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Intelligenza artificiale, in Italia le imprese più innovative sono quelle familiari guidate da Ceo giovani

Secondo l’Osservatorio Family Business Innovation di Luiss Business School e Intesa Sanpaolo, l’ingresso di Millennials e Generazione Z nei ruoli apicali delle imprese familiari italiane rafforza l’apertura verso strumenti digitali avanzati.

Intelligenza artificiale, in Italia le imprese più innovative sono quelle familiari guidate da Ceo giovani

I giovani: bistrattati, ma in realtà ottimi manager. Soprattutto, e non poteva essere altrimenti, manager molto innovativi. E’ quanto risulta dal primo rapporto di ricerca dell’Osservatorio Family Business Innovation di Luiss Business School e Intesa Sanpaolo, presentato nel corso dell’evento “Le imprese familiari italiane nell’era dell’intelligenza artificiale” organizzato da Intesa Sanpaolo e Luiss Business School presso l’Auditorium Intesa Sanpaolo a Torino. E’ emerso in particolare che le imprese guidate da Ceo appartenenti alle generazioni Millennial o Gen Z, quindi dai 45 anni in giù, presentano tassi di adozione dell’AI superiori alla media, stando ad una analisi basata su microdati relativi ad un campione di 350 imprese italiane con oltre 10 dipendenti e un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, stratificato per settore, addetti e macroarea.

L’identikit delle imprese esaminate

Le imprese del campione appartengono prevalentemente al settore manifatturiero (86,30%), sono localizzate prevalentemente nei territori del Nord Ovest e del Nord Est (63,14%), hanno una dimensione compresa tra 10 e 99 addetti (91%) e fanno registrare un fatturato tra i 2 e i 50 milioni di euro (86%).
L’approccio utilizzato ha permesso di identificare cinque configurazioni distinte: le imprese Founder-led, guidate direttamente dal fondatore; le Family-run (informal), caratterizzate da un controllo familiare
senza strumenti di governance formali; le Family professionalized, dotate di meccanismi di governance
familiare formali e orientate alla professionalizzazione; le imprese Symbolic, in cui la famiglia mantiene
la proprietà, ma non partecipa alla gestione; le Mixed, che rappresentano un gruppo residuale con
caratteristiche ibride.

Investe in innovazione l’84% del campione

In questo panorama di imprese familiari, internamente eterogeneo per grado di professionalizzazione e
modelli di governance e gestione, a diverse configurazioni di influenza familiare sono associate
differenti strategie di investimento e innovazione. Dallo studio infatti emerge che se, in media, l’84% del campione investe in innovazione, sono le Family professionalized (89%) e le Family-run (informal) (88%) a mostrare la propensione più alta, mentre le imprese Founder-led e Symbolic mostrano livelli inferiori di attività innovativa. Tale evidenza suggerisce che la presenza di processi formali di governance oppure un maggiore coinvolgimento operativo di diversi membri della famiglia possono costituire percorsi alternativi, ma entrambi potenzialmente efficaci, per sostenere l’innovazione.

Il risultato si rafforza ulteriormente quando si considera la presenza di un piano di successione formalizzato, che sembra costituire un fattore abilitante per l’innovazione. Anche guardando all’adozione dell’Intelligenza Artificiale, dallo studio emerge che è il fattore generazionale ad essere dirimente: le imprese guidate da generazioni più giovani (Millennials/Gen Z) mostrano una maggiore propensione all’adozione dell’AI (44%) rispetto alle imprese guidate da Boomers o Silent Generation (33%). Inoltre, in continuità con quanto osservato per l’investimento in innovazione, l’adozione di tecnologie di IA è più diffusa tra le imprese familiari con un piano di successione formalizzato.

Imprese Familiari: la partnership Luiss Business School e Intesa Sanpaolo

Lo studio conferma l’impegno della Luiss Business School e di Intesa Sanpaolo per le imprese familiari italiane, che costituiscono l’ossatura del sistema economico e produttivo del nostro Paese. L’Osservatorio Family Business Innovation arricchisce una collaborazione nata con l’Executive Programme in Global Family Business Management, che nel 2025 ha raggiunto l’ottava edizione. Il programma mira a fornire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari per affrontare i capitoli più importanti e delicati nella vita delle aziende familiari: dalla strategia alla gestione, dal passaggio generazionale all’internazionalizzazione, fino all’individuazione delle opportunità di crescita. Svolto in collaborazione con l’Istituto de Empresa a Madrid e la Iéseg School of Management, leader in Europa per la formazione nel campo del family business, il programma si rivolge alle nuove generazioni di imprenditori e imprenditrici familiari per affrontare al meglio le sfide del futuro.

“Le impre se familiari sono la dimensione aziendale più caratterizzante e rappresentativa del Made in Italy,
dove si concentrano i maggiori investimenti di crescita”, ha dichiarato Raffaele Oriani, Dean Luiss
Business School
. “Come ha evidenziato lo studio presentato dall’Osservatorio, politiche formali di
governance, professionalizzazione e transizione generazionale sono fattori abilitanti per l’innovazione, che
permettono alle nostre imprese familiari di esplorare e introdurre strumenti di trasformazione digitale
avanzata. Siamo orgogliosi di sostenere le imprese familiari, con le nostre attività di formazione e ricerca”.

“Siamo la banca di riferimento delle imprese italiane, con oltre 250.000 PMI clienti della Divisione
Banca dei Territori, e sosteniamo l’economia reale con 36 miliardi di euro di nuovo credito nei primi
nove mesi dell’anno. Crediamo tuttavia che oggi sia necessario offrire alle imprese un supporto più
ampio, creando le condizioni per garantirne la crescita competitiva dall’accompagnamento nei processi di
trasformazione digitale al passaggio generazionale – sottolinea Anna Roscio, Executive Director Sales
& Marketing Imprese Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo. Con Luiss Business School, da
ormai otto anni, portiamo avanti un programma di alta formazione dedicato al Family Business che ha
visto ad oggi la partecipazione di circa 120 allievi, che affronteranno un percorso importante con impatti
sulla governance delle loro imprese, proprio con l‘obiettivo di non disperderne il valore costruito nel
tempo e di implementare nuovi modelli di leadership”.

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