche se piuttosto complicati.

Allegri invece deve trovare al più presto dei correttivi, perché questa Signora non riesce più a spaventare nessuno. Ieri ci ha provato con un inedito 4-3-3 con Cambiaso alzato sulla linea degli attaccanti, ma in realtà si è trattato di un 4-5-1 con Kean abbandonato a sé stesso e il solo Chiesa, in un paio di occasioni, pericoloso. Poi, proprio quando il match sembrava ormai essersi assestato sullo 0-0, ecco il colpo di testa di Marusic a mandare in orbita Tudor e ad assestare un altro gancio alle certezze bianconere, ammesso che abbia ancora senso definirle tali.

Allegri: “Non si può perdere così, ma centreremo la Champions”

“Non siamo diventati brocchi tutti insieme all’improvviso – ha sospirato Allegri -. C’è poco da fare: dobbiamo essere arrabbiati, amareggiati e dispiaciuti per la sconfitta arrivata negli ultimi 10 secondi. Non si può prendere gol così alla fine, dovevamo essere più cattivi nelle occasioni create. I numeri dicono che stiamo facendo male, ma serve calma in questo momento: abbiamo dei punti di vantaggio sulla quinta e dobbiamo continuare a lavorare per arrivare all’obiettivo Champions, che centreremo anche se fosse all’ultima giornata. Abbiamo lasciato tanti punti per strada, ma questo è un gruppo straordinario: devono essere orgogliosi di questa prestazione, martedì le cose cambieranno. C’è poco da parlare e tanto da fare, abbiamo questa partita di Coppa Italia in casa e vogliamo ripartire”.

Tudor: “Non potevo iniziare meglio! Fortuna? No, è frutto del lavoro”

“Non potevo partire meglio, i ragazzi l’hanno interpretata bene nonostante il poco tempo – l’analisi soddisfatta di Tudor -. Siamo partiti col piede giusto e ne sono molto felice, non esistono fortuna o sfortuna, solo lavoro. Il presente è importante, c’è da allenarsi e quello che si vede in campo la domenica è la conseguenza di quanto facciamo in allenamento. Marusic? Ha fatto un gran gol, da ala vera. Mi ha detto che servivo io per far capire a tutti che era un’ala e non un terzino. Sono contento per la vittoria, se uno può immaginarsi un finale, lo immagina proprio così. Immobile? Sapeva della panchina, era giusto far partire Castellanos. Lui e Taty sono decisivi, io li devo motivare e loro devono mettere cattiveria e fame. L’ho visto carico e affamato, vuole sfruttare questi mesi per tante ragioni e ne sono contento”.

Napoli – Atalanta 0-3: gli azzurri crollano e dicono addio alla Champions

Risultato pesantissimo anche al Maradona, dove lo spareggio Champions se l’è preso l’Atalanta di Gasperini con un 3-0 che non ammette repliche. Bella, spettacolare, a tratti pure cinica la Dea, capace di reggere agli attacchi del Napoli anche grazie alle parate di Carnesecchi, ma soprattutto di colpirlo in più occasioni e far sua una vittoria di platino. Ora il quarto posto, in attesa di Bologna-Salernitana e Lecce-Roma di domani, è a soli 4 punti, ma è bene ricordare che all’appello manca ancora la partita con la Fiorentina, rinviata prima della sosta per la tragedia di Joe Barone. La squadra di Calzona, invece, alza bandiera bianca e dice addio alla corsa Champions, salvo clamorosi colpi di scena: per riaprire un discorso vivo solo grazie alla matematica, infatti, servirebbe un filotto di vittorie di cui, al momento, non si vede traccia, oltre che il crollo di numerosi avversari. Meglio pensare al futuro e una rivoluzione che colpirà un po’ tutti, a cominciare da un allenatore destinato a tornare ct della Slovacchia a tempo pieno, anche se le colpe di questo disastro (mai nessuna squadra scudettata aveva fatto peggio) non sono certo sue. Il Napoli ha provato a fare la voce grossa, ma l’Atalanta non si è certo spaventata e appena ne ha avuto l’occasione ha colpito: con Miranchuk, rapace sotto porta al minuto 26, con Scamacca, bravo ad approfittare di un errore di Juan Jesus (45’) e con Koopmeiners, splendido nello spegnere ogni velleità di rimonta all’88’. 

Calzona: “Siamo troppo fragili, ci squagliamo: così non va bene”

“Ci sono stati i meriti dell’Atalanta, ma anche tanti demeriti nostri perché spesso durante la partita ci squagliamo, senza palla siamo fragili – il pensiero sconsolato di Calzona -. Riusciamo a creare abbastanza in attacco, però dobbiamo trovare solidità difensiva perché così non va bene. Le vicissitudini di quest’anno le sappiamo tutti: tre allenatori, calciatori importanti che sono andati via e nuovi acquisti che hanno avuto poco spazio per incidere, peraltro arrivando da altri campionati. Sono annate che nascono in un certo modo e purtroppo non possiamo fare niente, le possibilità di Champions si sono assottigliate nettamente. Dobbiamo migliorare e lavorare perché così si fa veramente fatica, le chances sono minime, inutile pensare ad altro”.

Gasperini: “Siamo stati superiori al Napoli, vittoria meritata”

“Sono felice e soddisfatto non solo per il risultato, ma anche per il modo in cui abbiamo vinto su questo campo – ha esultato Gasperini -. Abbiamo creato tanto, fatto degli ottimi gol e tenuto bene il campo, i. Napoli ha creato delle occasioni con Osimhen, ma globalmente siamo stati superiori e abbiamo meritato il 3-0. Il trofeo più vicino a cui possiamo ambire ora è la Coppa Italia, siamo arrivati due volte vicini, speriamo di riuscirci stavolta. L’Europa League? Sono oltre 20 anni che una squadra italiana non la vince, ma noi non ci tiriamo indietro per nessun traguardo. La piazza di Bergamo è meno pretenziosa, ma questa rosa ha raggiunto un bel mix”.

Commenta