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India, la circolazione stradale più pericolosa del mondo

Allarmato dall’elevatissimo, e sempre crescente, numero di decessi per incidenti stradali, il governo di Modi si prepara a varare la più ambiziosa riforma del codice della strada dal 1947 a oggi.

India, la circolazione stradale più pericolosa del mondo

La famiglia di Rakesh Pillai, un impiegato di banca di Nuova Delhi, ha realizzato un grande sogno: comprare una macchina. Dopo una vita passata a girare in lungo e in largo per la città in bicicletta o ammucchiati in tre o quattro su uno scooter, finalmente sono riusciti a comprare una Suzuki Wagon R, una delle auto compact più vendute nel subcontinente indiano. Nessuno in famiglia aveva la benché minima idea di come si guidasse un’automobile, ma questo piccolo particolare non ha impedito a Pillai di provare subito la sua nuova macchina. 

Per prima cosa ha graffiato la portiera urtando il cancello della sua abitazione, poi ha buttato giù un muretto tentando di effettuare una conversione, e infine ha quasi messo sotto due pedoni, che si sono salvati a stento da un investimento fatale. La storia di Pillai è molto comune in un Paese che vanta le strade più pericolose del mondo, e non sono solo i tanti conducenti senza patente il problema, ma anche l’inadeguatezza delle leggi, la cattiva manutenzione del manto stradale e della segnaletica, la circolazione di veicoli in condizioni disastrose. I guidatori indiani, in realtà, si comportano al volante come se passeggiassero a piedi, reclamando la stessa libertà di movimento. 

A complicare il tutto, poi, si aggiunge il fatto che le automobili condividono la strada con cammelli, elefanti, mucche, carri bestiame, camion, trattori e ciclisti, senza contare le carcasse di automobili, i vetri infranti e i pezzi di lamiera che, tristi testimoni di un sinistro stradale, vengono difficilmente rimossi. Allarmato dall’elevatissimo, e sempre crescente, numero di decessi per incidenti stradali, il governo di Modi si prepara a varare la più ambiziosa riforma del codice della strada dal 1947 a oggi. 

La questione è di primaria importanza, se si pensa che negli ultimi dieci anni in India sono morte per incidenti su strada un milione e 200mila persone – in media una ogni quattro minuti –, mentre cinque milioni e mezzo sono rimaste gravemente ferite. Nello stesso tempo, però, l’India rappresenta uno dei mercati automobilistici in più rapida crescita al mondo. L’opera del governo si concentrerà dunque sul promuovere una guida sicura, imponendo prima di tutto esami più severi per il rilascio della patente e soprattutto più trasparenti, visto che attualmente il sistema è afflitto da una corruzione generalizzata. 

Verranno poi inasprite multe e pene per infrazioni e reati. Per garantire la sicurezza stradale, inoltre, verrà istituita un’autorità apposita. La proposta di legge, in calendario in parlamento per il mese di novembre, sarà il banco di prova per testare la capacità di Modi di aggiudicarsi un consenso trasversale.


Allegati: Asian Age

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