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Imprese: è boom di eco-investimenti e green jobs

Il rapporto GreenItaly di Unioncamere-Symbola mostra come in Italia siano sempre di più le imprese che puntano sulla green-economy – Una spinta importante arriva dai giovani, mentre i “lavoratori verdi” sono oltre 3 milioni

Imprese: è boom di eco-investimenti e green jobs

La green economy ha conquistato l’Italiana. Nel nostro Paese aumentano sempre di più le imprese che decidono di puntare su eco investimenti. Nel 2019, quasi 300 mila imprese hanno hanno effettuato o effettueranno entro la fine dell’anno investimenti green. In termini percentuali parliamo del 21,5% del totale, il 7,2% in più rispetto al 2011. E potrebbe essere solo l’inizio.

I dati contenuti nella decima edizione del Rapporto GreenItaly, redatto da Fondazione Symbola e Unioncamere e presentato oggi a Roma, mostrano come nel nostro Paese in green new deal si stia avvicinando, con ripercussioni interessanti anche sul mondo del lavoro, con i cosiddetti green jobs che ad oggi occupano 3,1 milioni di persone, il 13,4% del totale. 

Secondo quanto si legge nel report, negli ultimi 5 anni oltre 432 mila imprese dell’industria  e dei servizi hanno investito in prodotti e tecnologie green allo scopo di ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica quasi un’azienda italiana su tre, il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero si sale addirittura a più di una azienda su tre (35,8%).

Una grande spinta, nel corso dell’ultimo decennio, è arrivata dalle rinnovabili. Basti pensare che nel 2009 in Italia c’erano 71mila impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 1000 MW. Dieci anni dopo siamo arrivati a 820mila impianti e 20mila MW di potenza, con l’Italia che è diventata il settimo paese al mondo per valore di investimenti. 

La generazione Greta ha bisogno di risposte più che di carezze. Molto sta cambiando anche se troppo lentamente. Quando 10 anni fa pubblicavamo il primo GreenItaly – afferma il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci – nel mondo c’erano 25 GW di fotovoltaico installato: oggi i GW sono diventati 660. La tecnologia ha compiuto enormi progressi e in questi 10 anni il costo dell’elettricità da fotovoltaico, dice l’Unep, è crollato dell’81%, e quello dell’eolico del 46%”

Già oggi l’Italia è la superpotenza europea nell’economia circolare – continua Realacci con il 79% di rifiuti totali avviati a riciclo e presenta un’incidenza ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei: la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43%. La green economy italiana è la frontiera più avanzata per cogliere queste opportunità.”

La green economy in Italia sta anche cambiando radicalmente il mercato del lavoro. Basti pensare ai cosiddetti green jobs che nel 2018 sono cresciuti rispetto al 2017 di oltre 100 mila unità, con un incremento del +3,4% rispetto al +0,5% delle altre figure professionali. In termini assoluti siamo arrivati a 3,1 milioni di “lavoratori green”, il 13,4% degli occupati totali. 

Lo studio Unioncamere-Symbola conferma poi come a preoccuparsi per l’ambiente siano soprattutto i giovani. Secondo il report infatti quasi un’impresa su due (il 47%) tra quelle guidate da under 35 ha fatto eco-investimenti, contro il 23% delle over 35.  

“I dati parlano chiaro – ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. Una impresa su tre ha imboccato la strada della sostenibilità, 90mila in più dello scorso anno. E questa scelta si traduce in una maggiore produttività e competitività e in più capacità di innovazione e di export. Un dato interessante è che a questa accelerazione stanno contribuendo molto anche le imprese dei giovani under 35, che, nella metà dei casi, hanno puntato sulla green economy. Nei prossimi 5 anni, l’economia circolare e sostenibile offrirà una opportunità di lavoro su 5 sia nel settore privato, sia in quello pubblico. Insomma, la svolta dell’economia italiana verso la sostenibilità e l’ambiente è in pieno svolgimento e l’Italia è in anticipo rispetto alle altre economie europee”. 

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